Category: News

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Questionario per caregiver informali: partecipa alla ricerca Age-It

È attivo un questionario rivolto a caregiver informali, ovvero persone di famiglia, amiche o vicine che offrono supporto gratuito, non professionale, a persone anziane con malattie croniche, disabilità o bisogni di cura continuativi.

La compilazione del questionario richiede circa 15-20 minuti ed è completamente anonima. Nessuna informazione personale (nome, indirizzo IP o altri dati identificativi) verrà raccolta. Le risposte saranno trattate in forma aggregata e conservate in un formato elettronico protetto da password.

Il questionario è realizzato nell’ambito del progetto di ricerca PNRR Missione 4 “Istruzione e Ricerca” – Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” – Investimento 1.3, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, progetto PE00000015 “Age-It”, dedicato allo studio dell’invecchiamento per promuovere una società inclusiva per tutte le età.

🔗 Per maggiori informazioni sul progetto: https://ageit.eu/wp/

📋 Per accedere al questionario: https://it.surveymonkey.com/r/caregiversinformali 

La partecipazione è di grande valore: i dati raccolti contribuiranno a migliorare i servizi e le politiche di supporto rivolti a chi presta assistenza in ambito familiare o comunitario.

Grazie per la collaborazione!

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Inclusione e diversità: donne e scienza, a che punto siamo. Pubblicato il Rapporto GETA 2024

È online il Rapporto GETA 2024 che riporta le recenti analisi di studiose e studiosi interni ed esterni al CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche sulla  situazione e l’evoluzione delle tematiche inerenti la condizione della donna nella scienza e nella ricerca con riferimento alle esperienze ed alla situazione italiana ed estera.

Il lavoro è coordinato da Sveva Avveduto, e vi hanno partecipato per CNR-IRPPS: Maria Cristina Antonucci, Marco Cellini, Cristiana Crescimbene, Daniela Luzi, Nicolò Marchesini e Fabrizio Pecoraro.

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Una ‘Guida’ per riconoscere e ‘smontare’ gli stereotipi di genere

La nota stampa del Consiglio nazionale delle ricerche per la pubblicazione della Guida “Gli stereotipi di genere. Riconoscerli per abbatterli” a cura del gruppo CNR-IRPPS Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA):

Oltre la metà dei bambini e delle bambine delle scuole primarie è convinta che nella vita uomo e donna abbiano ruoli sociali distinti: i primi di potere e comando, le seconde di cura e accudimento (adesione medio-alta al ruolo stereotipato maschile, 58,6%; femminile, 52,9%). Tra gli adolescenti italiani, e quindi al crescere dell’età e dell’esposizione ad ambienti di socializzazione secondaria extrafamiliari, le idee sessiste inoculate dagli stereotipi di genere si indeboliscono solamente, in particolare tra le ragazze (adesione medio-alta al ruolo stereotipato maschile, 28,3%; femminile, 30,8%). Sono i dati rilevati dal gruppo Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps), che ha prodotto una Guida: ‘Gli stereotipi di genere’ per insegnare ai giovani, genitori e insegnanti a decostruirli.

A semplici domande, come ad esempio: ‘Cos’è uno stereotipo? ‘Quali sono i ruoli di genere?’, ‘Come li assumiamo?’, ‘Di cosa si alimentano?’, ‘Quali gli effetti?’, ‘Quando abbatterli?’, corrispondono risposte brevi e chiare, elaborate dagli esperti.

La Guida, spiega Antonio Tintori, ricercatore Cnr-Irpps e coordinatore del team MUSA, è nata per soddisfare le richieste arrivate da tantissime scuole di ogni ordine e grado d’Italia: avere uno strumento in più per sensibilizzare ed educare le nuove generazioni al superamento di stereotipie che, anche in maniera subdola, possono condizionare le scelte di vita di bambini e adolescenti.

“Moltissimi adolescenti italiani approvano esplicitamente la violenza e la discriminazione: 2 su 10 si dichiarano apertamente omofobi e 1 su 10 sono razzisti e sessisti”, spiega Antonio Tintori. “In più, circa 3 su 10 non sono in grado di riconoscere come violenti atti quali insulti, costrizioni, minacce, al pari di come non riescono a riconoscere uno stereotipo di genere, che è la principale forma di condizionamento sociale che ‘contraiamo’ nei primissimi anni di vita, prevalentemente in famiglia. È questo, infatti, il luogo primario di riproduzione delle disuguaglianze sociali, sebbene gli adulti, solitamente, non siano nemmeno coscienti di essere i primi agenti di trasmissione di tale potentissimo condizionamento sociale, che è all’origine delle tante asimmetrie tra uomo e donna in ambito privato, familiare, lavorativo, economico, nonché causa di violenza”.

