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Gender and Intersectional Inequalities in Energy Transition – gEneSys Autumn School  

Sono aperte le iscrizioni alla gEneSys Autumn School: Gender and Intersectional Inequalities in Energy Transition, che si terrà presso la Venice International University (VIU) dal 6 al 10 ottobre 2025.

Sarà possibile iscriversi entro il 31 marzo 2025.

Il corso si rivolge a studenti (laurea magistrale e Phd), early-stage researchers e post-docs (in ambito STEM e SSH), e science communicators. Il corso si propone di esplorare le dimensioni sociali, economiche e politiche della transizione energetica attraverso una lente di genere e intersezionale, fornendo strumenti e approfondimenti per integrare tali prospettive nella ricerca o nel lavoro professionale. Sono previsti workshop e sessioni di scenario building in un setting interdisciplinare e internazionale.

Non sono previsti costi di partecipazione.

Tutte le informazioni e il form di iscrizione sono disponibili sul sito VIU.

Moduli formativi

  • Building evidence: Cosa dice la letteratura scientifica sul legame tra genere ed energia; una nuova ontologia dei sistemi energetici, progettata per esplorare la natura multidisciplinare di questo campo e le interconnessioni tra le sue varie componenti; e un’analisi di genere della comunità scientifica che lavora nella transizione energetica, evidenziando le disuguaglianze di genere nella partecipazione dei ricercatori e nella creazione di conoscenza.
  • Policy and cooperation: Analisi di genere e intersezionale delle politiche dell’UE e degli accordi di cooperazione tra l’UE e l’Africa su energia e infrastrutture verdi.
  • Analytical Model: Intersezioni tra disuguaglianze socio-economiche nei comportamenti dei cittadini e l’uso dell’energia.
  • Textbook analysis: Analisi del materiale educativo sulla transizione energetica e delle disparità di genere nei libri di testo e nei programmi di studio.
  • Building a credible pathway: Come costruire percorsi alternativi e inclusivi per la transizione energetica.

La scuola è promossa nell’ambito del Progetto Horizon gEneSys “Transforming Gendered Interrelations of Power and Inequalities in Transition Pathways to Sustainable Energy Systems”, che vede il coordinamento di:

  • Istituto Nazionale di Ricerca sul Popolazione e le Politiche Sociali del CNR (CNR-IRPPS)

E la partecipazione di:

  • Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA)
  • Fraunhofer Institute for Industrial Engineering, Center for Responsible Research and Innovation (IAO-CeRRI)
  • Imperial College
  • Jagiellonian University
  • Portia
  • Venice International University

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ACE project

Dall’estate 2023 l’IRPPS-CNR opera nell’area frentana con il progetto Active Citizenship in Europe.

Ci siamo calati in un contesto che agli occhi di un osservatore passa per una best-practice, con tutte le sue peculiarità. In quanto tale è parso il territorio più suscettibile di recepire il nostro obiettivo: immaginare e realizzare azioni di sostegno alle capacità inclusive dei sistemi locali con riguardo ai Rom.

Attivismo e partecipazione politica sintetizzano in concreto il concetto di inclusione che intendiamo più specificamente e qualificano la nostra azione di contrasto all’antiziganismo. Il territorio abruzzese tra Lanciano e Pescara infatti è stato scelto per l’alto grado di integrazione di circa 9 delle 10 famiglie di origine rom presenti sul territorio. I membri di queste famiglie non solo sono ben inseriti nel tessuto sociale cittadino di residenza, ma hanno tutti dei redditi stabili e da tempo, con delle personalità che ricoprono ruoli di alta specializzazione e responsabilità all’interno delle aziende, come Roberto Spinelli, a capo del personale della fabbrica D’Orsogna e Moreno di Rocco, chimico responsabile del controllo qualità per il pastificio DeCecco. Da questo punto di vista, si è sì riscontrata l’esistenza di una good practice, nel senso che la comunità rom sul territorio non soffre deficit di bisogni primari e generalmente ha un reddito da lavoro, ma spesso questa condizione si paga al prezzo di nascondere la propria identità rom, quando non si è traditi dal cognome.

