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Donne e transizione energetica, il gap prende forma sui banchi universitari

La transizione energetica passa anche per una riduzione del divario di genere nelle discipline STEM. È quanto evidenzia uno studio internazionale guidato dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irpps) di Roma, che ha focalizzato le disuguaglianze nei percorsi formativi e professionali legati all’energia. La ricerca, pubblicata su Humanities & Social Sciences Communications (Springer Nature), si è svolta in collaborazione con la Jagiellonian University di Cracovia, l’Imperial College London e il Fraunhofer IAO-CeRRI di Berlino.

Il lavoro ha indagato le ragioni e i “bias” per cui questo settore risulta poco attrattivo o accogliente tra la popolazione femminile, andando oltre il semplice dato numerico sulla presenza femminile nelle discipline STEM. Attraverso nove focus group condotti tra il 2024 e il 2025, di cui sei con studenti e studentesse e tre con docenti degli atenei coinvolti, l’analisi ha portato alla luce due dinamiche interconnesse. La prima è definita aspirazione disattesa, “unmet aspiration”: a generarla è la distanza tra le aspettative di studentesse e studenti, alla ricerca di percorsi incisivi sulle sfide socio-ambientali, e un’offerta formativa percepita come iper-tecnica, poco comunicata e “cieca” rispetto al genere. La seconda dinamica è l’effetto repulsivo, “repelling effect”: un insieme di stereotipi culturali, pratiche disciplinari e professionali e climi organizzativi poco inclusivi che scoraggiano le donne dall’accedere e restare nel settore.

A sostegno di questo studio, il report “She Figures” del 2025 mostra i dati sul divario. Tra i dottorandi di ricerca nelle discipline STEM nell’Unione Europea le donne sono appena il 22% nel percorso di Informatica e ICT e meno del 40% in Ingegneria, Manifattura e Costruzioni. Solo per i dottorati in Salute e Benessere le donne costituiscono invece il 59%. Nelle professioni del settore energetico, i dati IRENA (International Renewable Energy Agency) del 2024 non sono piú confortanti: per il settore delle rinnovabili le donne che lavorano a tempo indeterminato sono il 32%, mentre nell’industria tradizionale di petrolio e gas il 22%.

“Le persone intervistate hanno sottolineato come esistano barriere da affrontare quali microaggressioni, difficoltà di conciliazione tra carriera e cura, scarso accesso alle reti di sostegno professionale e persino valutazioni influenzate dall’aspetto fisico. Un ambiente ostile che alcune studentesse, determinate a sfidare e smentire sul campo i pregiudizi, trasformano in una leva di riscatto” sostiene Cloe Mirenda (Cnr-Irpps).

“Colmare queste lacune richiede di ripensare curricula, approcci pedagogici e fondamenti epistemologici” , di formare i docenti su una didattica attenta al genere e di trasformare le culture organizzative”, aggiunge Maria Camilla Fraudatario (Cnr-Irpps)”. Senza questi cambiamenti si rischia chele iniziative per aumentare l’attrattività delle STEM si riducano a interventi retorici o addirittura controproducenti, finendo per riprodurre le disuguaglianze esistenti.”.A fare la differenza sono i programmi interdisciplinari: “Intrecciare competenze tecniche ed etica della sostenibilità è la formula vincente per attrarre le ricercatrici. Percorsi di questo tipo non solo risultano più attrattivi ma sono anche i più adatti a ridurre il gender gap. Il vero ostacolo restano i percorsi di ingegneria in cui l’idea di una presunta neutralità della materia porta a ignorare la questione di genere, a negare che esista un problema. È proprio dal superamento di questa chiusura che passa il cambiamento” conclude Lucio Pisacane (Cnr-Irpps).

Lo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto gEneSys – Transforming Gendered Interrelations of Power and Inequalities for Just Energy Systems, coordinato dal Cnr-Irpps e finanziato dal programma Horizon Europe dell’Unione europea (grant agreement n. 101094326).

