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Presentati i risultati dell’indagine Obiettivo Benessere 2025

La nota stampa del Consiglio nazionale delle ricerche sui risultati dell’indagine Obiettivo Benessere  sul benessere organizzativo e relazionale al Cnr, promossa dal Comitato unico di garanzia del CNR e diretta dal gruppo CNR-IRPPS Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA):

Si lavora di più e si è più produttivi in agile, 4 dipendenti su 10 non riescono a conciliare esigenze lavorative e personali e per 3 su 10 (più donne) quelle familiari hanno compromesso la carriera. Si conferma una diffusa stereotipia di genere, di cui l’iniqua ripartizione delle attività domestiche e di cura è il riflesso; rimangono stabili e diffuse le discriminazioni, le molestie e il mobbing, fenomeni che in taluni casi hanno coinvolto almeno una volta anche la metà del personale. Sono alcuni risultati dell’indagine ‘Obiettivo benessere’ alla sua seconda edizione, a cura del Cnr-Cug in collaborazione con il gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps, presentati oggi a Roma.

Nel 2022 il Comitato Unico di Garanzia (CUG) del Cnr ha ideato il progetto Obiettivo benessere, che prevede periodiche indagini nazionali sul benessere organizzativo e relazionale della più grande comunità scientifica italiana. La seconda indagine, realizzata a cavallo tra dicembre 2024 e gennaio 2025, come la prima diretta dal gruppo di ricerca Mutamenti sociali, valutazione e metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Cnr-Irpps), è tornata a misurare il livello di benessere organizzativo e relazionale all’interno del Cnr. Ben 4.553 dipendenti, che rappresentano tutte le categorie del personale, hanno risposto a un complesso questionario elettronico costruito dai ricercatori del Cnr, fornendo dati da tutta Italia, da tutti i dipartimenti, oltreché dalla sede centrale e dalle numerose aree di ricerca. I principali argomenti trattati riguardano: lavoro agile e conciliazione tra oneri lavorativi e vita privata, stereotipi di genere, discriminazioni, molestie e mobbing.

  • Lavoro agile e conciliazione tra oneri lavorativi e vita privata

Al fine di monitorare l’andamento della fruizione del lavoro agile a distanza di anni dalla sua introduzione, è stato rilevato il parere del personale indagando rischi e opportunità connessi a tale modalità lavorativa. Secondo il 69,1% dei/delle rispondenti il lavoro agile è praticabile solo alcuni giorni a settimana, mentre per il 19,4% è sempre preferibile al lavoro in sede. Rispetto alla prima edizione dell’indagine (2022) che rilevò una preferenza per il lavoro agile in particolare tra chi aveva figli piccoli (da 0 a 6 anni), tale distinzione non è più presente. Sono invece l’11,4% i dipendenti che preferiscono operare sempre e solo dalla propria sede lavorativa. Attualmente, al Cnr si avvale del lavoro agile il 69,2% dei/delle rispondenti, maggiormente donne (73,6% contro il 64,1% degli uomini), personale amministrativo e tecnologo (rispettivamente il 78,7% e il 77,2%), e quindi personale di ricerca (68,1%), tecnico (64,5%) e infine dirigenziale (53,8%). Circa 3 persone su 10 lavorano per più tempo da remoto che in sede (ma sono il 16,9% in meno rispetto al 2022), 4 su 10 non riscontrano tali differenze e solo 1 su 4 lavora per meno tempo proprio quando si trova in modalità agile (in questo caso sono il 13,2% in più rispetto a 3 anni fa). In merito alla produttività, invece, circa la metà dei/delle rispondenti ne registra un incremento quando lavora in modalità agile, mentre solo il 3,2% ne evidenzia il calo. Tra le opportunità offerte dal lavoro agile spiccano la migliore conciliazione tra oneri lavorativi e di vita privata (che cresce all’84,6% rispetto al 77% del 2022) e il risparmio di tempo legato agli spostamenti (82,1%), cui seguono i risparmi economici (43,7%) e la maggiore autonomia gestionale (43%). Al contrario, i rischi maggiormente riscontrati dal personale riguardano per lo più la difficoltà di comunicazione e coordinazione da remoto con colleghi e colleghe (32,8%), l’esclusione dal flusso di informazioni (32,7%), l’eccessiva reperibilità, ovvero il mancato esercizio del diritto alla disconnessione (25,3%) e la solitudine (24,8%). Rispetto al tema della conciliazione tra oneri lavorativi e di vita privata e familiare, indipendentemente dalla modalità di lavoro (agile e non) il 40,7% dei/delle rispondenti non riesce sempre a conciliare le esigenze lavorative e personali, e il 34,3% quelle lavorative e familiari. Addirittura, il 27,8% ritiene che le proprie esigenze familiari abbiano compromesso il proprio percorso professionale e la carriera, con una notevole differenza di genere: ad affermarlo è il 33,6% delle donne contro il 20,8% degli uomini.