In pratica il benessere e il potenziale sviluppo di questa buona pratica era assicurata dall’identità nascosta.

Sono stati tenuti vari incontri tra il 2023 e il 2024; per comprendere i bisogni materiali e immateriali della comunità rom locale, per comprendere le ragioni degli agenti politici (opinion leaders e stakeholders) quali problematiche riscontrassero con la comunità per arrivare col tempo alla costruzione di un piano di azione comune, con azioni pratiche volte a migliorare le condizioni socio-culturali della comunità rom frentana. In questi incontri abbiamo cercato di tradurre i nostri obiettivi in atti e misure concrete capaci di imprimere una svolta a questo status quo relazionale a difesa di una identità alla quale UE, che finanzia il progetto, riconosce piena cittadinanza.

Lo stesso abbiamo fatto con i cosiddetti stakeholder locali, cercando di mediare tra le aspettative reciproche con Focus Groups mirati sull’attivismo rom, fornendo esempi da tutta Europa.
Il passo successivo è stato stabilire la base per un piano d’azione condiviso tra la comunità rom frentana e le istituzioni locali, attraverso incontri di Mutual Learning e Mentoring, dove i rom dell’area frentana si sono confrontati anche con i sei candidati e candidate rom e sinti alle scorse elezioni europee e amministrative di giugno 2024.

Il percorso intrapreso, anche se il piano politico va ancora implementato nei vari comuni, è comunque un successo.

Non avere imposto la presenza a nessun membro della comunità e aver accompagnato gli incontri con esempi di attivismo rom tanto sul piano europeo quanto italiano ha fatto sì che i partecipanti alle riunioni di ACE sono quasi raddoppiati dalla prima all’ultima. Come ha ricordato Santino Spinelli, l’identità nascosta, che si traduce in una passività nella vita socio politica nel contesto locale, è una forma di resistenza e non una debolezza. Per arginarla è indispensabile l’appoggio materiale e immateriale delle istituzioni, che devono in questo senso proteggere e tutelare quei rom e romni che già hanno un reddito e sono ben inseriti nella comunità maggioritaria e sarebbero pronti a rivendicare la propria etnia.

Ma senza l’apporto dei decisori politici è più probabile che la situazione attuale ristagni e che non giunga a conclusione il percorso inclusivo delineato da progetto, anche perché l’istituzione, con i suoi canali di comunicazione ufficiali, è l’unica in grado di combattere le fake news o le notizie mirate a scopo strumentale ed emergenziale che i media italiani generalmente fanno ancora del popolo rom.

Come ultimo passo, nel meeting conclusivo del 4 ottobre 2024 abbiamo chiesto a rom e stakeholder di classificare nell’ordine che ritengono più giusto “le proposte pratiche che ciascuno di voi ritiene più immediatamente realizzabili per stimolare i nostri obiettivi e aiutare comunità e istituzioni locali a favorire e rinnovare i percorsi inclusivi e antidiscriminatori”.
I voti vanno da 1 a 7, dove 1 significa immediatamente realizzabile e 7 irrealizzabile.
Le proposte sono: 1. Assessorati all’intercultura 2. Consulte antidiscriminazione nella provincia di Chieti 3. Assunzione di un rom/romnì in Comune o in uffici pubblici, o a capo di sportelli antidiscriminazione o simili 4. Esporre dal Comune la bandiera Rom nei giorni significativi del calendario romanì (2agosto, 5 ottobre, 5 novembre, 8 aprile, 16 maggio) 5. Ricordare il contributo Rom alla costruzione dello Stato italiano nei discorsi in occasione delle festività nazionali (27 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno) 6. Campagna di comunicazione e promozione della storia e cultura rom sui canali e istituzionali con video e piccole pagine informative 7. Onorificenze formali sull’onda delle cittadinanze simboliche a persone rom che si sono distinte nella società civile e nel lavoro 8. “Aprite le porte: noi ci siamo”: un progetto per l’integrazione a medio/lungo termine che includa giornate a tema rom e momenti di discussione tra la comunità rom frentana, la società civile e le istituzioni che rappresentano entrambi (feste e iniziative musicali/gastronomiche).