Puntare sui più piccoli, con la positiva complicità di genitori e docenti scolastici, è la strada da percorrere se vogliamo realmente far crescere gli adulti di domani con spirito critico e libera capacità di analisi e giudizio. Infatti, “Gli stereotipi di genere si riproducono per mezzo di una ‘socializzazione binaria’, di modelli educativi distinti per maschi e femmine; si alimentano di simbolismi sociali di larga diffusione, che sono elementi apparentemente innocui ma in realtà determinano il radicamento precoce degli omonimi ruoli: i colori (rosa e celeste), i giochi (le armi e le bambole), i falsi miti (il principe azzurro e la principessa da salvare), gli sport distinti (il calcio e la danza). Tali simboli sono sparsi ovunque, dal linguaggio (maschile sovraesteso) ai cartoni animati, dai contenuti mediatici ai libri di testo scolastici, ai giochi, alle narrazioni”, conclude Tintori.

Oltre alla Guida, il progetto MUSA ha prodotto il video spot “Differenze di genere alle radici dei ruoli sociali”, realizzato in collaborazione con la Web TV del CNR.

La scheda

Chi: Gruppo di ricerca Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps)

Che cosa: Guida alla decostruzione degli stereotipi di genere “Stereotipi di genere. Riconoscerli per abbatterli” e video spot “Differenze di genere alle radici dei ruoli sociali”.

Per informazioni: Antonio Tintori, Cnr-Irpps, tel. 06.492724296, cell. 338.3628178, e-mail: antonio.tintori@cnr.it

– Tintori A., Cerbara L, Ciancimino G. (2023). Lo stato dell’adolescenza 2023. Indagine nazionale su atteggiamenti e comportamenti di studentesse e studenti di scuole pubbliche secondarie di secondo grado. CNR-IRPPS Working papers, n. 135;

– Cerbara L., Ciancimino G., Tintori A. (2022). Are We Still a Sexist Society? Primary Socialisation and Adherence to Gender Roles in Childhood. International Journal of Environmental Research and Public Health; 19(6), 3408; https://doi.org/10.3390/ijerph19063408.

Per informazioni:
Antonio Tintori
CNR- Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali
antonio.tintori@cnr.it

Ufficio stampa:
Sandra Fiore
Cnr – Unità Stampa
sandra.fiore@cnr.it

Responsabile Unità Ufficio stampa:
Emanuele Guerrini
emanuele.guerrini@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383

Vedi anche:

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Call for Papers: Special Track on Agent-Based Models for Healthcare Systems Research – SSC 2025

La prossima Social Simulation Conference 2025 (SSC 2025), in programma dal 25 al 29 agosto 2025 a Delft (Paesi Bassi) ospiterà la sessione speciale Agent-based models for healthcare systems research”.

Ricercatrici e ricercatori che lavorino ai temi della gestione sanitaria e dell’accessibilità ai servizi utilizzando i metodi della simulazione ad agenti, sono invitati a partecipare.

  • Scadenza per l’invio delle proposte: 11 aprile 2025
  • Portale per l’invio: Apertura imminente (il link sarà disponibile sul sito della conferenza)
  • Pubblicazione: I contributi accettati saranno considerati per l’inclusione negli atti della conferenza (Springer), a meno che gli autori non decidano diversamente.

Informazioni

La gestione dei sistemi sanitari è un campo multidisciplinare che richiede una prospettiva complessa e basata sui dati. L’uso dell’agent-based modeling (ABM) è sempre più diffuso per supportare la gestione delle infrastrutture sanitarie e l’accessibilità dei pazienti. Questa sessione speciale mira a riunire ricercatori che lavorano su applicazioni ABM nel settore sanitario, promuovendo discussioni su nuovi sviluppi e metodologie innovative.

