Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali

Un inventario per la scuola che verrà

Responsabile:  Paolo Landri     paolo.landri@irpps.cnr.it

In questo periodo di social distancing si sta sviluppando un profluvio di interpretazioni sull’emergenza Covid19. La quarantena crea un vuoto di relazioni sociali che si cerca di riempire tecnologicamente mediante le digital technologies e simbolicamente mobilitando una molteplicità dei framework culturali. Vi sono, dunque, diverse letture su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà, quando l’emergenza finirà e si potrà ritornare alla normalità. Un eccesso che compensa una assenza e che può sedare, oppure moltiplicare le ansie. Si tratta di un meccanismo che si sviluppa in ogni dinamica della emergenza e soprattutto quando si tratta di assorbire ciò che appare come radicalmente altro rispetto a ciò che ci è familiare. L’irruzione del perturbante, come direbbe Freud, che sconvolge le nostre vite. O del cigno nero un evento del tutto imprevedibile che verrà poi catalogato e razionalizzato come prevedibile (Taleb, 2014).

 

Un punto di partenza è nel riconoscere lo stato d’eccezione dell’emergenza Covid 19. Si tratta di una singolarità, un evento in cui la storia improvvisamente accelera e che sembrerebbe portarci ‘fuori dal mondo’, dalle coordinate del pensiero e dei nostri spazi concreti (quasi un iper-oggetto nel senso di Tim Morton, 2018).
La pandemia si è tradotta in un impulso alla digitalizzazione della scuola e delle università, nell’ambito di una più generale brusca accelerazione della digitalizzazione del ‘sociale’ (come dimostrato dalla generalizzazione dello smart-working). Le tecnologie sembrano offrire una immediata soluzione al problema della chiusura; potendo offrire una forma di scuola, la didattica a distanza. Non tutti sono, però, leggono l’impulso alla digitalizzazione allo stesso modo e quindi, si può costruire una mappa delle posizioni. Si possono identificare le diverse letture e le relative teorie dell’azione. Lo scopo del lavoro è comprendere in che misura il Covid19 sia considerato da docenti e dirigenti scolastici una finestra di opportunità per immaginare il cambiamento della scuola.

Indagine on line con domande aperte con campione non probabilistico a valanga di insegnanti e dirigenti scolastici. L’indagine si svilupperà in due momenti: 1) fase pilota: associati all’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici) e Movimento ‘Piccole Scuole’ INDIRE 2) fase più estesa coinvolgendo associazioni professionali di docenti e dirigenti del territorio nazionale. Il campionamento non probabilistico tende ad identificare ‘testimoni privilegiati’ delle trasformazioni in corso.

Lo strumento prevede 11 domande aperte e 11 domande che riguardano informazioni di servizio di docenti e dirigenti, oltre a dati anagrafici (genere, età). Il design del questionario online è stato realizzato in modo da essere anonimo e da garantire le procedure previste per il trattamento dei dati (vedi il documento relativo al piano del trattamento dati)

L’indagine non è tipo confermativo, ma esplorativo. Si procede ad applicare l’analisi delle corrispondenze lessicali e l’analisi tematica con tecniche qualitative allo scopo di costruire una cartografia delle diverse letture e delle relative teorie dell’azione. La cartografia emergente non avrà una significatività statistica, ma andrà ad integrare un lavoro di mappatura dei documenti e delle discussioni sul tema che sono state raccolti sui più importanti siti di politiche educative nel periodo di lockdown. La cartografia emergente ha, però, valore nell’individuare i percorsi formativi dei docenti e dei dirigenti.

Il gruppo di ricerca è coordinato dal Dott. Paolo Landri e composto da Emiliano Grimaldi e Danilo Taglietti della Università di Napoli ‘Federico II’. La ricerca è un’attività del Laboratorio L@BED Laboratorio sulla Digitalizzazione e l’Educazione composto da IRPPS CNR e Dipartimento di Scienze Sociali della Università di Napoli “Federico II’