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Call for Papers: Special Track on Agent-Based Models for Healthcare Systems Research – SSC 2025

La prossima Social Simulation Conference 2025 (SSC 2025), in programma dal 25 al 29 agosto 2025 a Delft (Paesi Bassi) ospiterà la sessione speciale Agent-based models for healthcare systems research”.

Ricercatrici e ricercatori che lavorino ai temi della gestione sanitaria e dell’accessibilità ai servizi utilizzando i metodi della simulazione ad agenti, sono invitati a partecipare.

  • Scadenza per l’invio delle proposte: 11 aprile 2025
  • Portale per l’invio: Apertura imminente (il link sarà disponibile sul sito della conferenza)
  • Pubblicazione: I contributi accettati saranno considerati per l’inclusione negli atti della conferenza (Springer), a meno che gli autori non decidano diversamente.

Informazioni

La gestione dei sistemi sanitari è un campo multidisciplinare che richiede una prospettiva complessa e basata sui dati. L’uso dell’agent-based modeling (ABM) è sempre più diffuso per supportare la gestione delle infrastrutture sanitarie e l’accessibilità dei pazienti. Questa sessione speciale mira a riunire ricercatori che lavorano su applicazioni ABM nel settore sanitario, promuovendo discussioni su nuovi sviluppi e metodologie innovative.

Temi di Interesse (inclusi ma non limitati a):

  • Accessibilità alle infrastrutture sanitarie e mobilità dei pazienti
  • Intersezione della sanità con altri ambiti (es. gestione delle catastrofi, diffusione delle malattie)
  • Processo decisionale e gestione delle infrastrutture sanitarie
  • Metodologie ibride che combinano ABM con altri approcci di simulazione

Chairs della Sessione

  • Rocco Paolillo, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Fabrizio Pecoraro, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Filippo Accordino, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Mario Paolucci, Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia

Categorie di Contributo

  • Abstract Estesi (3-4 pagine): Presentazioni orali brevi; possono includere lavori in corso.
  • Articoli Brevi (max 10 pagine): Presentazioni orali brevi/lunghe; devono includere risultati e conclusioni.
  • Articoli Lunghi (max 12 pagine): Presentazioni orali lunghe; devono includere risultati e conclusioni della modellazione.
  • Abstract per Poster (300-500 parole): Presentazioni in formato poster durante la conferenza.

Si incoraggia l’invio di contributi su questi temi e la partecipazione alla conferenza a Delft.

Per maggiori dettagli, visitare il sito web della conferenza SSC 2025.

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Ricerca Precaria

Nel proprio percorso di indagine sui temi del lavoro sfruttato, la ricercatrice CNR-IRPPS Antonella Ciocia ha dedicato un approfondimento alla situazione di lavoratori e lavoratrici della ricerca in Italia e alle recenti rivendicazioni del personale precario del Consiglio nazionale delle ricerche. 

La testimonianza di queste esperienze è condensata nell’audio-racconto “Ricerca precaria”.

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Solidarietà alle comunità Rom e Sinti

Il 17 febbraio scorso nel Comune di Acquappesa in provincia di Cosenza  è stato commesso un grave atto di razzismo nei confronti della comunità romanes italiana. La targa posta a commemorare il Samudaripen (il genocidio nazifascista dei Rom, Sinti e Manouches) è stata oltraggiata: rotta a metà e gettata in terra per strada.

Attraverso il lavoro di ricerca svolto all’interno di diversi progetti, per ultimi Regard (REmembering Genocide Against Roma Discrimination) e ACE (Active Citizenship in Europe Roma participation against discrimination. Building trust between Roma communities and civil society), CNR-IRPPS contribuisce al rispetto dei diritti delle minoranze presenti in Italia e per combattere l’antiziganismo.

Nel denunciare la gravità dell’accaduto che colpisce una comunità presente in Italia da oltre sei secoli, l’Istituto ribadisce il suo impegno, unitamente ad altre organizzazioni sociali quali l’Unione delle Comunità Romanes Italiane e personalità della cultura, a contrasto dell’antiziganismo e per favorire l’inclusione dei Rom e Sinti.