Temi di Interesse (inclusi ma non limitati a):

  • Accessibilità alle infrastrutture sanitarie e mobilità dei pazienti
  • Intersezione della sanità con altri ambiti (es. gestione delle catastrofi, diffusione delle malattie)
  • Processo decisionale e gestione delle infrastrutture sanitarie
  • Metodologie ibride che combinano ABM con altri approcci di simulazione

Chairs della Sessione

  • Rocco Paolillo, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Fabrizio Pecoraro, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Filippo Accordino, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
  • Mario Paolucci, Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia

Categorie di Contributo

  • Abstract Estesi (3-4 pagine): Presentazioni orali brevi; possono includere lavori in corso.
  • Articoli Brevi (max 10 pagine): Presentazioni orali brevi/lunghe; devono includere risultati e conclusioni.
  • Articoli Lunghi (max 12 pagine): Presentazioni orali lunghe; devono includere risultati e conclusioni della modellazione.
  • Abstract per Poster (300-500 parole): Presentazioni in formato poster durante la conferenza.

Si incoraggia l’invio di contributi su questi temi e la partecipazione alla conferenza a Delft.

Per maggiori dettagli, visitare il sito web della conferenza SSC 2025.

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Ricerca Precaria

Nel proprio percorso di indagine sui temi del lavoro sfruttato, la ricercatrice CNR-IRPPS Antonella Ciocia ha dedicato un approfondimento alla situazione di lavoratori e lavoratrici della ricerca in Italia e alle recenti rivendicazioni del personale precario del Consiglio nazionale delle ricerche. 

La testimonianza di queste esperienze è condensata nell’audio-racconto “Ricerca precaria”.

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Solidarietà alle comunità Rom e Sinti

Il 17 febbraio scorso nel Comune di Acquappesa in provincia di Cosenza  è stato commesso un grave atto di razzismo nei confronti della comunità romanes italiana. La targa posta a commemorare il Samudaripen (il genocidio nazifascista dei Rom, Sinti e Manouches) è stata oltraggiata: rotta a metà e gettata in terra per strada.

Attraverso il lavoro di ricerca svolto all’interno di diversi progetti, per ultimi Regard (REmembering Genocide Against Roma Discrimination) e ACE (Active Citizenship in Europe Roma participation against discrimination. Building trust between Roma communities and civil society), CNR-IRPPS contribuisce al rispetto dei diritti delle minoranze presenti in Italia e per combattere l’antiziganismo.

Nel denunciare la gravità dell’accaduto che colpisce una comunità presente in Italia da oltre sei secoli, l’Istituto ribadisce il suo impegno, unitamente ad altre organizzazioni sociali quali l’Unione delle Comunità Romanes Italiane e personalità della cultura, a contrasto dell’antiziganismo e per favorire l’inclusione dei Rom e Sinti.

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Questionario su Aderenza alla dieta mediterranea e livelli di attività fisica nei bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Puglia e Basilicata

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso l’Istituto di Fisiologia Clinica (Sede di Lecce), l’Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche (sede di Milano) e l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Unità di Ricerca presso Terzi di Brindisi) in collaborazione con l’Università Telematica San Raffaele di Roma, promuovono un’indagine conoscitiva sul tema Aderenza alla dieta mediterranea e livelli di attività fisica nei bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Puglia e Basilicata.

Lo studio è finalizzato ad individuare di strategie d’intervento per promuovere stili di vita salutari.

Per la sua realizzazione, i genitori o i legali rappresentanti degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado che vivono in Puglia e Basilicata sono invitati a compilare un breve questionario online.

Il questionario è anonimo ed è ospitato dalla piattaforma LimeSurvey del CNR, che non effettua tracciature informatiche e non prevede la conservazione dei dati raccolti una volta scaricati.

Accedendo alla piattaforma attraverso il link: https://survey.cnr.it/index.php?r=survey/index&sid=674737&lang=it sarà possibile trovare ulteriori informazioni sul progetto, prendere visione delle informative (per i genitori e, se lo si vorrà, anche per i minori) e, quindi, compilare il questionario.

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Adolescenti: isolamento e cyberbullismo – Rassegna stampa

Sempre più adolescenti vivono in una condizione di isolamento, iperconnessione ed esposizione al rischio di cyberbullismo. Questo è il quadro delineato da due importanti studi pubblicati tra gennaio e febbraio 2025 dal gruppo di ricerca MUSA (Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi) del CNR-IRPPS, con il contributo di Antonio Tintori, Loredana Cerbara e Giulia Ciancimino.