Le proposte a ricevere più voti 1, ossia immediatamente realizzabili, sono state:
1. Ricordare il contributo Rom alla costruzione dello Stato italiano nei discorsi in occasione delle festività nazionali (10 voti) 2. Esporre dal Comune la bandiera Rom nei giorni significativi del calendario romanì (9 voti) 3. Onorificenze formali sull’onda delle cittadinanze simboliche a persone rom che si sono distinte nella società civile e nel lavoro, “Aprite le porte”: un progetto a lungo termine congiornate sull’inclusione, Assessorato all’intercultura (8 voti).


Per saperne di più sulle metodologie sociologiche utilizzate negli incontri, per vedere le foto eleggere i report delle varie attività, si invita a visitare il sito https://ace-project.eu/

A cura di Enrico Mascilli Migliorini

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“Discriminazioni di genere”

La ricercatrice CNR-IRPPS, Angela Toffanin, ha contribuito alla voce Discriminazioni di genere per la XI Appendice dell’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, edita Treccani.

Toffanin svolge le proprie ricerche nel nostro Istituto collaborando principalmente con il gruppo di ricerche Popolazione, Genere e Società (Poges).

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Call for paper – Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere – Welfare e Ergonomia

È aperta la call for paper “Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere: sfide e opportunità per un sistema integrato”, curata da Pietro Demurtas ed Emiliana Mangone.

I contributi selezionati saranno pubblicati nelfascicolo n. 2/2025 della Rivista Welfare e Ergonomia, edita Franco Angeli e riconosciuta in Fascia A Anvur.

Il focus principale è sulla prevenzione e il contrasto della violenza di genere, considerati come ambiti strategici per ripensare il sistema di welfare attraverso un approccio innovativo e inclusivo.

Scadenze

  • Abstract (max 3.000 battute, spazi inclusi): invio entro il 31 gennaio 2025.

Gli abstract devono includere: introduzione, contesto scientifico, metodologia, risultati innovativi e bibliografia essenziale.

Tematiche di Interesse

Le proposte dovrebbero affrontare, anche in ottica comparata, temi quali:

  • Modelli di welfare per prevenire la violenza di genere e supportare le vittime.
  • Integrazione tra politiche antiviolenza, sociali e digitali.
  • Gestione territoriale delle politiche di contrasto alla violenza.
  • Strategie per affrontare le nuove forme di violenza digitale.
  • Approcci intersezionali e risposte ai bisogni insoddisfatti delle vittime.

Come Partecipare

Inviare gli abstract all’indirizzo welfarergonomia.rel@irpps.cnr.it. Dopo l’accettazione, è necessaria la registrazione sulla piattaforma OJS di Franco Angeli (link alla registrazione).

Welfare e Ergonomia nasce nell’ambito dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR ed è finanziata dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio culturale del CNR. La rivista adotta la peer review, con il metodo del doppio cieco ed è riconosciuta dall’ANVUR inclasse “A” come rivista scientifica per l’area 14 (Scienze politiche e sociali). 

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Una scienza per la pace

La Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo, celebrata il 10 novembre, ci invita a concentrare l’attenzione sui possibili significati e contenuti della relazione tra scienza, società e pace.

Se a partire dal ‘600 la scienza si apre alla società, liberandosi in buona misura del paradigma della segretezza, è soprattutto nel secolo scorso che – in seguito alla realizzazione e all’uso dell’atomica – nuovi, seri interrogativi emergono sulla relazione tra scienza e società e sul contributo della scienza alla costituzione di società pacifiche.

Certo, non è un discorso facile né univoco, eppure è in primo luogo la comunità scientifica a interrogarsi su sé stessa. A una figura di scienziato come Edward Teller, considerato il padre della bomba atomica, possiamo contrapporre Jozef Roblatt, uno dei dieci fisici firmatari del Manifesto Russel-Einstein del 1955 contro la proliferazione degli armamenti atomici, che contribuirà a creare le basi teoriche per una serie di altri importanti trattati di limitazione e finanche di proibizione delle armi nucleari– quest’ultimo, entrato in vigore nel 2021, non è stato firmato dagli stati che possiedono armi atomiche o che sono parte di alleanze militari basate sulla deterrenza nucleare.