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Questionario su Aderenza alla dieta mediterranea e livelli di attività fisica nei bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Puglia e Basilicata

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso l’Istituto di Fisiologia Clinica (Sede di Lecce), l’Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche (sede di Milano) e l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Unità di Ricerca presso Terzi di Brindisi) in collaborazione con l’Università Telematica San Raffaele di Roma, promuovono un’indagine conoscitiva sul tema Aderenza alla dieta mediterranea e livelli di attività fisica nei bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Puglia e Basilicata.

Lo studio è finalizzato ad individuare di strategie d’intervento per promuovere stili di vita salutari.

Per la sua realizzazione, i genitori o i legali rappresentanti degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado che vivono in Puglia e Basilicata sono invitati a compilare un breve questionario online.

Il questionario è anonimo ed è ospitato dalla piattaforma LimeSurvey del CNR, che non effettua tracciature informatiche e non prevede la conservazione dei dati raccolti una volta scaricati.

Accedendo alla piattaforma attraverso il link: https://survey.cnr.it/index.php?r=survey/index&sid=674737&lang=it sarà possibile trovare ulteriori informazioni sul progetto, prendere visione delle informative (per i genitori e, se lo si vorrà, anche per i minori) e, quindi, compilare il questionario.

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Adolescenti: isolamento e cyberbullismo – Rassegna stampa

Sempre più adolescenti vivono in una condizione di isolamento, iperconnessione ed esposizione al rischio di cyberbullismo. Questo è il quadro delineato da due importanti studi pubblicati tra gennaio e febbraio 2025 dal gruppo di ricerca MUSA (Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi) del CNR-IRPPS, con il contributo di Antonio Tintori, Loredana Cerbara e Giulia Ciancimino.

Il primo studio, intitolato “Self-isolation of adolescents after Covid-19 pandemic between social withdrawal and Hikikomori risk in Italy“, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature. Basandosi sui dati di due indagini trasversali condotte nel 2019 e nel 2022 su campioni nazionali rappresentativi di 3.273 e 4.288 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, la ricerca evidenzia un trend preoccupante: il numero di ragazzi che non incontrano più i propri amici al di fuori dell’ambito scolastico è quasi raddoppiato dopo la pandemia da Covid-19.

A distanza di poche settimane, la rivista Societies (MDPI) ha pubblicato un secondo studio, “Sociopsychological Analysis of a Highly Vulnerable Category of Adolescents: Victim-Perpetrators of Cyberbullying from a Wide National Survey of Italian Adolescents“, curato dallo stesso gruppo. Questa ricerca approfondisce il fenomeno del cyberbullismo tra i giovani in Italia, analizzando i fattori che influenzano la probabilità di diventare vittime o autori di episodi di cyberbullismo. Tra gli aspetti più rilevanti emergono il genere, l’età, la provenienza geografica, l’eccessiva connessione digitale e la scarsa fiducia negli adulti.

Entrambi gli studi hanno suscitato un forte interesse nel dibattito pubblico, portando alla luce dinamiche spesso trascurate ma sempre più rilevanti.

Di seguito, un elenco dei contributi pubblicati nelle ultime settimane rivolti a un pubblico più ampio.

Rassegna stampa

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Articoli

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Genere e transizione energetica – audio abstract

L’articolo Exploring the nexus of gender and energy transitions: A systematic literature review appena pubblicato su Energy Research & Social Science, analizza il legame tra questioni di genere e transizioni energetiche, evidenziando la necessità di strategie più inclusive e mirate.

Lo studio, a cui hanno lavorato per CNR-IRPPS: Marco Cellini,  Cloe Mirenda, Lucio Pisacane,  Serena Tagliacozzo, insieme a Sabine Loos e  Clemens Striebing (Fraunhofer IAO) è nato nell’ambito del progetto europeo gEneSys Transforming Gendered Interrelations of Power and Inequalities in Transition Pathways to Sustainable Energy Systems.