Per informazioni:
Lucio Pisacane
Cnr-Irpps
lucio.pisacane@cnr.it
Cloe Mirenda, Cnr-Irpps, email: cloe.mirenda@cnr.it
Maria Camilla Fraudatario, Cnr-Irpps, email: mariacamilla.fraudatario@irpps.cnr.it

Ufficio stampa:
Flavia Angelini
Tirocinante Ufficio stampa Cnr

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Documento di posizionamento del CNR-IRPPS rispetto alle mobilitazioni su precariato e politiche di reclutamento

Il 26 ottobre 2026, su richiesta del personale precario dell’Istituto, l’IRPPS ha convocato un’assemblea straordinaria con tutto il personale e il Consiglio di Istituto. L’obiettivo è stato discutere con urgenza i rischi per la continuità della ricerca, a fronte dell’attuale situazione relativa a precariato e limitazioni al reclutamento poste dall’Ente, e valutare le iniziative da intraprendere.

Di seguito si riporta il documento approvato, indirizzato ai vertici dell’Ente e al Ministero dell’Università e della Ricerca, a sostegno della mobilitazione interna all’Ente.

Il personale CNR-IRPPS e il Consiglio di Istituto esprimono all’unanimità la propria forte preoccupazione per le conseguenze che le recenti delibere del Consiglio di Amministrazione avranno sul personale precario, di ricerca e amministrativo, e sul futuro della ricerca dell’Istituto e dell’Ente.

In questo momento, nel CNR-IRPPS sono in attività 18 persone con diverse tipologie contrattuali non stabili (tempi determinati, incarichi di collaborazione, assegni di ricerca e contratti di ricerca), la gran parte delle quali scadrà tra la fine di novembre 2026 e i primi mesi del 2027.

Benché il lavoro del personale precario contribuisca in maniera essenziale alla vita scientifica dell’Istituto e dell’Ente, molti limiti ostacolano la possibilità di dare continuità ai contratti e, di conseguenza, al lavoro che portano avanti.

In particolare, la delibera n. 159/2026 ha introdotto il limite di 30 mesi alla durata cumulativa dei contratti a tempo determinato. La misura si applica al momento ai progetti finanziati tramite PN-RIC, in cui l’Istituto è fortemente coinvolto, e che dovrebbe garantire la continuità delle infrastrutture di ricerca finanziate tramite PNRR. Essa crea un pericoloso precedente, come mostrano i casi di blocco del rinnovo di contratti non solo legati a progettualità PN-RIC già avvenuti in altri istituti CNR.
A questo, si sommano il mancato scorrimento della lista “comma 1” dall’art. 20 del dlgs 75/2017 (cosiddetta legge Madia) e la mancata apertura della procedura di stabilizzazione prevista dall’art. 20, comma 2, della stessa legge.

Per mantenere all’interno dell’Istituto e del CNR le competenze maturate, le uniche strade sono ora i contratti e gli incarichi di ricerca. Due inquadramenti che risultano spesso inapplicabili (per i costi che comportano o per i vincoli di requisiti) e che rappresentano un declassamento sostanziale di posizione e diritti. Più che una soluzione, si configurano come un modo per escludere definitivamente il precariato di lunga data.

In assenza di una regolare programmazione del reclutamento, tutto questo determina le condizioni per l’imminente espulsione definitiva di centinaia di lavoratrici e lavoratori, impiegati da anni nelle attività di ricerca dell’Ente. Inoltre, la limitazione a 30 mesi, in assenza di qualsiasi prospettiva di assunzione, anche solo programmabile, riduce l’attrattività dell’Ente per le nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori e ne compromette la capacità di mantenere i più elevati standard di qualità scientifica. Va sottolineato che, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori precari, l’Ente perderà anche le competenze e le esperienze maturate sul campo nel corso degli anni, subendo al contempo il depauperamento di intere linee di ricerca. Si rischia di perdere un patrimonio umano e scientifico costruito nel corso degli anni grazie all’impegno del personale di ruolo e all’acquisizione di risorse provenienti da finanziamenti competitivi, all’interno di linee di ricerca consolidate e di frontiera che contribuiscono ogni giorno all’avanzamento scientifico della comunità nazionale e internazionale.

A fronte del progressivo definanziamento pubblico del comparto della ricerca negli ultimi anni, il CNR si regge per circa metà del proprio bilancio su progetti finanziati attraverso bandi competitivi. Su un budget complessivo di 1,354 miliardi di euro, oltre 650 milioni provengono dalla capacità di attrarre finanziamenti esterni. Tali progetti sono ideati e portati avanti con il contributo di lavoratrici e lavoratori precari, che costituiscono quindi una risorsa preziosa anche per il sostentamento finanziario dell’Ente. La progettazione e la costruzione di reti di ricerca nazionali ed europee richiedono tempo, continuità e stabilità, condizioni che l’incertezza lavorativa e l’intermittenza dei contratti a termine non possono garantire.

