Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali

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Presentazione: Verso un nuovo patto sociale. Lavoro, welfare e sostenibilità ecologica nella doppia transizione

Andrea Ciarini,  professore associato di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso Sapienza Università di Roma, presenterà il suo ultimo libro “Verso un nuovo patto sociale. Lavoro, welfare e sostenibilità ecologica nella doppia transizione”, edito Donzelli, in dialogo con Enrica Morlicchio, Università degli studi di Napoli “Federico II”,  Mimmo Carrieri, Sapienza Università di Roma, e Angelo Salento, Università del Salento.

Modererà l’incontro Mattia Vitiello (CNR-IRPPS).

Programma dell'evento

I temi della sostenibilità sono entrati a pieno titolo nell’agenda politica ed economica. Eppure, la doppia transizione – ecologica e digitale – si sta rivelando tutt’altro che lineare, e ancor meno equa. Le promesse della crescita verde e dell’innovazione tecnologica si scontrano con l’emergere di nuove disuguaglianze, che si sommano a quelle esistenti, alimentando insicurezze e tensioni. A esserne piÃđ colpiti sono i gruppi sociali che temono di perdere gli status acquisiti, o di essere penalizzati da trasformazioni percepite come incontrollabili. L’intreccio tra questioni ambientali, economiche e sociali non puÃē piÃđ essere affrontato come un problema di politiche per lo sviluppo sostenibile, nÃĐ ridotto a misure di compensazione per chi rischia di rimanere indietro. È piuttosto il banco di prova su cui si misurano gli interessi in gioco e le trasformazioni profonde che stanno ridefinendo radicalmente il panorama del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. Da qui l’urgenza di un nuovo patto sociale, che sappia tenere insieme bisogni economici, giustizia sociale e sostenibilità ambientale. A partire da un’analisi critica delle politiche attuali e dei loro limiti, questo volume propone una prospettiva alternativa, indicando soluzioni concrete per rendere la transizione non solo giusta, ma anche desiderabile, in termini di qualità della vita e benessere collettivo.

Andrea Ciarini ÃĻ professore associato di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso il Dipartimento di Scienze sociali ed economiche della Sapienza Università di Roma, dove insegna Sociologia economica e Sociologia del welfare. Tra i suoi libri, ricordiamo Politiche di welfare e investimenti sociali (2020) e Le politiche sociali nelle regioni italiane. Costanti storiche e trasformazioni recenti (2013), entrambi usciti per il Mulino.

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Convegno di chiusura del progetto PRIN Well-Mig

Si ÃĻ svolto martedÃŽ 16 settembre 2025, nella Sala Misiti del CNR-IRPPS a Roma, il convegno “Migration and Subjective Well-Being in Italy and Europe. Final Conference of the WELL-MIG Project: Indicators, Narratives, and Policy Perspectives”.

La giornata di studi, a conclusione del progetto PRIN The subjective well-being of immigrants and natives: Italy in the European context (WELL-MIG), coordinato dall’IRPPS-CNR e realizzato con il Dipartimento Metodi e Modelli per l’Economia, il Territorio e la Finanza (MEMOTEF) della Sapienza Università di Roma, ÃĻ stata dedicata ai legami tra migrazione, integrazione e benessere soggettivo.

La prima sessione, moderata da Corrado Bonifazi, ha ospitato l’intervento di Angela Paparusso (CNR-IRPPS), che ha presentato i principali risultati del progetto WELL-MIG e le prospettive future, seguita dal keynote speech di Claudia Finotelli (Università Complutense di Madrid) sulla cittadinanza, l’integrazione e il benessere in Italia e Spagna.

Nella seconda sessione, coordinata da Frank Heins, si ÃĻ discusso di indicatori tradizionali e innovativi del benessere soggettivo con i contributi di Alberto Arcagni, Martina Bodo e Daniela Foresta, che hanno affrontato rispettivamente la salute mentale, le transizioni all’età adulta e il benessere degli adolescenti, nativi e migranti.