  •  Stereotipi di genere e distribuzione del lavoro domestico e di cura

Tra gli stereotipi di genere indagati, l’adesione maggiore si riscontra per quelli riguardanti l’ambito lavorativo: il 40,7% dei/delle rispondenti ritiene che le donne siano più sensibili degli uomini verso il benessere del personale e il 41,2% ritiene che le donne siano tra loro più competitive degli uomini.

A questa, fa seguito l’idea che sia ‘naturale’ che le madri si occupino maggiormente della cura dei figli rispetto ai padri (27,5%), quella che l’uomo abbia il compito di proteggere la donna (21,6%) e, infine, la convinzione che gli uomini siano più collaborativi delle donne (15,3%). Senz’altro più residuale, considerato anche il contesto di indagine, è la presenza dell’idea che il ruolo ‘naturale’ della donna sia quello di madre e moglie (3%), di chi sostiene che gli uomini siano più portati per le materie scientifiche (4%), che debba essere soprattutto l’uomo a mantenere la famiglia (4%) e che gli uomini abbiano maggiori capacità di leadership delle donne (7,9%).

Gli stereotipi di genere si riflettono sulla divisione del carico del lavoro domestico e di cura non retribuito, che è iniquamente distribuito secondo il 43% delle intervistate e il 27% degli intervistati. Questa ripartizione ricalca specifici ruoli di genere: le donne si occupano prevalentemente di pulizie domestiche (61,4% contro il 23,2% degli uomini), della cura dei figli (39,6% contro l’12,1% degli uomini) e di altri familiari (17,7% contro 8,9% dei maschi), mentre gli uomini si dedicano maggiormente a piccoli lavori di manutenzione (80,6% contro il 17,4% delle donne) e alla gestione amministrativa della casa (62,9% contro il 42,1% delle donne). Nonostante le risposte raccolte attengano a un contesto lavorativo di ricerca, conoscenza e istruzione, e i molteplici interventi attuati su queste tematiche dal CUG e dall’Ente negli ultimi anni, è stata dunque nuovamente registrata la presenza di una diffusa stereotipia di genere al CNR.

  • Discriminazioni, molestie e mobbing

Di atti di devianza negativa quali umiliazioni, maltrattamenti, discriminazioni, isolamento o emarginazione a opera di un/una superiore o di un/una collega, circa la metà del personale ne ha fatto almeno una volta esperienza (53%). Oltre 4 persone su 10 hanno assistito a tali atti perpetuati a danno di colleghi/e, mentre a oltre la metà sono stati riferiti dalle stesse vittime. Sempre 4 su 10 hanno invece dichiarato di aver assistito a tali atti senza però che le vittime si rendessero concretamente conto della loro gravità. Se in corrispondenza di variabili come l’età, l’area geografica o l’inquadramento non si riscontrano scostamenti significativi delle tendenze, e pertanto questi fenomeni appaiono endemici, si evidenzia però una notevole differenza di genere: le vittime di tali azioni poste in atto da un/una superiore o di un/una collega sono prevalentemente donne (58,2% contro il 40,9% di uomini). Diversamente, il fenomeno del mobbing, di gran lunga meno diffuso dei problemi sinora analizzati, ha riguardato il 24,5% del personale almeno una volta nel corso della carriera (-3% rispetto al 2022) e, anche in questo caso, la quota di vittime è più alta tra le donne (28,1% rispetto al 20,3% degli uomini). Tali tendenze sono analoghe a quelle del 2022, e indicano pertanto che non c’è stata una sensibile diminuzione di questi problemi.