Il protrarsi di questa situazione rischia di compromettere non soltanto la continuità delle attività di ricerca, ma anche la stessa capacità del CNR di attrarre finanziamenti competitivi. Se il personale strutturato non ha la garanzia di poter disporre delle risorse umane necessarie per realizzare i progetti finanziati, infatti, potrebbe essere sempre meno incentivato a investire tempo ed energie nella partecipazione ai bandi.

L’attuale situazione della ricerca in Italia getta un’ombra non solo sul futuro di ricercatrici e ricercatori in quanto lavoratori, ma su quello dell’intero Paese: lo stato della ricerca pubblica è un indicatore della salute della democrazia e della sostenibilità sociale, economica, tecnologica e ambientale. Il disinvestimento sistematico in questo settore, a fronte di un crescente finanziamento della spesa militare in un contesto di tensione internazionale, delinea traiettorie di sviluppo estremamente preoccupanti.

L’IRPPS aderisce pertanto alle iniziative e alle mobilitazioni promosse dal movimento Precari Uniti e dalle organizzazioni sindacali e chiede con forza al CdA, alla Presidenza e al MUR di intervenire con urgenza per:

  • annullare l’articolo 10 della delibera n. 159/2026, garantendo continuità alle attività di ricerca e riconoscendo il valore delle competenze e delle professionalità già presenti nell’Ente;
  • scorrere la lista approvata nell’ambito della procedura di stabilizzazione svolta ai sensi del comma 1 dell’art. 20 della legge Madia [deliberazione n. 49/2026 – Verb. 533];
  • applicare il comma 2 dell’art. 20 della legge Madia;
  • riconsiderare le modalità di inquadramento post-dottorali che prevedano anche percorsi di tenure track;
  • definire un piano di reclutamento ordinario pluriennale attraverso incrementi adeguati del FOE;
  • avviare un confronto stabile con i vertici del Cnr e il Ministero dell’Università e della Ricerca, sul futuro del CNR, degli Enti Pubblici di Ricerca e della ricerca pubblica in generale.

Quella di IRPPS non è un’iniziativa isolata, la comunità scientifica del CNR ha espresso ampiamente preoccupazione per i rischi che le politiche attuate rispetto al reclutamento del personale comportano per la ricerca scientifica italiana.

Qui è possibile leggere le lettere inviate al presidente del CNR, Andrea Lenzi, e al Consiglio di amministrazione, a firma di:

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CNR-IRPPS al Disability Pride

Lo scorso 3 ottobre, CNR-IRPPS ha partecipato per la prima volta al Disability Pride a Roma, evento dedicato alla mobilità fisica, culturale, sociale e politica delle persone con disabilità.

In piazza, le ricercatrici dell’Istituto hanno incontrato il pubblico per raccontare alcune delle ricerche realizzate negli ultimi anni sui temi del caregiving  e dell’accessibilità rispetto alle tecnologie per il lavoro (con il progetto NewWorkTech), nello sport (con le ricerche sul Baskin e la mappatura Sport e Disabilità).

Grazie alla collaborazione con Teatri di Carta, è stato inoltre proposto un laboratorio di teatro multisensoriale e accessibile rivolto a bambine e bambini a partire dai 5 anni, che hanno avuto l’opportunità di partecipare secondo i propri tempi e le proprie modalità, attraverso il suono, il tatto, l’ascolto, il movimento e la relazione. Il laboratorio si chiama Il Volo, si basa sulla metodologia del teatro sociale, esplorata nel nostro Istituto con il progetto Trame.

Qui le schede dei diversi ambiti presentati:

Come ricorda lo slogan scelto dall’Istituto per questo evento, le barriere non sono nei corpi, ma nella società. Il compito del CNR-IRPPS è anche quello di comprendere come queste barriere si producano e come possano essere rimosse. Per farlo, è necessario interrogarsi sulle regole, sulle relazioni e sulle condizioni concrete che rendono possibile o impediscono la partecipazione, in dialogo con le realtà che da anni lavorano sul campo su questi temi.

Hanno contribuito all’evento Maria Chiara Caschera, Cristiana Crescimbene, Tiziana Guzzo, Azzurra Malgieri, Anna Milione, Tiziana Tesauro e Monia Torre.