La ricerca si basata su una revisione sistematica della letteratura (SLR) di 152 pubblicazioni scientifiche, identifica sette dimensioni chiave che collegano il genere alle transizioni energetiche e offre una visione strutturata della conoscenza esistente e individua lacune di ricerca, fornendo spunti fondamentali per futuri studi.

  • Cellini, M., Loos, S., Mirenda, C., Pisacane, L., Striebing, C., & Tagliacozzo, S. (2025). Exploring the nexus of gender and energy transitions: A systematic literature review. Energy Research & Social Science, 119, 103887. https://doi.org/10.1016/j.erss.2024.103887

Ci parla dell’articolo Marco Cellini.

Sui temi analizzati nell’articolo, il progetto gEneSys promuove la Autumn School Gender and Intersectional Inequalities in Energy Transition.

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Rischio “hikikomori” tra gli adolescenti italiani: Articolo su Scientific Report

Comunicato stampa CNR:

Da un’analisi del gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps è in netta crescita il numero di adolescenti che non incontrano più i loro amici nel mondo extrascolastico: le cifre sono quasi raddoppiate dopo la pandemia da Covid-19. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dimostra che l’aumento dell’isolamento sociale in Italia costituisce un problema grave,  già cronicizzato e correlato all’interazione di fattori relazionali e psicologici

Uno studio condotto dal gruppo multidisciplinare di ricerca “Mutamenti sociali, valutazione e metodi” (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Irpps) ha indagato, attraverso un approccio di ricerca di tipo socio-psicologico, l’eziologia del ritiro sociale identificando i fattori scatenanti tale comportamento tra gli adolescenti.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, si è basata sui dati di due indagini trasversali condotte dal gruppo nel 2019 e nel 2022 su studenti di scuole pubbliche secondarie di secondo grado attraverso la tecnica CAPI (Computer Assisted Personal Interview) e su campioni rappresentativi a livello nazionale composti rispettivamente da 3.273 e 4.288 adolescenti con un’età compresa tra 14 e 19 anni. Attraverso tecniche avanzate di modellizzazione statistica sono stati identificati tre profili di adolescenti: le “farfalle sociali”, gli amico-centrici” e i “lupi solitari“: proprio all’interno di quest’ultimo profilo, è stato individuato un sottogruppo composto da adolescenti che non incontrano più i loro amici nel mondo extrascolastico, il cui numero è quasi raddoppiato dopo la pandemia, passando dal 5,6% del 2019 al 9,7% del 2022. Si tratta dei ritirati sociali.

“Precedenti studi del nostro gruppo di ricerca avevano già chiarito le cause di alcuni effetti negativi del mutamento delle interazioni sociali accelerato della pandemia da COVID-19, che ha esacerbato la trasposizione delle relazioni umane verso la sfera virtuale”, spiega Antonio Tintori, tra gli autori del lavoro assieme a Loredana Cerbara e Giulia Ciancimino del gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps. “Si è visto in particolare che l’iperconnessione, ossia la sovraesposizione ai social media, ha un ruolo primario in questo processo corrosivo dell’interazione e dell’identità adolescenziale e successivamente del benessere psicologico individuale. L’iperconnessione è principale responsabile tanto dell’autoisolamento quanto dell’esplosione delle ideazioni suicidarie giovanili. Lo studio mostra che non solo dal 2019 al 2022 sono drasticamente aumentati i giovani che si limitano alla sola frequentazione della scuola nella loro vita, ma anche nel mondo adolescenziale è significativamente diminuita l’abitudine a trascorrere il tempo libero faccia a faccia con gli amici: i “lupi solitari” sono addirittura triplicati in 3 anni, passando dal 15 al 39,4%”.

Sebbene leggermente più diffuso tra le ragazze, il fenomeno riguarda entrambi i sessi e non presenta sostanziali differenze regionali, relative alla tipologia scolastica frequentata o al background socio-culturale ed economico familiare, come invece si è supposto in passato. Questo indica con chiarezza che il problema sta diventando globale ed endemico.