Se esponenti della scienza e filosofia hanno da lungo tempo agito per la creazione di uno spazio culturale europeo, la scienza moderna è anche testimone della necessità della collaborazione umana: la scienza è un’attività mondiale estremamente interconnessa che ben si presta alla costruzione di legami e ponti, sottolineando ciò che unisce gli esseri umani al di là dei nazionalismi.

Alcuni esempi: il CERN, il più importante laboratorio mondiale di ricerca nel campo della fisica delle particelle, fu fondato nel 1954 da dodici Paesi europei, ben tre anni prima del Trattato di Roma, atto di nascita della grande famiglia europea, comeha notato con orgoglio Giorgio Parisi.

Successivamente, nel 2017 è stato inaugurato in Giordania il laboratorio per la luce di sincrotrone nel Medio Oriente (SESAME) – immaginato anni addietro dal pakistano Abdus Salam – in cui scienziati e scienziate di paesi belligeranti lavorano non solo insieme, ma per un progetto comune, che va a beneficio di tutti.

Recentemente, la risoluzione dell’assemblea generale dell’ONU del 2024, Pact for the Future, nel riconoscere che progressi nella conoscenza, nella scienza, nella tecnologia e nell’innovazione potrebbero portare a una svolta verso un futuro migliore e più sostenibile per tutti, ammonisce tuttavia: la scelta è nostra.

In questa ottica, è stato costituito presso il Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del CNR, il Laboratorio Scienza e Dialogo per la Pace, che si fa interprete della volontà della comunità scientifica di mettere i propri studi a servizio del dialogo per la pace e che si basa sulla consapevolezza che la scienza sia nel suo insieme un fattore propulsivo di conoscenza e che il dialogo sia centrale nei processi di costruzione di società pacifiche.

Alcuni dei fondamenti della pratica scientifica quali la collaborazione, la condivisione di idee e la riflessione critica costituiscono strumenti preziosi per gestire i conflitti e per allontanare lo scatenarsi dell’odio, la trasformazione del nemico in criminale e simili aberrazioni che Morin definisce isteria della guerra.

La pace, ci ricordava John Galtung, fondatore degli studi sulla pace, non è solo assenza di guerra; il concetto di pace include tutto ciò che, orientato alla prevenzione della guerra, è volto alla costruzione di società pacifiche, in cui includere una varietà di fattori, tra cui la promozione della giustizia sociale e le politiche del lavoro, la libertà di espressione, il rispetto delle identità di genere, l’educazione, la lotta alle povertà, i diritti umani e dei minori, lo sviluppo sostenibile.

Parallelamente, affinché i processi di innovazione scientifica siano allineati ai valori, alle esigenze a alle aspettative della società, è necessario che la società nel suo complesso sia in grado di comprendere e confrontarsi con la portata dell’innovazione scientifica in ogni suo aspetto, promuovendo una emancipazione culturale che consenta il passaggio da utenti di prodotti innovativi a persone in grado di operare scelte consapevoli relative alla propria sfera individuale e sociale. La relazione tra scienza e società non si può basare solo su informazione e divulgazione scientifica, bensì sull’uso consapevole delle conoscenze scientifiche per poter attuare un esercizio informato dei diritti di cittadinanza, come indicava Pietro Greco.

Per questo è sempre più necessario un atteggiamento di fiducia in una scienza percepita non come magica, ma profana, tangibile; è questa che è in relazione con i livelli educativi e di conoscenza, come abbiamo indicato nella Relazione del CNR sullo stato della ricerca in Italia (Valente, Tudisca, Pennacchiotti https://www.dsu.cnr.it/relazione-sulla-ricerca-e-linnovazione-in-italia/ ). Si tratta di una visione di scienza più matura, più legata a un atteggiamento attivo e propositivo da parte della società civile.

