DIVA

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IL PROGETTO

DIVA è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’FP6- Programma  “Strutturare lo spazio europeo della ricerca” -  “Scienza e società: Donne Scienza

Perché DIVA?

L’acronimo Diva (Science in a Different Voice) è stato scelto perché:

  • supera le barriere linguistiche essendo una parola presente in molte lingue dell’UE;
  • identifica la prima donna, una star, una celebrità;
  • caratterizza per un voce amabile e riconoscibile che produce l’ammirazione di chi l’ascolta
  • Gli obiettivi

    DIVA ha lo scopo di diffondere tra  scienziati, studenti e decisori politici la cultura delle pari opportunità e dell’ equità di genere nella scienza.

    Il progetto prevede interventi di sensibilizzazione nelle scuole superiori, negli enti di ricerca, nelle università e fra i politici.

    DIVA dura due anni

    DIVA persegue 3 obiettivi specifici:

  • aumentare  la consapevolezza delle ricercatrici sull'esistenza di stereotipi di genere nell’ambiente scientifico attraverso gruppi di discussione all’interno di centri di ricerca pubblici e privati;
  • sensibilizzare le studentesse della scuola secondaria sull’importanza del lavoro scientifico promuovendo un'immagine positiva del lavoro di ricerca;
  • sensibilizzare i decisori politici sullo spreco di talenti femminili prodotto dalla bassa partecipazione femminile nella scienza  e incentivare il dibattito e l’azione politica sulle pari opportunità in questo settore. 
  • Il gruppo di ricerca/azione

    Rossella Palomba, ambasciatore per le pari opportunità in Italia,
    Piero dell’Anno, Adele Menniti, Maura Misiti, Antonio Tintori, Wanda Toffoletti e Loredana Cerbara.

    Un comitato scientifico di esperte in studi di genere e in comunicazione: Sara Cabibbo, docente di Storia della Società e della Cultura Barocca all’Università di studi Roma 3; Sylvie Coyaud, giornalista del Sole 24 ore; Silvana Vallerga, Dirigente di ricerca dell'Istituto per l'ambiente marino costiero del Cnr e membro dell'Helsinki Group.

    L’approccio DIVA

    DIVA prevede un approccio integrato a livello locale dove i differenti gruppi obiettivo (scienziate, studentesse e studenti, politici) saranno coinvolti in varie attività e sensibilizzati sul tema delle pari opportunità nella scienza.

    DIVA utilizzerà i seguenti criteri per individuare università, centri di ricerca, scuole secondarie e politici:

  • Geografico: le università, i centri di ricerca e le scuole sono localizzati nell’area settentrionale, centrale e meridionale d’Italia, in grandi e piccole città;
  • Tematico: le scuole secondarie e i centri di ricerca sono rappresentativi di tutti gli ambiti disciplinari;
  • Valore aggiunto: la ricerca sul campo sarà condotta simultaneamente all’interno di università, centri di ricerca e scuole secondarie collocate nella medesima area geografica, al fine di amplificare il potenziale impatto del progetto.
  • DIVA nelle scuole

    Obiettivo: stimolare l’interesse e la propensione delle studentesse delle scuole secondarie ad entrare nel mondo della scienza.

    Azione: ampliare la conoscenza degli studenti italiani circa i più importanti risultati acquisiti dalle donne nel campo scientifico. Nel corso delle lezioni nelle scuole verrà proiettato un film originale  (LINK) in cui  quattro affermate scienziate italiane raccontano la loro vita, il loro lavoro e i successi e problemi incontrati nel corso della loro carriera scientifica.

    Risultato atteso: sensibilizzazione di 300 studentesse di scuola secondaria sull’importanza della scienza e sull’esistenza di una realistica prospettiva di accesso alle carriere scientifiche.

    DIVA e le ricercatrici 

    Obiettivo: migliorare la consapevolezza dell’esistenza di discriminazioni di genere nel mondo della scienza.

    Azione: attivazione di gruppi di discussione all’interno di università e centri di ricerca pubblici e privati su:
    sotto rappresentazione delle donne nelle posizioni apicali, segregazione orizzontale, polarizzazione di genere nella valutazione di merito, mancanza dell’adozione di una prospettiva di genere a livello decisionale, spreco di talenti femminili, individuazione di azioni per le pari opportunità nei luoghi di lavoro.

    Risultato atteso: sensibilizzazione di 400 ricercatrici sulla disuguaglianza di genere nelle carriere scientifiche. 

    DIVA e i politici, gli amministratori

    Obiettivo: sostenere il dialogo e stimolare l’interesse e l’impegno politico sul problema dello spreco di talenti femminili nel mondo della scienza.

    Azione: incontri con interlocutori politici e amministratori delle città ove sono collocate le università, le scuole e i centri di ricerca oggetto dell’intervento per discutere la realtà specifica delle donne nella scienza e l'importanza di adottare misure e iniziative volte a controbilanciare le disuguaglianze di genere esistenti a livello locale.

    Risultato atteso: sensibilizzazione di 30 fra politici, amministratori  e management dell’università sui problemi di genere nella scienza.

     Cosa è stato fatto fino ad ora

  • Film su 4 scienziate italiane di successo;
  • Conferenza stampa (12 dicembre 2005);
  • Preparazione dei modelli di intervento e del materiale per i gli incontri nelle scuole;
  • Preparazione dei modelli di intervento e del materiale per i gruppi di discussione;
  • Preparazione dei documenti e del materiale per gli incontri con politici, amministratori e manager dell’Università.      
  • Inizio delle attività presso le scuole e presso i politici.
  • I risultati ottenuti fino ad ora

    L'ambasciatore per le pari opportunità nella scienza è stata invitata da rappresentanti  politici a partecipare alla discussione ed alla preparazione di programmi politici. L’importanza e la necessità delle pari opportunità nella scienza è stata sostenuta nel programma di governo di Prodi;

    L'ambasciatore per le pari opportunità nella scienza è stata invitata all’incontro ufficiale per la firma della “” (Carta Europea dei Ricercatori il 13 dicembre 2005. Nel preambolo alla Carta adottata in Italia è stata inserita la “necessità di promuovere la presenza della donne nella scienza attraverso iniziative specifiche”.


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