Cosa accomuna questi giovani? Scarsa qualità delle relazioni sociali (con i genitori, in particolare con la madre), bassa fiducia relazionale (verso familiari e insegnanti), vittimizzazione da cyberbullismo e bullismo, iperconnessione da social media, scarsa partecipazione alla pratica sportiva extrascolastica e insoddisfazione per il proprio corpo. “Questi fattori, inoltre alimentati dall’influenza pervasiva delle pressioni sociali a conformarsi a standard anche estetici irraggiungibili, erodono l’autostima favorendo un senso di inadeguatezza nelle interazioni sociali con i coetanei”, aggiunge Tintori. “Abbiamo, inoltre, constatato che coloro che già versano in uno stato di ritiro sociale presentano un uso più moderato dei social media: ciò apre all’ipotesi che, all’aumentare del tempo di isolamento fisico ci si disconnetta gradualmente anche dalle interazioni virtuali, ossia ci si diriga verso la rinuncia totale alla socialità”.

Il fenomeno, assimilabile a quello degli hikikomori del Giappone, potrebbe generare una vera e propria emergenza sociale: “Il nostro studio, oltre a fornire risultati utili alla comprensione della natura del problema, evidenzia l’urgenza di interventi educativi e formativi da rivolgere a genitori e docenti scolastici, nonché di sostegno per i giovani, ovvero un supporto specifico verso gli adolescenti che versano nelle condizioni più critiche”, conclude il ricercatore.

Il gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps, tra i primi a indagare il fenomeno del ritiro sociale, prosegue ora le proprie attività avviando una vasta indagine di tipo longitudinale volta a rispondere agli interrogativi ancora aperti, e a chiarire maggiormente i fattori del processo che conduce all’auto-isolamento. L’ indagine, denominata “Mutamenti Interazionali e Benessere”, coinvolgerà per cinque anni migliaia di adolescenti tra studenti e studentesse delle scuole, permettendo di analizzare in dettaglio lo sviluppo comportamentale dei giovani nelle modalità di interazione e altri importanti aspetti relativi al benessere socio-psicologico.

Lo studio si è avvalso della collaborazione di Gianni Corsetti dell’Istat. 

Consulta l’articolo completo Cerbara, L., Ciancimino, G., Corsetti, G. et al. Self-isolation of adolescents after Covid-19 pandemic between social withdrawal and Hikikomori risk in ItalySci Rep 15, 1995 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-024-84187-5

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Gender and Intersectional Inequalities in Energy Transition – gEneSys Autumn School  

Sono aperte le iscrizioni alla gEneSys Autumn School: Gender and Intersectional Inequalities in Energy Transition, che si terrà presso la Venice International University (VIU) dal 6 al 10 ottobre 2025.

Sarà possibile iscriversi entro il 31 marzo 2025.

Il corso si rivolge a studenti (laurea magistrale e Phd), early-stage researchers e post-docs (in ambito STEM e SSH), e science communicators. Il corso si propone di esplorare le dimensioni sociali, economiche e politiche della transizione energetica attraverso una lente di genere e intersezionale, fornendo strumenti e approfondimenti per integrare tali prospettive nella ricerca o nel lavoro professionale. Sono previsti workshop e sessioni di scenario building in un setting interdisciplinare e internazionale.

Non sono previsti costi di partecipazione.

Tutte le informazioni e il form di iscrizione sono disponibili sul sito VIU.