Adriana Valente

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Concorso Genera 2025

È aperto il concorso “Oltre gli stereotipi di genere e verso le professioni del futuro: donne e ricerca in fisica” rivolto a studenti e studentesse degli Istituti Secondari di II grado e organizzato da CNR – IRPPS e INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con il supporto del progetto Mind the Geps, per sensibilizzare sulle questioni di genere e le opportunità che offre lo studio della Fisica attraverso sia la ricerca di base che le sue innumerevoli applicazioni nel campo tecnologico, medico, culturale, finanziario etc.

I e le partecipanti, singoli o in gruppi e con il coordinamento dell’insegnante, dovranno elaborare un breve video su uno dei temi seguenti: Donne e scienza, fra stereotipi e pregiudizi o Scienziate che cambiano il mondo per il biennio, e Pregiudizi di genere nell’innovazione o Genere, Scienza e Media per il triennio.

Adesione entro: 31 gennaio 2025
Invio progetto entro: 10 marzo 2025

Il bando completo con le indicazioni su modalità di partecipazione, requisiti tecnici dei video e descrizione dei temi è disponibile al sito: https://genera.sites.lngs.infn.it/ .

Al fine di offrire un’opportunità di approfondimento sulle tematiche in oggetto del bando, il gruppo di GENERA NETWORK sta organizzando un corso di formazione online gratuito per insegnanti dal titolo Discipline STEM: fra professioni del futuro e gap di genere. La partecipazione al corso e al concorso consentirà di ottenere la certificazione per un’attività formativa pari ad almeno 24 ore. Maggiori dettagli sul corso, che si svolgerà tra dicembre 2024 e gennaio 2025, saranno a breve disponibili sul sito: https://genera.sites.lngs.infn.it/.

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Cambiare la scuola attraverso il teatro

Per celebrare la Giornata Mondiale degli Insegnanti, la ricercatrice Tiziana Tesauro ci parla dei modi in cui lo spazio scolastico, i processi di insegnamento e apprendimento, ruolo e relazione di insegnanti e studenti possono essere ripensati grazie al teatro.

Nel contributo, Cambiare la scuola attraverso il teatro. Non-scuola e Arrevuoto, scritto per la rivista “Scuola Democratica”, Tiziana Tesauro e Alfonso Amendola, analizzano i casi di due compagnie teatrali, Teatro delle Albe e Punta Corsara, mostrando empiricamente come il teatro svolga la sua funzione educativa proprio sovvertendo l’ordine dei discorsi, le logiche di potere e le routine delle pratiche scolastiche. In questo processo performativo non c’è un sapere da trasmettere ma un’esperienza da fare e, in questo modo, lo spazio scolastico può essere ripensato attraverso lo spazio teatrale.

Per celebrare la Giornata Mondiale degli Insegnanti, la ricercatrice Tiziana Tesauro ci parla dei modi in cui lo spazio scolastico, i processi di insegnamento e apprendimento, ruolo e relazione di insegnanti e studenti possono essere ripensati grazie al teatro.

Nel contributo, Cambiare la scuola attraverso il teatro. Non-scuola e Arrevuoto, scritto per la rivista “Scuola Democratica”, Tiziana Tesauro e Alfonso Amendola, analizzano i casi di due compagnie teatrali, Teatro delle Albe e Punta Corsara, mostrando empiricamente come il teatro svolga la sua funzione educativa proprio sovvertendo l’ordine dei discorsi, le logiche di potere e le routine delle pratiche scolastiche. In questo processo performativo non c’è un sapere da trasmettere ma un’esperienza da fare e, in questo modo, lo spazio scolastico può essere ripensato attraverso lo spazio teatrale.

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Sfruttamento del lavoro, diritti e salute nella società contemporanea

Welfare & Ergonomia Fascicolo 1/2024
a cura di Marco Omizzolo

Il numero monografico della rivista Welfare & Ergonomia 1/2024 dedicato a “Sfruttamento del lavoro, diritti e salute nella società contemporanea” (Franco Angeli), offre riflessioni sul mercato del lavoro e la sua evoluzione nelle forme contemporanee di sfruttamento ed emarginazione.