 

La scheda

Chi Comitato unico di garanzia del Cnr (Cnr-Cug) in collaborazione con il gruppo di ricerca Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr (Cnr-Irpps)

Che cosa: indagine ‘Obiettivo benessere’

–        https://www.cug.cnr.it/

–        http:/www.irpps.cnr.it/musa-mutamenti-sociali-valutazioni-e-metodi/

Per informazioni:
Antonio Tintori, Presidente Cnr-Cug
Cnr-Irpps
antonio.tintori@cnr.it

Ufficio stampa:
Sandra Fiore
sandra.fiore@cnr.it

Responsabile Unità Ufficio stampa:
Emanuele Guerrini
emanuele.guerrini@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383

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Investire nella cura del reinserimento sociale delle persone detenute

Welfare & Ergonomia Fascicolo 2/2024
a cura di Alberto Pesce e Veronica Valenti

Il numero 2/2024 della rivista Welfare e Ergonomia nasce dalla volontà di interrogarsi sull’istituzione totale per eccellenza ancora oggi attiva e carica di senso: il carcere. Un luogo simbolicamente e fisicamente rimosso dallo spazio urbano, che continua a rappresentare una sfida per il nostro modello di convivenza democratica e di welfare.

Partendo da un approccio sociologico e giuridico, il volume si propone di riflettere sulla condizione delle persone private della libertà e sul senso stesso della pena, muovendo da una domanda fondamentale: come può il welfare contribuire a costruire percorsi concreti di reinserimento sociale, nel rispetto della dignità umana e dei principi costituzionali?

I contributi ospitati nella rivista, curata da Alberto Pesce e Veronica Valenti,  affrontano alcuni nodi cruciali: il sovraffollamento carcerario, le difficoltà del sistema a garantire cura, formazione, relazioni affettive e lavoro per le persone ristrette, ma anche la condizione specifica di donne e persone transgender in carcere, spesso doppiamente invisibilizzate. Spazio è dedicato anche all’apporto delle neuroscienze, dell’intelligenza artificiale e della giustizia riparativa, come strumenti e visioni alternative per riformare l’esecuzione penale.

Questo numero si sviluppa a partire da una prospettiva critica, fortemente ispirata da pensatori come Goffman, Foucault e Camus, e orientata a decostruire stereotipi e politiche securitarie che rischiano di rafforzare esclusione e recidiva. Il reinserimento sociale e lavorativo non è solo un obiettivo rieducativo, ma una condizione essenziale per una società più giusta e sicura.

La rivista si interroga, dunque, anche sul modello di comunità che intendiamo costruire: una comunità che riconosce nella solidarietà e nella responsabilità condivisa il suo fondamento, in cui davvero “nessuno si salva da solo”.

Come citare

Alberto Pesce e Veronica Valenti(a cura di), 2024.  “WELFARE E ERGONOMIA” 2/2024, pp 2742,  DOI: 10.3280/WE2024-002003. DOI: 10.3280/WE2024-002002. 

LONG ABSTRACT 

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Questionario per caregiver informali: partecipa alla ricerca Age-It

È attivo un questionario rivolto a caregiver informali, ovvero persone di famiglia, amiche o vicine che offrono supporto gratuito, non professionale, a persone anziane con malattie croniche, disabilità o bisogni di cura continuativi.

La compilazione del questionario richiede circa 15-20 minuti ed è completamente anonima. Nessuna informazione personale (nome, indirizzo IP o altri dati identificativi) verrà raccolta. Le risposte saranno trattate in forma aggregata e conservate in un formato elettronico protetto da password.

Il questionario è realizzato nell’ambito del progetto di ricerca PNRR Missione 4 “Istruzione e Ricerca” – Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” – Investimento 1.3, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, progetto PE00000015 “Age-It”, dedicato allo studio dell’invecchiamento per promuovere una società inclusiva per tutte le età.

🔗 Per maggiori informazioni sul progetto: https://ageit.eu/wp/

📋 Per accedere al questionario: https://it.surveymonkey.com/r/caregiversinformali 

La partecipazione è di grande valore: i dati raccolti contribuiranno a migliorare i servizi e le politiche di supporto rivolti a chi presta assistenza in ambito familiare o comunitario.

Grazie per la collaborazione!

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Inclusione e diversità: donne e scienza, a che punto siamo. Pubblicato il Rapporto GETA 2024

È online il Rapporto GETA 2024 che riporta le recenti analisi di studiose e studiosi interni ed esterni al CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche sulla  situazione e l’evoluzione delle tematiche inerenti la condizione della donna nella scienza e nella ricerca con riferimento alle esperienze ed alla situazione italiana ed estera.