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Arte, ricerca e territorio – i primi risultati del percorso Artist in Residence

CNR-IRPPS ha partecipato alla Biennale del Gran Sasso, progetto che dal 1 al 20 settembre  ha unito arte contemporanea, performance, installazioni, musica, talk e workshop tra i paesi e i paesaggi del Gran Sasso, come strumento di rafforzamento del capitale sociale delle comunità locali.

La partecipazione di CNR-IRPPS all’evento rappresenta il primo frutto del percorso di Artist in Residence che l’Istituto ha avviato con l’artista Filippo Gregoretti. La collaborazione proseguirà fino a dicembre 2026 e si pone l’obiettivo di creare uno spazio di incontro tra arte e scienze sociali, per cercare nuove forme di restituzione dei risultati della ricerca, e nuove prospettive sul coinvolgimento dei pubblici e sulle relazioni tra dati e arte.

CNR-IRPPS ha partecipato alla Biennale attraverso due momenti che hanno messo in dialogo arte, ricerca e territorio.

Il primo è stato con l’opera Aion | Chronos. Gregoretti ha attraversato il territorio di Barisciano con registratori e sensori fisiologici, raccogliendo il paesaggio sonoro e i dati del proprio corpo in movimento. I suoni del paesaggio, i dati altimetrici del percorso e il battito cardiaco dell’artista vengono trasformati in tempo reale in musica e paesaggi sonori attraverso entità algoritmiche sviluppate nel corso di oltre venticinque anni di ricerca.

A questi elementi si intrecciano le voci delle comunità locali, raccolte dall’antropologa Azzurra Malgieri e dal sociologo Lucio Pisacane di CNR-IRPPS: memorie, parole e presenze umane sedimentate in questi luoghi nel corso delle generazioni.

opera Aios / Chronos con l'artista Gregoretti

Il progetto lascia anche un segno destinato a rimanere sul territorio. Aion | Chronos sarà infatti conservata in forma di Sadyah, che nella ricerca dell’artista rappresenta la cristallizzazione di un momento irripetibile di co-creazione tra umano e artificiale. Ad accompagnarla sarà una registrazione dell’opera, perché il cammino possa continuare a risuonare anche dopo la conclusione della Biennale.

Ma, oltre le opere, cosa resta a un territorio quando un progetto culturale finisce? Di questo si è parlato domenica 20 settembre durante il talk Oltre l’Opera, al quale ha partecipato Azzurra Malgieri.

L’intervento ha posto l’attenzione sulla necessità di andare oltre i numeri più immediati — presenze, visitatori, ricadute economiche — per interrogarsi anche sugli effetti sociali, culturali e territoriali di un progetto: le relazioni che si costruiscono, le competenze che rimangono, il senso di appartenenza e la capacità delle comunità di partecipare e contribuire alla trasformazione del proprio territorio.Immagini della conferenza Oltre l'Opera

È proprio in questo spazio che la ricerca sociale e scientifica può offrire un contributo importante: osservare questi processi, dare evidenza a ciò che cambia — e a ciò che non cambia — e comprendere nel tempo quali effetti un progetto culturale riesca realmente a generare sulle comunità e sui territori.

Un approccio che invita a guardare all’arte e alla cultura non soltanto come eventi o prodotti, ma come processi da osservare, comprendere e valutare nel tempo.

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Pubblicato e disponibile gratuitamente il volume “Italian Online Probability Panel”

È stato appena pubblicato per Franco Angeli il volume “Italian Online Probability Panel. Ideazione, realizzazione e contesto del primo panel probabilistico online in Italia”, a cura di Loredana Cerbara, Claudia Pennacchiotti, Ilaria Primerano, Luciana Taddei.

Il volume, disponibile in open access, descrive la nascita e lo sviluppo dell’Italian Online Probability Panel (IOPP), il primo panel probabilistico online in Italia, realizzato nell’ambito del progetto Fostering Open Science in Social Science Research (FOSSR) del CNR.

Attraverso il coinvolgimento di un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 75 anni, che continuerà negli anni e che include diverse wave per ogni anno, IOPP permette di osservare come cambiano nel tempo opinioni e valori legati a temi come, per esempio, la struttura famigliare, condizioni abitative e lavorative, le disuguaglianze sociali, economiche e culturali. I dati raccolti sono disponibili in formato aperto e riutilizzabili. IOPP rappresenta, infatti, uno strumento conforme ai principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, and Reusable).