Il pomeriggio ÃĻ stato dedicato a benessere soggettivo e narrative della migrazione, moderato da Mattia Vitiello. Dopo la keynote lecture di Paolo Boccagni (Università di Trento) sulle dimensioni temporali, spaziali e relazionali del benessere in migrazione, sono intervenuti Stefano degli Uberti, Cecilia Fortunato.

La giornata si ÃĻ conclusa con la discussione e le riflessioni finali di Giorgio Alleva ed Elena Ambrosetti (Sapienza Università di Roma).

Responsabile scientifico e organizzativo dell’iniziativa ÃĻ stata Angela Paparusso.

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Rapporto CNEL 2024 – Demografia e Forza Lavoro

Nel “Rapporto CNEL 2024 – Demografia e Forza Lavoro“, Corrado Bonifazi e Angela Paparusso analizzano il crescente impatto dell’immigrazione sulla demografia e sull’economia italiana, evidenziando come i flussi migratori siano essenziali per sostenere il mercato del lavoro del Paese.

Con una popolazione in costante invecchiamento e una forza lavoro in calo, l’immigrazione emerge come un fattore fondamentale per il rinnovamento demografico e il rafforzamento del sistema produttivo.

Bonifazi e Paparusso propongono politiche migratorie piÃđ efficaci e strategie di integrazione che possano rafforzare il contributo positivo degli immigrati, favorendo una maggiore coesione sociale e una gestione piÃđ sostenibile delle risorse umane.

Per saperne di piÃđ, ÃĻ possibile consultare il Rapporto completo e leggere la notizia sul sito CNEL.

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Presentazione del libro “Prima agli italiani”

GiovedÃŽ 14 novembre, h.14.30

Biblioteca G. Marconi – CNR, piazzale Aldo Moro 7, Roma

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Premiato il libro Storia sociale dell’emigrazione italiana

ll libro Storia sociale dell’emigrazione italiana. Dall’Unità a oggi, di Enrico Pugliese e Mattia Vitiello ed edito da Il Mulino, ha ricevuto il Premio Memorie Migrate 2024, dal Comune di Castelluccio Inferiore.

Il volume affronta con un approccio storico-sociologico la storia delle emigrazioni degli italiani e delle italiane all’estero, mettendo in evidenza l’importanza che l’emigrazione ha nei mutamenti del nostro paese.

Guarda l’intervista agli autori e leggi la recensione de Il Manifesto.

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Giornata mondiale del rifugiato

Nella Giornata mondiale del rifugiato ricordiamo lo Statement condiviso sulle migrazioni promosso dalla Convenzione della Rete Italiana delle Cattedre Unesco, di cui ÃĻ membro la ricercatrice CNR-IRPPS Angela Paparusso

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Scholars at Risk

IRPPS aderisce con CNR a Scholars at Risks, una rete internazionale che promuove attività di protezione di studiosi in pericolo, advocacy e formazione per la libertà accademica. Un corso su “Linee guida per l’accoglienza di studiosi/e a rischio”, necessario per chi volesse partecipare attivamente alla rete, ÃĻ previsto.

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Invecchiamento demografico, migrazioni e nuovi modelli famigliari

Intervista ad Angela Paparusso, demografa nel gruppo di ricerca Popolazioni e Migrazioni. 11 luglio 2023 (Giornata mondiale della popolazione)

Parlando di popolazione ci sono diversi “record” che sono stati segnati nell’ultimo anno a livello mondialeâ€Ķ

Uno ÃĻ stato sicuramente a fine 2022 il superamento degli 8 miliardi di abitanti della Terra, avvenuto con una crescita della popolazione a livello mondiale inferiore all’1%, mentre ÃĻ atteso il superamento dei 9 miliardi di abitanti entro il 2050.

Questo significa che abbiamo un mondo spaccato a metà, in cui ci sono dei paesi che crescono a una velocità decisamente sostenuta – in questo contesto evento importante ÃĻ stato il soprasso in termini di numerici dell’India rispetto alla Cina – rispetto a un’altra parte del mondo, i paesi occidentali principalmente, che invece registra una crescita negativa.

