Pier Giorgio Ardeni è professore di Economia politica e dello sviluppo all’Università di Bologna.
(Scheda libro e autore) Le classi sociali in Italiaoggi (Editori Laterza), descrive le differenze sociali che permangono forti e nette In Italia, dove limitano la mobilità sociale, l’accesso all’istruzione, le possibilità e le opportunità. Certo, le classi non sono più quelle di un tempo perché sono mutate le professioni e gli stili di vita, ma esistono ancora, dopo che ci avevano convinto che in questa nostra società ‘liquida’ si fossero dissolte. Queste pagine, seguendo passo passo come si è evoluta la struttura di classe in Italia e quantificando il peso dei vari strati e ceti nel mutare delle loro caratteristiche e composizione, vogliono mostrare come alle disuguaglianze nella distribuzione del reddito corrispondano differenze nella professione e nel titolo di studio e come la struttura sociale influisca ancora sui rapporti di potere. Il peso relativo delle classi è variato e con esso il loro peso ‘politico’, nei canali della rappresentanza. Un libro che vuole dimostrare come le classi esistano ancora, eccome, ed è da queste che bisogna ripartire per ripensare la crisi della democrazia e della rappresentanza.
Sono disponibili le registrazioni e le slides (pptx) del seminario La ricerca sociale e le graphic narratives. Approcci teorici e metodologici a partire da un’analisi sulla violenza di genere, tenuto daNicoletta Mandolini (Universidade do Minho), con la partecipazione di Chiara Gius (Università di Bologna), Tatiana Motterle (CNR-IRPPS) e la moderazione di Angela Toffanin (CNR-IRPPS).
Come utilizzare le tecnologie digitali in chiave autenticamente pedagogica? In che modo la tecnologia può supportare il percorso formativo di studenti e studentesse con fragilità?
Guarda le interviste
Antonella Ciocia, DinamicaMente –Tecnologie, welfare e cittadinanza sociale
Filippo Gregoretti – Amrita: Emozioni e Sensibilità Artificiali, un nuovomodo di creare
Matteo Martignoni – Strategie di progettazione culturale e metodi partecipativi
Tiziana Tesauro – TRAME
Anna Milione – Quale apprendimento permanente?
Come utilizzare le tecnologie digitali in chiave autenticamente pedagogica? In che modo la tecnologia può supportare il percorso formativo di studenti e studentesse con fragilità?
Per parlarne, durante il Convegno accanto a esperti ed esperti di vari campi (dalla pedagogia all’informatica) ci sarà il coinvolgimento diretto della comunità studentesca.
Le relazioni della mattina offrono una riflessione costruttiva riguardo alla natura del welfare, cioè, come utilizzare le ICT e IA per superare disuguaglianze sociali, offrire strumenti di welfare digitale per superare le fragilità e favorire la compartecipazione all’empowerment della collettività, come sostanziare l’apprendimento, come affrontare la sida relazionale che l’utilizzo dell’IA e le ICT si prevede e infine come le istituzioni scolastiche utilizzano tali strumenti.
Nel pomeriggio sono previsti delle performance audio-visive tra umano e artificiale, tra artificiale e fragilità, tra artificiale e arte che facilitano il processo di apprendimento emozionale e creativo. Si tratta di sperimentare vie di formazione e di educazione adatte a tutti pur nella loro unicità, imprevedibilità e irreperibilità.
È previsto un laboratorio che ha come tema l’ambiente per stimolare l’immaginazione riguardo alle possibilità nella rigenerazione urbana e workshop partecipativo su Miro, mirato a promuovere il design thinking e il critical thinking per affrontare le sfide ambientali e sociali. Entrambe le iniziative puntano a dimostrare l’efficacia delle strategie culturali basate sulla tecnologia nella rigenerazione urbana e nella lotta al cambiamento climatico, coinvolgendo la comunità locale e favorendo lo sviluppo sostenibile del territorio.
La giornata ha valore di aggiornamento per le/gli insegnanti i sensi della direttiva 170/2016 (art.1/5) del MIUR.
Artificial Intelligence (AI) is transforming people’s life in unprecedented ways. AI models have human or superhuman abilities in multiple tasks, e.g., gaming, driving, conversation, and content organization. In biomedical research, however, AI demonstrated as much promise, e.g., in molecular drug design, as much disappointment, e.g., in clinical drug repurposing or public health intervention. One of the reasons is that the datasets AI feeds on –sourced from real world databases such electronic health records (EHR)– are often littered with bias. Such bias might be irrelevant to predict the happening of health conditions, but it influences any strategy to prevent such conditions from happening. In this talk, we will take a dive into the promises and perils of AI in healthcare, and its troubled relationship with data, bias, and causality. We will explore novel causal AI methodologies able to both provide accurate individual health predictions as well as interventions. Finally, we will present use cases of causal AI on large, integrated EHR data, and an eagle’s view of EHR consortia in the USA.
Short biographies
Mattia Prosperi, PhD, FAMIA, is Professor in the Department of Epidemiology, and Associate Dean of AI and Innovation in the College of Public Health and Health Profession at University of Florida. His background is in computer science engineering, with expertise in machine learning, bio-health informatics, and epidemiology. His research leverages technology and data intelligence to develop prediction and intervention models for improving future health and lives. In his administrative role, his mission is to expand AI infrastructure, training, research and expertise capacity in public health and health professions.
Yi Guo, PhD, is Associate Professor in the Department of Health Outcomes, Policy and Biomedical Informatics, College of Medicine, University of Florida. He has a multi-disciplinary background in the analysis of real-world data, including electronic health records and administrative claims, experimental and observational study design, predictive modeling (e.g., statistical and machine learning), causal modeling, and analysis of patient-reported outcomes in clinical and public health applications, and among various populations, especially vulnerable populations.
Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps) ha condotto due studi in scuole primarie di Roma e in scuole secondarie di secondo grado in Italia che mostrano la presenza di una pronunciata adesione ai ruoli stereotipati in bambini e bambine e l’attenuazione di tali condizionamenti nel passaggio all’adolescenza.
I dati indicano come divari e stereotipi si riproducano ancora fortemente in ambito familiaree l’importante ruolo della scuola nel contrastarli.
Tre grafici sono presentati di seguito per visualizzare i risultati.
Figura 1. Livello di adesione ai ruoli stereotipati maschili e femminili (risposte per bambini/e e adolescenti):