Il primo studio, intitolato “Self-isolation of adolescents after Covid-19 pandemic between social withdrawal and Hikikomori risk in Italy“, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature. Basandosi sui dati di due indagini trasversali condotte nel 2019 e nel 2022 su campioni nazionali rappresentativi di 3.273 e 4.288 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, la ricerca evidenzia un trend preoccupante: il numero di ragazzi che non incontrano più i propri amici al di fuori dell’ambito scolastico è quasi raddoppiato dopo la pandemia da Covid-19.

A distanza di poche settimane, la rivista Societies (MDPI) ha pubblicato un secondo studio, “Sociopsychological Analysis of a Highly Vulnerable Category of Adolescents: Victim-Perpetrators of Cyberbullying from a Wide National Survey of Italian Adolescents“, curato dallo stesso gruppo. Questa ricerca approfondisce il fenomeno del cyberbullismo tra i giovani in Italia, analizzando i fattori che influenzano la probabilità di diventare vittime o autori di episodi di cyberbullismo. Tra gli aspetti più rilevanti emergono il genere, l’età, la provenienza geografica, l’eccessiva connessione digitale e la scarsa fiducia negli adulti.

Entrambi gli studi hanno suscitato un forte interesse nel dibattito pubblico, portando alla luce dinamiche spesso trascurate ma sempre più rilevanti.

Di seguito, un elenco dei contributi pubblicati nelle ultime settimane rivolti a un pubblico più ampio.

Rassegna stampa

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Genere e transizione energetica – audio abstract

L’articolo Exploring the nexus of gender and energy transitions: A systematic literature review appena pubblicato su Energy Research & Social Science, analizza il legame tra questioni di genere e transizioni energetiche, evidenziando la necessità di strategie più inclusive e mirate.

Lo studio, a cui hanno lavorato per CNR-IRPPS: Marco Cellini,  Cloe Mirenda, Lucio Pisacane,  Serena Tagliacozzo, insieme a Sabine Loos e  Clemens Striebing (Fraunhofer IAO) è nato nell’ambito del progetto europeo gEneSys Transforming Gendered Interrelations of Power and Inequalities in Transition Pathways to Sustainable Energy Systems.

La ricerca si basata su una revisione sistematica della letteratura (SLR) di 152 pubblicazioni scientifiche, identifica sette dimensioni chiave che collegano il genere alle transizioni energetiche e offre una visione strutturata della conoscenza esistente e individua lacune di ricerca, fornendo spunti fondamentali per futuri studi.

  • Cellini, M., Loos, S., Mirenda, C., Pisacane, L., Striebing, C., & Tagliacozzo, S. (2025). Exploring the nexus of gender and energy transitions: A systematic literature review. Energy Research & Social Science, 119, 103887. https://doi.org/10.1016/j.erss.2024.103887

Ci parla dell’articolo Marco Cellini.

Sui temi analizzati nell’articolo, il progetto gEneSys promuove la Autumn School Gender and Intersectional Inequalities in Energy Transition.

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Rischio “hikikomori” tra gli adolescenti italiani: Articolo su Scientific Report

Comunicato stampa CNR:

Da un’analisi del gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps è in netta crescita il numero di adolescenti che non incontrano più i loro amici nel mondo extrascolastico: le cifre sono quasi raddoppiate dopo la pandemia da Covid-19. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dimostra che l’aumento dell’isolamento sociale in Italia costituisce un problema grave,  già cronicizzato e correlato all’interazione di fattori relazionali e psicologici

Uno studio condotto dal gruppo multidisciplinare di ricerca “Mutamenti sociali, valutazione e metodi” (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Irpps) ha indagato, attraverso un approccio di ricerca di tipo socio-psicologico, l’eziologia del ritiro sociale identificando i fattori scatenanti tale comportamento tra gli adolescenti.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, si è basata sui dati di due indagini trasversali condotte dal gruppo nel 2019 e nel 2022 su studenti di scuole pubbliche secondarie di secondo grado attraverso la tecnica CAPI (Computer Assisted Personal Interview) e su campioni rappresentativi a livello nazionale composti rispettivamente da 3.273 e 4.288 adolescenti con un’età compresa tra 14 e 19 anni. Attraverso tecniche avanzate di modellizzazione statistica sono stati identificati tre profili di adolescenti: le “farfalle sociali”, gli amico-centrici” e i “lupi solitari“: proprio all’interno di quest’ultimo profilo, è stato individuato un sottogruppo composto da adolescenti che non incontrano più i loro amici nel mondo extrascolastico, il cui numero è quasi raddoppiato dopo la pandemia, passando dal 5,6% del 2019 al 9,7% del 2022. Si tratta dei ritirati sociali.