Il lavoro è coordinato da Sveva Avveduto, e vi hanno partecipato per CNR-IRPPS: Maria Cristina Antonucci, Marco Cellini, Cristiana Crescimbene, Daniela Luzi, Nicolò Marchesini e Fabrizio Pecoraro.

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Una ‘Guida’ per riconoscere e ‘smontare’ gli stereotipi di genere

La nota stampa del Consiglio nazionale delle ricerche per la pubblicazione della Guida “Gli stereotipi di genere. Riconoscerli per abbatterli” a cura del gruppo CNR-IRPPS Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA):

Oltre la metà dei bambini e delle bambine delle scuole primarie è convinta che nella vita uomo e donna abbiano ruoli sociali distinti: i primi di potere e comando, le seconde di cura e accudimento (adesione medio-alta al ruolo stereotipato maschile, 58,6%; femminile, 52,9%). Tra gli adolescenti italiani, e quindi al crescere dell’età e dell’esposizione ad ambienti di socializzazione secondaria extrafamiliari, le idee sessiste inoculate dagli stereotipi di genere si indeboliscono solamente, in particolare tra le ragazze (adesione medio-alta al ruolo stereotipato maschile, 28,3%; femminile, 30,8%). Sono i dati rilevati dal gruppo Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps), che ha prodotto una Guida: ‘Gli stereotipi di genere’ per insegnare ai giovani, genitori e insegnanti a decostruirli.

A semplici domande, come ad esempio: ‘Cos’è uno stereotipo? ‘Quali sono i ruoli di genere?’, ‘Come li assumiamo?’, ‘Di cosa si alimentano?’, ‘Quali gli effetti?’, ‘Quando abbatterli?’, corrispondono risposte brevi e chiare, elaborate dagli esperti.

La Guida, spiega Antonio Tintori, ricercatore Cnr-Irpps e coordinatore del team MUSA, è nata per soddisfare le richieste arrivate da tantissime scuole di ogni ordine e grado d’Italia: avere uno strumento in più per sensibilizzare ed educare le nuove generazioni al superamento di stereotipie che, anche in maniera subdola, possono condizionare le scelte di vita di bambini e adolescenti.

“Moltissimi adolescenti italiani approvano esplicitamente la violenza e la discriminazione: 2 su 10 si dichiarano apertamente omofobi e 1 su 10 sono razzisti e sessisti”, spiega Antonio Tintori. “In più, circa 3 su 10 non sono in grado di riconoscere come violenti atti quali insulti, costrizioni, minacce, al pari di come non riescono a riconoscere uno stereotipo di genere, che è la principale forma di condizionamento sociale che ‘contraiamo’ nei primissimi anni di vita, prevalentemente in famiglia. È questo, infatti, il luogo primario di riproduzione delle disuguaglianze sociali, sebbene gli adulti, solitamente, non siano nemmeno coscienti di essere i primi agenti di trasmissione di tale potentissimo condizionamento sociale, che è all’origine delle tante asimmetrie tra uomo e donna in ambito privato, familiare, lavorativo, economico, nonché causa di violenza”.

Puntare sui più piccoli, con la positiva complicità di genitori e docenti scolastici, è la strada da percorrere se vogliamo realmente far crescere gli adulti di domani con spirito critico e libera capacità di analisi e giudizio. Infatti, “Gli stereotipi di genere si riproducono per mezzo di una ‘socializzazione binaria’, di modelli educativi distinti per maschi e femmine; si alimentano di simbolismi sociali di larga diffusione, che sono elementi apparentemente innocui ma in realtà determinano il radicamento precoce degli omonimi ruoli: i colori (rosa e celeste), i giochi (le armi e le bambole), i falsi miti (il principe azzurro e la principessa da salvare), gli sport distinti (il calcio e la danza). Tali simboli sono sparsi ovunque, dal linguaggio (maschile sovraesteso) ai cartoni animati, dai contenuti mediatici ai libri di testo scolastici, ai giochi, alle narrazioni”, conclude Tintori.

Oltre alla Guida, il progetto MUSA ha prodotto il video spot “Differenze di genere alle radici dei ruoli sociali”, realizzato in collaborazione con la Web TV del CNR.