Moduli formativi

  • Building evidence: Cosa dice la letteratura scientifica sul legame tra genere ed energia; una nuova ontologia dei sistemi energetici, progettata per esplorare la natura multidisciplinare di questo campo e le interconnessioni tra le sue varie componenti; e un’analisi di genere della comunità scientifica che lavora nella transizione energetica, evidenziando le disuguaglianze di genere nella partecipazione dei ricercatori e nella creazione di conoscenza.
  • Policy and cooperation: Analisi di genere e intersezionale delle politiche dell’UE e degli accordi di cooperazione tra l’UE e l’Africa su energia e infrastrutture verdi.
  • Analytical Model: Intersezioni tra disuguaglianze socio-economiche nei comportamenti dei cittadini e l’uso dell’energia.
  • Textbook analysis: Analisi del materiale educativo sulla transizione energetica e delle disparità di genere nei libri di testo e nei programmi di studio.
  • Building a credible pathway: Come costruire percorsi alternativi e inclusivi per la transizione energetica.

La scuola è promossa nell’ambito del Progetto Horizon gEneSys “Transforming Gendered Interrelations of Power and Inequalities in Transition Pathways to Sustainable Energy Systems”, che vede il coordinamento di:

  • Istituto Nazionale di Ricerca sul Popolazione e le Politiche Sociali del CNR (CNR-IRPPS)

E la partecipazione di:

  • Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA)
  • Fraunhofer Institute for Industrial Engineering, Center for Responsible Research and Innovation (IAO-CeRRI)
  • Imperial College
  • Jagiellonian University
  • Portia
  • Venice International University

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ACE project

Dall’estate 2023 l’IRPPS-CNR opera nell’area frentana con il progetto Active Citizenship in Europe.

Ci siamo calati in un contesto che agli occhi di un osservatore passa per una best-practice, con tutte le sue peculiarità. In quanto tale è parso il territorio più suscettibile di recepire il nostro obiettivo: immaginare e realizzare azioni di sostegno alle capacità inclusive dei sistemi locali con riguardo ai Rom.

Attivismo e partecipazione politica sintetizzano in concreto il concetto di inclusione che intendiamo più specificamente e qualificano la nostra azione di contrasto all’antiziganismo. Il territorio abruzzese tra Lanciano e Pescara infatti è stato scelto per l’alto grado di integrazione di circa 9 delle 10 famiglie di origine rom presenti sul territorio. I membri di queste famiglie non solo sono ben inseriti nel tessuto sociale cittadino di residenza, ma hanno tutti dei redditi stabili e da tempo, con delle personalità che ricoprono ruoli di alta specializzazione e responsabilità all’interno delle aziende, come Roberto Spinelli, a capo del personale della fabbrica D’Orsogna e Moreno di Rocco, chimico responsabile del controllo qualità per il pastificio DeCecco. Da questo punto di vista, si è sì riscontrata l’esistenza di una good practice, nel senso che la comunità rom sul territorio non soffre deficit di bisogni primari e generalmente ha un reddito da lavoro, ma spesso questa condizione si paga al prezzo di nascondere la propria identità rom, quando non si è traditi dal cognome.

In pratica il benessere e il potenziale sviluppo di questa buona pratica era assicurata dall’identità nascosta.

Sono stati tenuti vari incontri tra il 2023 e il 2024; per comprendere i bisogni materiali e immateriali della comunità rom locale, per comprendere le ragioni degli agenti politici (opinion leaders e stakeholders) quali problematiche riscontrassero con la comunità per arrivare col tempo alla costruzione di un piano di azione comune, con azioni pratiche volte a migliorare le condizioni socio-culturali della comunità rom frentana. In questi incontri abbiamo cercato di tradurre i nostri obiettivi in atti e misure concrete capaci di imprimere una svolta a questo status quo relazionale a difesa di una identità alla quale UE, che finanzia il progetto, riconosce piena cittadinanza.

Lo stesso abbiamo fatto con i cosiddetti stakeholder locali, cercando di mediare tra le aspettative reciproche con Focus Groups mirati sull’attivismo rom, fornendo esempi da tutta Europa.
Il passo successivo è stato stabilire la base per un piano d’azione condiviso tra la comunità rom frentana e le istituzioni locali, attraverso incontri di Mutual Learning e Mentoring, dove i rom dell’area frentana si sono confrontati anche con i sei candidati e candidate rom e sinti alle scorse elezioni europee e amministrative di giugno 2024.