“Precedenti studi del nostro gruppo di ricerca avevano già chiarito le cause di alcuni effetti negativi del mutamento delle interazioni sociali accelerato della pandemia da COVID-19, che ha esacerbato la trasposizione delle relazioni umane verso la sfera virtuale”, spiega Antonio Tintori, tra gli autori del lavoro assieme a Loredana Cerbara e Giulia Ciancimino del gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps. “Si è visto in particolare che l’iperconnessione, ossia la sovraesposizione ai social media, ha un ruolo primario in questo processo corrosivo dell’interazione e dell’identità adolescenziale e successivamente del benessere psicologico individuale. L’iperconnessione è principale responsabile tanto dell’autoisolamento quanto dell’esplosione delle ideazioni suicidarie giovanili. Lo studio mostra che non solo dal 2019 al 2022 sono drasticamente aumentati i giovani che si limitano alla sola frequentazione della scuola nella loro vita, ma anche nel mondo adolescenziale è significativamente diminuita l’abitudine a trascorrere il tempo libero faccia a faccia con gli amici: i “lupi solitari” sono addirittura triplicati in 3 anni, passando dal 15 al 39,4%”.

Sebbene leggermente più diffuso tra le ragazze, il fenomeno riguarda entrambi i sessi e non presenta sostanziali differenze regionali, relative alla tipologia scolastica frequentata o al background socio-culturale ed economico familiare, come invece si è supposto in passato. Questo indica con chiarezza che il problema sta diventando globale ed endemico.

Cosa accomuna questi giovani? Scarsa qualità delle relazioni sociali (con i genitori, in particolare con la madre), bassa fiducia relazionale (verso familiari e insegnanti), vittimizzazione da cyberbullismo e bullismo, iperconnessione da social media, scarsa partecipazione alla pratica sportiva extrascolastica e insoddisfazione per il proprio corpo. “Questi fattori, inoltre alimentati dall’influenza pervasiva delle pressioni sociali a conformarsi a standard anche estetici irraggiungibili, erodono l’autostima favorendo un senso di inadeguatezza nelle interazioni sociali con i coetanei”, aggiunge Tintori. “Abbiamo, inoltre, constatato che coloro che già versano in uno stato di ritiro sociale presentano un uso più moderato dei social media: ciò apre all’ipotesi che, all’aumentare del tempo di isolamento fisico ci si disconnetta gradualmente anche dalle interazioni virtuali, ossia ci si diriga verso la rinuncia totale alla socialità”.

Il fenomeno, assimilabile a quello degli hikikomori del Giappone, potrebbe generare una vera e propria emergenza sociale: “Il nostro studio, oltre a fornire risultati utili alla comprensione della natura del problema, evidenzia l’urgenza di interventi educativi e formativi da rivolgere a genitori e docenti scolastici, nonché di sostegno per i giovani, ovvero un supporto specifico verso gli adolescenti che versano nelle condizioni più critiche”, conclude il ricercatore.

Il gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps, tra i primi a indagare il fenomeno del ritiro sociale, prosegue ora le proprie attività avviando una vasta indagine di tipo longitudinale volta a rispondere agli interrogativi ancora aperti, e a chiarire maggiormente i fattori del processo che conduce all’auto-isolamento. L’ indagine, denominata “Mutamenti Interazionali e Benessere”, coinvolgerà per cinque anni migliaia di adolescenti tra studenti e studentesse delle scuole, permettendo di analizzare in dettaglio lo sviluppo comportamentale dei giovani nelle modalità di interazione e altri importanti aspetti relativi al benessere socio-psicologico.

Lo studio si è avvalso della collaborazione di Gianni Corsetti dell’Istat. 

Consulta l’articolo completo Cerbara, L., Ciancimino, G., Corsetti, G. et al. Self-isolation of adolescents after Covid-19 pandemic between social withdrawal and Hikikomori risk in ItalySci Rep 15, 1995 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-024-84187-5

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