La scheda

Chi: Gruppo di ricerca Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps)

Che cosa: Guida alla decostruzione degli stereotipi di genere “Stereotipi di genere. Riconoscerli per abbatterli” e video spot “Differenze di genere alle radici dei ruoli sociali”.

Per informazioni: Antonio Tintori, Cnr-Irpps, tel. 06.492724296, cell. 338.3628178, e-mail: antonio.tintori@cnr.it

– Tintori A., Cerbara L, Ciancimino G. (2023). Lo stato dell’adolescenza 2023. Indagine nazionale su atteggiamenti e comportamenti di studentesse e studenti di scuole pubbliche secondarie di secondo grado. CNR-IRPPS Working papers, n. 135;

– Cerbara L., Ciancimino G., Tintori A. (2022). Are We Still a Sexist Society? Primary Socialisation and Adherence to Gender Roles in Childhood. International Journal of Environmental Research and Public Health; 19(6), 3408; https://doi.org/10.3390/ijerph19063408.

Per informazioni:
Antonio Tintori
CNR- Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali
antonio.tintori@cnr.it

Ufficio stampa:
Sandra Fiore
Cnr – Unità Stampa
sandra.fiore@cnr.it

Responsabile Unità Ufficio stampa:
Emanuele Guerrini
emanuele.guerrini@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383

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Call for Papers: Special Track on Agent-Based Models for Healthcare Systems Research – SSC 2025

La prossima Social Simulation Conference 2025 (SSC 2025), in programma dal 25 al 29 agosto 2025 a Delft (Paesi Bassi) ospiterà la sessione speciale Agent-based models for healthcare systems research”.

Ricercatrici e ricercatori che lavorino ai temi della gestione sanitaria e dell’accessibilità ai servizi utilizzando i metodi della simulazione ad agenti, sono invitati a partecipare.

  • Scadenza per l’invio delle proposte: 11 aprile 2025
  • Portale per l’invio: Apertura imminente (il link sarà disponibile sul sito della conferenza)
  • Pubblicazione: I contributi accettati saranno considerati per l’inclusione negli atti della conferenza (Springer), a meno che gli autori non decidano diversamente.

Informazioni

La gestione dei sistemi sanitari è un campo multidisciplinare che richiede una prospettiva complessa e basata sui dati. L’uso dell’agent-based modeling (ABM) è sempre più diffuso per supportare la gestione delle infrastrutture sanitarie e l’accessibilità dei pazienti. Questa sessione speciale mira a riunire ricercatori che lavorano su applicazioni ABM nel settore sanitario, promuovendo discussioni su nuovi sviluppi e metodologie innovative.

Temi di Interesse (inclusi ma non limitati a):

  • Accessibilità alle infrastrutture sanitarie e mobilità dei pazienti
  • Intersezione della sanità con altri ambiti (es. gestione delle catastrofi, diffusione delle malattie)
  • Processo decisionale e gestione delle infrastrutture sanitarie
  • Metodologie ibride che combinano ABM con altri approcci di simulazione

Chairs della Sessione

  • Rocco Paolillo, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Fabrizio Pecoraro, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Filippo Accordino, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Mario Paolucci, Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia

Categorie di Contributo

  • Abstract Estesi (3-4 pagine): Presentazioni orali brevi; possono includere lavori in corso.
  • Articoli Brevi (max 10 pagine): Presentazioni orali brevi/lunghe; devono includere risultati e conclusioni.
  • Articoli Lunghi (max 12 pagine): Presentazioni orali lunghe; devono includere risultati e conclusioni della modellazione.
  • Abstract per Poster (300-500 parole): Presentazioni in formato poster durante la conferenza.

Si incoraggia l’invio di contributi su questi temi e la partecipazione alla conferenza a Delft.

Per maggiori dettagli, visitare il sito web della conferenza SSC 2025.

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Ricerca Precaria

Nel proprio percorso di indagine sui temi del lavoro sfruttato, la ricercatrice CNR-IRPPS Antonella Ciocia ha dedicato un approfondimento alla situazione di lavoratori e lavoratrici della ricerca in Italia e alle recenti rivendicazioni del personale precario del Consiglio nazionale delle ricerche. 

La testimonianza di queste esperienze è condensata nell’audio-racconto “Ricerca precaria”.