È quello che sta succedendo, per esempio, in Italiaâ€Ķ

Si tratta di una crescita negativa determinata dall’invecchiamento demografico, che ÃĻ legato da una parte all’aumento della speranza di vita di uomini e donne e, dall’altra, alla riduzione della fecondità. In Italia il tasso di fecondità totale, per esempio, ÃĻ di 1,3 figli per donna, in un contesto europeo dove la fecondità non supera i 2,1 figli per donna, la cosiddetta “soglia di sostituzione” per cui la coppia lascia in eredità sÃĐ stessa, mettendo al mondo un po’ piÃđ di due figli per coppia.

Quali sono le conseguenze dell’invecchiamento demografico?

L’invecchiamento demografico di per sÃĐ non ÃĻ un problema, perchÃĐ si vive piÃđ a lungo e tendenzialmente cerchiamo di vivere meglio. Questo fenomeno ha perÃē conseguenze che riguardano principalmente il tema della sostenibilità economica: si riduce la popolazione in età lavorativa e si assottiglia la fascia di popolazione che contribuirà alle pensioni degli anziani di domani.

Un altro aspetto ÃĻ legato al territorio. Ci sono aree del paese che stanno subendo un processo di spopolamento, in Sardegna o le zone interne del Sud Italia, dove la fecondità ÃĻ abitualmente piÃđ basse del Nord Italia.

Spesso si parla della relazione tra invecchiamento demografico, nuovi modelli famigliari e migrazioniâ€Ķ

I modelli familiari sono cambiati rispetto al passato, le migrazioni per quanto ci riguarda sono un fattore che non puÃē invertire questa tendenza ma puÃē sicuramente, e in passato ha già, mitigato l’invecchiamento demografico. Lo fa con delle popolazioni che hanno una struttura demografica piÃđ giovane e che, almeno all’inizio, fanno un numero di figli piÃđ elevato anche se poi la tendenza ÃĻ quella di adeguarsi alle strutture demografiche in cui le persone vivono.

PerchÃĐ le migrazioni possono solo mitigare ma non invertire le dinamiche dell’invecchiamento demografico?

Prendiamo il caso dell’Italia, servirebbe un numero di migranti molto importante, che non ÃĻ realistico e forse neanche troppo sostenibile da diversi punti di vista. Ma anche perchÃĐ le popolazioni emigrate si adattano. Pensando sempre all’Italia che, contrariamente a quello che si crede, ÃĻ destinazione di una migrazione soprattutto dall’Europa dell’est di donne che vengono in Italia alla fine dell’età feconda, mentre ÃĻ spesso solo un paese di transito per popolazioni provenienti da paesi che stanno vivendo un’esplosione demografica che crea loro una finestra di opportunità che fa in modo che queste persone domandino opportunità risorse e istruzioni lavoro fuori dai confini nazionali. Questo ci fa capire la strutturalità del fenomeno migratorio, caratterizzato da questioni demografiche a valle e a monte.

Cosa puÃē fare la politica?

Sarebbe auspicabile che la politica fosse in grado di inquadrare tanto la migrazione quanto la fecondità in un’ottica di lungo periodo.

La migrazione non ÃĻ qualcosa che subiamo ma ÃĻ un tratto costitutivo della nostra realtà, che ci puÃē aiutare a tamponare una situazione di crisi che viviamo anche a livello di popolazione. Questo significherebbe aprire delle vie legali della migrazione per far sÃŽ che le persone non cerchino di insinuarsi nelle pieghe di sistemi che chiudono le porte di accesso. Allo stesso modo, bisognerebbe maggiore attenzione a una questione spesso sottovalutata che ÃĻ quella dell’emigrazione, per cui molti giovani, ma non solo, vanno all’estero per motivi non solo di studio ma anche lavorativi.

Lo stesso vale per il problema della fecondità. La politica dovrebbe considerare che per poter invertire certe tendenze non basta dare incentivi economici ma bisogna attuare delle politiche di lungo periodo di diffusione piÃđ capillari dei servizi che aiutino le coppie, le famiglie, ad avere dei bambini e soprattutto a bilanciare la vita privata e lavorativa.

Per esempio?