Il libro ripercorre le fasi di costruzione di IOPP, come spazio collettivo per sostenere l’innovazione metodologica e il dialogo tra scienza e società, ed esplora il ruolo cruciale delle infrastrutture di ricerca sociale, con riferimento a esperienze concrete di respiro nazionale e internazionale, quali strumenti indispensabili per l’analisi delle dinamiche sociali complesse.

Prefazione, di Loredana Cerbara, Claudia Pennacchiotti, Ilaria Primerano e Luciana Taddei

  1. Perché un Online Probability Panel in Italia?, di Ferruccio Biolcati Rinaldi e Cristiano Vezzoni
  2. Gli Online Probability Panel: caratteristiche, potenzialità e sviluppi, di Luciana Taddei, Gabriella D’Ambrosio e Francesco Visconti
  3. L’Architettura di IOPP tra sfide scientifiche e operative, di Nicolò Marchesini, Francesco Piacentini, Ilaria Primerano e Luciana Taddei
  4. La strategia di campionamento, di Ilaria Primerano, Nicolò Marchesini e Michele Santurro
  5. Reclutamento e Mantenimento, di Francesco Piacentini, Claudia Pennacchiotti e Michele Santurro
  6. Core Questionnaire, di Michele Santurro, Angela Paparusso, Frank Heins, Caterina Ambrosio e Valentina Tudisca
  7. Archiviazione e disseminazione, di Domingo Scisci, Giovanna De Santis e Francesco Piacentini
  8. Verso un approccio Integrato alla Sostenibilità per le Infrastrutture di Ricerca nelle Scienze Sociali: il caso dell’Italian Online Probability Panel (IOPP) nell’infrastruttura FOSSR, di Claudia Pennacchiotti, Loredana Cerbara, Ferruccio Biolcati Rinaldi e Cristiano Vezzoni
  9. Conclusioni, di Mario Paolucci

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Teatro sociale e cura – Ciclo di seminari Welfare, Ricerca e Territorio

  • Lunedì 15 giugno 2026, h. 11.30-13.00
  • CNR-IRPPS Fisciano, Corso Vincenzo Ferreri 12, Fisciano (SA)

Nell’ambito del progetto Welfare, ricerca e territorio, Anna Milione e Tiziana Tesauro (CNR-IRPPS) terranno il seminario “Teatro sociale e cura”. Rivolto a docenti, operatrici e operatori sociali, l’incontro offrirà una riflessione sulle esperienze che hanno impiegato le metodologie teatrali come strumenti per promuovere il benessere personale e professionale e per prevenire il rischio di burnout nei contesti educativi e sociali.

Per approfondire:

Per il personale CNR, gli incontri sono riconosciuti come attività di formazione.

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Transforming power relations in the energy transition – gEneSys Final Conference

  • lunedì 27 aprile 2026, h. 13.00-19.30
  • martedì 28 aprile 2026, h. 09.00-13.00
  • Industrie Fluviali, via del Porto Fluviale, 35 – Roma

Quali relazioni di potere caratterizzano la transizione energetica? Quali disuguaglianze possono essere prodotte o riprodotte al suo interno?

La conferenza finale del progetto europeo gEneSys sarà occasione di confronto su questi temi tra comunità scientifica, decisori politici e cittadinanza.

I sei panel affronteranno molteplici aspetti su cui il progetto ha indagato, come, ad esempio, il comportamento dei cittadini nell’uso dell’energia, la povertà energetica; le diseguaglianze all’interno della comunità scientifica e delle pubblicazioni scientifiche sul tema della transizione. Un panel specifico sarà dedicato ai temi dell’educazione e della pedagogia, a partire dalle elementari fino ai percorsi terziari di educazione. La conferenza si conclude con un panel specifico sul disegno di politiche a sostegno dell’energia rinnovabile e della transizione attente non riprodurre o creare nuove diseguaglianze. Diversi saranno i momenti di networking.

L’evento è aperto al pubblico ed è possibile partecipare registrandosi a questo link.  