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Solidarietà alle comunità Rom e Sinti

Il 17 febbraio scorso nel Comune di Acquappesa in provincia di Cosenza  è stato commesso un grave atto di razzismo nei confronti della comunità romanes italiana. La targa posta a commemorare il Samudaripen (il genocidio nazifascista dei Rom, Sinti e Manouches) è stata oltraggiata: rotta a metà e gettata in terra per strada.

Attraverso il lavoro di ricerca svolto all’interno di diversi progetti, per ultimi Regard (REmembering Genocide Against Roma Discrimination) e ACE (Active Citizenship in Europe Roma participation against discrimination. Building trust between Roma communities and civil society), CNR-IRPPS contribuisce al rispetto dei diritti delle minoranze presenti in Italia e per combattere l’antiziganismo.

Nel denunciare la gravità dell’accaduto che colpisce una comunità presente in Italia da oltre sei secoli, l’Istituto ribadisce il suo impegno, unitamente ad altre organizzazioni sociali quali l’Unione delle Comunità Romanes Italiane e personalità della cultura, a contrasto dell’antiziganismo e per favorire l’inclusione dei Rom e Sinti.

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Questionario su Aderenza alla dieta mediterranea e livelli di attività fisica nei bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Puglia e Basilicata

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso l’Istituto di Fisiologia Clinica (Sede di Lecce), l’Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche (sede di Milano) e l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Unità di Ricerca presso Terzi di Brindisi) in collaborazione con l’Università Telematica San Raffaele di Roma, promuovono un’indagine conoscitiva sul tema Aderenza alla dieta mediterranea e livelli di attività fisica nei bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Puglia e Basilicata.

Lo studio è finalizzato ad individuare di strategie d’intervento per promuovere stili di vita salutari.

Per la sua realizzazione, i genitori o i legali rappresentanti degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado che vivono in Puglia e Basilicata sono invitati a compilare un breve questionario online.

Il questionario è anonimo ed è ospitato dalla piattaforma LimeSurvey del CNR, che non effettua tracciature informatiche e non prevede la conservazione dei dati raccolti una volta scaricati.

Accedendo alla piattaforma attraverso il link: https://survey.cnr.it/index.php?r=survey/index&sid=674737&lang=it sarà possibile trovare ulteriori informazioni sul progetto, prendere visione delle informative (per i genitori e, se lo si vorrà, anche per i minori) e, quindi, compilare il questionario.

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Adolescenti: isolamento e cyberbullismo – Rassegna stampa

Sempre più adolescenti vivono in una condizione di isolamento, iperconnessione ed esposizione al rischio di cyberbullismo. Questo è il quadro delineato da due importanti studi pubblicati tra gennaio e febbraio 2025 dal gruppo di ricerca MUSA (Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi) del CNR-IRPPS, con il contributo di Antonio Tintori, Loredana Cerbara e Giulia Ciancimino.

Il primo studio, intitolato “Self-isolation of adolescents after Covid-19 pandemic between social withdrawal and Hikikomori risk in Italy“, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature. Basandosi sui dati di due indagini trasversali condotte nel 2019 e nel 2022 su campioni nazionali rappresentativi di 3.273 e 4.288 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, la ricerca evidenzia un trend preoccupante: il numero di ragazzi che non incontrano più i propri amici al di fuori dell’ambito scolastico è quasi raddoppiato dopo la pandemia da Covid-19.

A distanza di poche settimane, la rivista Societies (MDPI) ha pubblicato un secondo studio, “Sociopsychological Analysis of a Highly Vulnerable Category of Adolescents: Victim-Perpetrators of Cyberbullying from a Wide National Survey of Italian Adolescents“, curato dallo stesso gruppo. Questa ricerca approfondisce il fenomeno del cyberbullismo tra i giovani in Italia, analizzando i fattori che influenzano la probabilità di diventare vittime o autori di episodi di cyberbullismo. Tra gli aspetti più rilevanti emergono il genere, l’età, la provenienza geografica, l’eccessiva connessione digitale e la scarsa fiducia negli adulti.

Entrambi gli studi hanno suscitato un forte interesse nel dibattito pubblico, portando alla luce dinamiche spesso trascurate ma sempre più rilevanti.

Di seguito, un elenco dei contributi pubblicati nelle ultime settimane rivolti a un pubblico più ampio.

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