I 10 contributi proposti permettono di inquadrare questo fenomeno nei termini di una ristrutturazione della stessa società occidentale, del patto sociale che la costituisce e le dà forma e del tipo specifico di capitalismo che la organizza. Come sottolinea il curatore del volume, Marco Omizzolo, lo sfruttamento del lavoro non può più essere considerato eccezionale, “cioè come cortocircuito di un mercato del lavoro che in realtà funziona. No, al contrario, tutte le analisi che abbracciano diversi settori del mercato del lavoro, da quello della logistica, a quello del lavoro agricolo, a quello del badantato domestico, riflettono a partire anche dalle storie di vita su condizioni di lavoro sistematicamente fondate sulla marginalità, sulla vulnerabilità, sulla ricattabilità e che abbracciano anche dal punto di vista quantitativo un numero di persone, di lavoratori e lavoratrici, drammaticamente crescente”.

Come citare

Marco Omizzolo (a cura di), 2024.   “WELFARE E ERGONOMIA”  1/2024, Milano : Franco Angeli, DOI: 10.3280/WE2024-001003

Di seguito vengono proposti i LONG ABSTRACT in lingua inglese degli articoli. La rivista in versione integrale è acquistabile sul sito dell’editore Franco Angeli.

Sezione aperta

La rivista completa è disponibile sul sito Franco Angeli

Questo numero monografico ha segnato anche un importante passaggio per la vita della rivista Welfare & Ergonomia, la cui direzione è passata dalla fondatrice Antonella Ciocia, a Pietro Demurtas e Anna Milione (CNR-IRPPS) che continueranno a condividerla con Mara Tognetti (Uni. Cattolica di Milano), e che è entrata a far parte dei progetti editoriali finanziati dal CNR-DSU. Queste novità sono state presentate il 27 settembre 2024, presso l’Aula Marconi del CNR.

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Iperconnessione in adolescenza – audio abstract

Lo studio analizza i dati di due indagini trasversali rappresentative condotte tra gli adolescenti italiani nel 2019 e nel 2022, nell’ambito dell’Osservatorio tendenze giovanili. Lo studio esamina i cambiamenti nel tempo trascorso sullo schermo dei social media, identifica i principali predittori socio-demografici dell’iperconnessione ed esplora i suoi effetti sul benessere relazionale e psicologico dei giovani.

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Call for paper – 1/2025 – Welfare & Ergonomia

È aperta la call per poter contribuire al prossimo numero della rivista Welfare & Ergonomia, dedicato a “L’agricoltura sociale tra nuove e vecchie pratiche di lavoro sociale, prospettive teoriche e innovazioni di policy”, a cura di Angela Genova e Tiziana Tarsia.

Il numero raccoglierà contributi teorici e ricerche empiriche (entrambi soggetti a peer review) legati a:

  • studi di caso in ambito locale, nazionale e internazionale in grado di produrre riflessioni critiche che mettano in luce le sfide nell’implementazione dell’agricoltura sociale, con un taglio multidisciplinare
  • studio delle policy e dei loro effetti con un’attenzione specifica ai contesti regolativi nazionali e regionali e delle pratiche che connettono alcuni temi emergenti come i processi di innovazione nel settore primario e la differenziazione delle attività agricole, la transizione energetica, il ritorno alle attività agricole dei giovani, l’attenzione al benessere e all’ambiente in una prospettiva one health
  • analisi dei risultati di ricerche sociali valutative delle esperienze di agricoltura sociale quale dispositivo per processi di riabilitazione e partecipazione sociale delle persone in situazione di svantaggio, ma anche di promozione di attività comunitarie e di coesione sociale.

Potenziali autori e autrici di questo numero di Welfare & Ergonomia sono invitati a presentare entro il 25 settembre 2024 un abstract di circa 3000 battute, e, se accettato, entro il 20 gennaio 2025 il contributo in forma integrale.

Leggi la call completa (English).

Nata da un progetto CNR-IRPPS, Welfare & Ergonomia è una rivista semestrale edita Franco Angeli e riconosciuta nel 2017 nella classe A dell’ANVUR per l’ambito Scienze politiche e sociali.

Per informazioni e contatti: welfarergonomia.rel@irpps.cnr.it.

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