Il percorso intrapreso, anche se il piano politico va ancora implementato nei vari comuni, è comunque un successo.

Non avere imposto la presenza a nessun membro della comunità e aver accompagnato gli incontri con esempi di attivismo rom tanto sul piano europeo quanto italiano ha fatto sì che i partecipanti alle riunioni di ACE sono quasi raddoppiati dalla prima all’ultima. Come ha ricordato Santino Spinelli, l’identità nascosta, che si traduce in una passività nella vita socio politica nel contesto locale, è una forma di resistenza e non una debolezza. Per arginarla è indispensabile l’appoggio materiale e immateriale delle istituzioni, che devono in questo senso proteggere e tutelare quei rom e romni che già hanno un reddito e sono ben inseriti nella comunità maggioritaria e sarebbero pronti a rivendicare la propria etnia.

Ma senza l’apporto dei decisori politici è più probabile che la situazione attuale ristagni e che non giunga a conclusione il percorso inclusivo delineato da progetto, anche perché l’istituzione, con i suoi canali di comunicazione ufficiali, è l’unica in grado di combattere le fake news o le notizie mirate a scopo strumentale ed emergenziale che i media italiani generalmente fanno ancora del popolo rom.

Come ultimo passo, nel meeting conclusivo del 4 ottobre 2024 abbiamo chiesto a rom e stakeholder di classificare nell’ordine che ritengono più giusto “le proposte pratiche che ciascuno di voi ritiene più immediatamente realizzabili per stimolare i nostri obiettivi e aiutare comunità e istituzioni locali a favorire e rinnovare i percorsi inclusivi e antidiscriminatori”.
I voti vanno da 1 a 7, dove 1 significa immediatamente realizzabile e 7 irrealizzabile.
Le proposte sono: 1. Assessorati all’intercultura 2. Consulte antidiscriminazione nella provincia di Chieti 3. Assunzione di un rom/romnì in Comune o in uffici pubblici, o a capo di sportelli antidiscriminazione o simili 4. Esporre dal Comune la bandiera Rom nei giorni significativi del calendario romanì (2agosto, 5 ottobre, 5 novembre, 8 aprile, 16 maggio) 5. Ricordare il contributo Rom alla costruzione dello Stato italiano nei discorsi in occasione delle festività nazionali (27 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno) 6. Campagna di comunicazione e promozione della storia e cultura rom sui canali e istituzionali con video e piccole pagine informative 7. Onorificenze formali sull’onda delle cittadinanze simboliche a persone rom che si sono distinte nella società civile e nel lavoro 8. “Aprite le porte: noi ci siamo”: un progetto per l’integrazione a medio/lungo termine che includa giornate a tema rom e momenti di discussione tra la comunità rom frentana, la società civile e le istituzioni che rappresentano entrambi (feste e iniziative musicali/gastronomiche).

Le proposte a ricevere più voti 1, ossia immediatamente realizzabili, sono state:
1. Ricordare il contributo Rom alla costruzione dello Stato italiano nei discorsi in occasione delle festività nazionali (10 voti) 2. Esporre dal Comune la bandiera Rom nei giorni significativi del calendario romanì (9 voti) 3. Onorificenze formali sull’onda delle cittadinanze simboliche a persone rom che si sono distinte nella società civile e nel lavoro, “Aprite le porte”: un progetto a lungo termine congiornate sull’inclusione, Assessorato all’intercultura (8 voti).


Per saperne di più sulle metodologie sociologiche utilizzate negli incontri, per vedere le foto eleggere i report delle varie attività, si invita a visitare il sito https://ace-project.eu/

A cura di Enrico Mascilli Migliorini

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“Discriminazioni di genere”

La ricercatrice CNR-IRPPS, Angela Toffanin, ha contribuito alla voce Discriminazioni di genere per la XI Appendice dell’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, edita Treccani.

Toffanin svolge le proprie ricerche nel nostro Istituto collaborando principalmente con il gruppo di ricerche Popolazione, Genere e Società (Poges).

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