 

 

Il progetto gEneSys, coordinato da CNR-IRPPS e attivo dal 2023 al 2026, concettualizza la transizione energetica come un ecosistema socio-tecnico con rilevanti implicazioni relative alle questioni di genere ed altre forme di diseguaglianze. Partecipano: 

  • Venice International University (VIU)
  • Imperial (IC)
  • Uniwersytet Jagiellonski (UJ)
  • Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico economico sostenibile  (ENEA)
  • Fraunhofer Gesellschaft zur Forderung der Anegenwandten Forschung Ev (IAO)
  • African Institute for Mathematical Science (AIMS)
  • Portia GGMBH
  • Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) – Coordinatore

 

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AI e disinformazione: Tecnologia, Media Literacy, e Policy – Mini symposium AI4Debunk

  •  Giovedì 9 aprile 2026, h. 11.30-13.30
  • ONLINE

Il mini-simposio AI4Debunk: AI and Disinformation – Technology, Media Literacy, and Policy analizzerà le sfide e le opportunità che l’intelligenza artificiale offre nella lotta contro la disinformazione. L’evento si concentra su come l’innovazione tecnologica, gli approcci educativi e i quadri politici possano collaborare per rafforzare la resilienza della società nei confronti delle informazioni fuorvianti e manipolative nell’ambiente digitale.

Durante il simposio, i partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi con temi chiave quali:
• Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella creazione e nell’individuazione della disinformazione
• Gli approcci “human-in-the-loop” e i loro limiti nei sistemi di IA
• Le sfide emergenti nella moderazione dei contenuti guidata dall’IA
• L’importanza del pensiero critico e dell’alfabetizzazione mediatica nell’era dell’IA
• Le iniziative europee e le strategie collaborative per affrontare la disinformazione online
• L’intersezione tra tecnologia, alfabetizzazione mediatica e politica nella lotta alla disinformazione

L’evento mira a promuovere il dialogo e la riflessione interdisciplinari, riunendo prospettive provenienti dai settori della tecnologia, della ricerca, dell’istruzione e della politica per discutere di come gli sforzi coordinati possano contribuire a un ecosistema informativo più affidabile e resiliente.

Scopri di più sul progetto AI4Debunk.

 

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Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere

Welfare e Ergonomia Fascicolo 2/2025
a cura di Pietro Demurtas ed Emiliana Mangone

È stato pubblicato il fascicolo 2/2025 della rivista Welfare e Ergonomia, “Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere”, a cura di Pietro Demurtas ed Emiliana Mangone.

Il numero analizza l’evoluzione del sistema antiviolenza italiano, nato a partire dagli anni Settanta dietro l’iniziativa movimenti femministi e sviluppatosi con forti differenze territoriali fino a un maggiore coordinamento nazionale dopo la Convenzione di Istanbul (2013). È segnato oggi dalla complessità della governance multilivello e dalla necessità di coordinare attori e approcci spesso diversi.

La violenza di genere emerge come un banco di prova per il welfare: fenomeno diffuso e persistente, mette in luce l’impatto delle disuguaglianze sociali ed economiche sulle possibilità di uscita dalla violenza.

Come citare

Pietro Demurtas e Emiliana Mangone (a cura di), Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere: sfide e opportunità per un sistema integrato, Welfare e Ergonomia, 2025, 2, ISSN 2421-3691, ISSNe 2531-9817.

LONG ABSTRACT 

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I valori della scienza. Tra etica, immaginari e carriere – Monografia IRPPS

È stata pubblicata ed è consultabile liberamente la monografia: I valori della scienza. Tra etica, immaginari e carriere, che raccoglie gli atti del convegno promosso dall’associazione Donne e Scienza a Genova nel 2024.

Gli interventi presentati hanno aperto uno spazio di riflessione e confronto su temi molto attuali: quale sia l’immaginario della scienza che oggi prevale, quanto questo rappresenti realmente la comunità scientifica e su come i valori di equità, sostenibilità e pace possano orientare il futuro della ricerca. È emersa anche chiara la domanda se sia accettabile un sistema della conoscenza costruito su precariato, competizione esasperata e metriche che privilegiano la quantità delle pubblicazioni rispetto alla qualità del lavoro scientifico; inoltre, se sia sostenibile una carriera che rende difficile conciliare tempi di vita e tempi di ricerca. Infine, la discussione ha riguardato il ruolo che può avere la comunità scientifica, e in particolare le donne di scienza, di fronte a catastrofi umanitarie, alla guerra e alle disuguaglianze globali.

Il convegno si è proposto come momento di dialogo intergenerazionale e interdisciplinare, tra università, centri di ricerca, scuola e società, nella convinzione che la riflessione femminista – con la sua attenzione ai corpi, ai linguaggi, ai poteri e alle relazioni – rappresenti ancora oggi un fertile punto di partenza per ripensare la scienza come pratica collettiva e responsabile.