I nostri studi hanno dimostrato come solamente mettendo a disposizione asili nido e servizi per l’infanzia in maniera piÃđ capillare si possa effettivamente avere un piccolo aumento della fecondità. CosÃŽ come aiuterebbe una divisione dei ruoli in famiglia piÃđ equa. Un tema che non ÃĻ questione del singolo ma che deve essere veicolato maggiormente a livello di dibattito pubblico.

A cura di Monia Torre

Leggi anche:
– Informatica sociale e popolazione – Intervista a Patrizia Grifoni
Popolazione ed economia – intervista a Daniele Archibugi

 

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3 prospettive sulla Giornata mondiale della Popolazione

In occasione della Giornata mondiale della popolazione, abbiamo raccolto tre diversi punti di vista sullo studio della popolazione nel nostro Istituto.

Con Angela Paparusso, demografa all’interno del gruppo Popolazione e migrazioni, abbiamo parlato di invecchiamento demografico, modelli famigliari e migrazioni.
Con Patrizia Grifoni, ingegnera del gruppo Informatica sociale e Techology assessment, ci siamo soffermati sulle diverse implicazioni sociali nella diffusione delle tecnologie delle comunicazione e informazione (ICT).
A Daniele Archibugi, economista nel gruppo Globalizzazione, ricerca e innovazione, abbiamo chiesto del legame attuale tra dinamiche demografiche ed economia.

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Popolazioni e migrazioni

POPOLAZIONI E MIGRAZIONI

La popolazione e le sue dinamiche rappresentano un fattore centrale nelle questioni economiche e socio-culturali. La diversità delle strutture e delle dinamiche demografiche giustificano l’attenzione su questi problemi emergenti, sulle loro matrici causali, sulle loro conseguenze. La necessità di dare risposta alla domanda d’intervento che ne deriva e di governare con un’ottica preventiva le dinamiche future richiede il supporto degli studi di popolazione. Inoltre, le dinamiche migratorie si stanno caratterizzando come uno degli elementi chiave nei processi evolutivi delle società occidentali e non solo. CiÃē avviene sia per le realtà sovranazionali, che per quelle nazionali, regionali e locali. Infine, fenomeni come l’invecchiamento della popolazione, le trasformazioni nei rapporti di genere e generazionali, le interconnessioni tra processi di emigrazione e immigrazione hanno un grande impatto sulla società. Pertanto, questi aspetti della struttura demografica assumono un significativo interesse per ricercatori e decisori politici. Questa linea di ricerca punta a legare questi diversi aspetti per cercare di costruire un quadro interpretativo unitario e complessivo e per evidenziare gli elementi comuni.

Le tematiche di interesse discendono dalle linee progettuali e riguardano tutti i temi demografici e migratori. Per quanto riguarda i primi, si sottolinea lo studio delle dinamiche della popolazione, ai vari livelli territoriali, per le loro conseguenze sulla gestione del territorio e delle politiche locali.

Tra i secondi vanno ricordati: la dinamica migratoria a livello internazionale con una particolare attenzione alle motivazioni, alle aspirazioni e ai processi decisionali sottesi alla scelta di migrare; le politiche migratorie, di integrazione e accoglienza; i diversi aspetti dell’immigrazione straniera in Italia; l’emigrazione italiana; i fenomeni di mobilità interna e le dinamiche di urbanizzazione. Vengono condotti inoltre studi sulle diaspore e l’incremento di prospettive qualitativamente differenti nello studio della migrazione all’interno del contesto di globalizzazione e multiculturalismo, con particolare attenzione alla ricostruzione storica della diaspora greca e l’indagine qualitativa sulla seconda generazione ellenica in Italia.

La complessità dei processi migratori e demografici ÃĻ affrontata attraverso analisi scientifiche di carattere quantitativo e qualitativo realizzate da un gruppo di ricerca multidisciplinare (demografia, sociologia urbana e del lavoro; geografia e antropologia sociale).

Maria G. Caruso, Massimiliano Crisci, Stefano degli Uberti, Frank Heins, Angela Paparusso, Andrea Pelliccia e Mattia Vitiello. Gli associati Giuseppe Gesano, Salvatore Strozza. Assegnisti: Daniele De Rocchi, Giacomo Panzeri

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