Tra i contenuti della pubblicazione, quello di Enrica Nestola (Cnr Iret), Lucio Pisacane e Cloe Mirenda (CNR-IRPPS) “Genitorialità e carriera: non si può avere tutto?”, (p. 99-105) riflette sulle contraddizioni tra il paradigma competitivo della ricerca e lagenitorialità, presentando alcune soluzioni pratiche basate sulla valorizzazione dei percorsi plurali di ricerca. 

La pubblicazione – curata da Sveva Avveduto, Silvana Badaloni, Alessandra Lanotte, Lucia Martinelli, Mariangela Ravaioli, Giuliana Rubbia e Sabrina Presto – rientra nella collana IRPPS – Monografie.

  • PREFAZIONE – G. Rossi 
  • INTRODUZIONE – S. Avveduto e S. Presto
  • Cosa? Dove? Chi? – Anonymous
  • L’ipotesi del Progetto “Scatti di scienza” per avvicinare le studentesse e gli studenti al mondo della scienza e della ricerca in una visione multidisciplinare – C. Antonioli e A. Testa
  • Inclusività nell’Era delle Macchine Emergenti – S. Aracri, R. Barcaro e M. Caccia
  • Donne e pace – S. Avveduto
  • Antichi stereotipi e nuovi bias in Intelligenza Artificiale – S. Badaloni
  • Evidence-based science communication come strumento per promuovere la mobilità urbana accessibile a bambin* e donne – A. Borissova Saleh
  • Next Generation Scientists (NGS): Tossicologia, Genere e Nuovi Approcci Metodologici (NAM) – F. Caloni
  • Intelligenza artificiale e algoritmi “neutri” per la valutazione della ricerca scientifica e le progressioni di carriera delle donne – R. Caragnano
  • Le ragazze nelle STEM: autorizziamole ad osare – P. Colella
  • Interrogativi e riflessioni sulla dimensione di genere nel progetto EIC Pathfinder Open REMAP – D. Colombara
  • M71A – Il manifesto italiano per l’uguaglianza delle ragazze e delle donne nella tecnologia – E. Delponte, S. Battilotti, M. Marzocchi e S. Scarpati
  • Differenza, esperienza, verità. Un percorso nella critica femminista della scienza – N. Felli
  • Oltre la tirannia dell’urgenza: per una nuova cultura del tempo – M. Gancitano
  • La parola alle ragazze – A. Gruzza e V. Ruberto
  • I musei contribuiscono a creare una cultura a sostegno dei valori che le guerre calpestano – L. Martinelli
  • Una comunicazione innovativa per avvicinare le nuove generazioni alle STEM – M.R. Masullo, M. Orsi e C. Troiano
  • Genitorialità e carriera: non si può avere tutto? – E. Nestola, C. Mirenda e L. Pisacane
  • Verso una nuova narrazione di genere nell’INFN: sponsorship, mentoring e leadership inclusiva – S. Pellizzoni e M.R. Masullo
  • Verso una valutazione inclusiva della ricerca: le attività TIER in CoARA – S. Penati
  • Le scienziate per la pace: un posizionamento visionario – S. Presto e C. Mangia
  • I percorsi scientifici, le scelte, la progettualità, le scommesse, tra scienza, responsabilità e equilibri nella vita privata – M. Ravaioli
  • Tre anni con bambine e bambini della primaria IC6 di Imola: l’educazione STEM presentata in modo informale ma scientificamente rigoroso – M. Ravaioli, M. D’Angelantonio, E. Bianchi, L.G. Bellucci, S. Giuliani, T. Cuciniello, D. Giordano, A. Bernabini e L. Lo Iacono
  • Prospettive di genere nella valutazione della ricerca: l’esperienza CoARA in INGV – G. Rubbia, M. Anzidei, P. Bonfanti., A. Carosi., G. Cecere, A.G. Chiodetti, S. de Vita, A. Ippolito, M. Liotta, G. Mele, C. Montagna, A. Piersanti, S. Simoncelli e R. Tondi
  • Intelligenza artificiale e comando nucleare: rischi, incertezze e prospettiva di genere – A. Saltini
  • Percorsi di (r)esistenza tra passione, precariato ed “eccellenza”: dati e riflessioni dal progetto MINDtheGEPs – C. Solera
  • Programma Convegno 

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