È dedicato alle donne l’ultimo Almanacco della Scienza CNR, pubblicato lo scorso 8 marzo, che raccoglie tra gli altri 3 interventi targati IRPPS:
Maria Cristina Antonucci parla delle caratteristiche e delle finalità del “Piano per l’uguaglianza di genere” che nasce per promuovere equità e inclusione anche nelle istituzioni di ricerca, e che ha di recente visto la luce al CNR.
Antonio Tintori parla della diffusione ancora ampia di gap di genere nell’Istruzione scolastica e nell’editoria didattica.
Infine, Luciana Taddei racconta la vicenda di Elena Lucrezia Corner Piscopia, prima donna laureata in Italia, che conseguì a Venezia la laurea in Filosofia nel 1678.
L’IRPPS, attraverso il progetto “H2020 MINDtheGEPs”, bandisce un concorso rivolto alla rete scientifica Cnr per tre premi di €1.500 (millecinquecento) ciascuno per i migliori prodotti (articoli, atti, protocolli etc.) che abbiano contribuito in modo significativo all’innovazione scientifica integrando la prospettiva di genere nelle domande di ricerca, nel disegno e nei risultati.
L’obiettivo del concorso è quello di valorizzare le cosiddette gendered innovations, approccio che usa metodi di analisi delle variabili di sesso, genere e intersezionalità per creare nuova conoscenza scientifica, rendendola rigorosa, riproducibile, socialmente rilevante e responsabile. Tale approccio può e dovrebbe essere applicato ad ogni campo del sapere scientifico.
Il Premio è coordinato dal gruppo di ricerca del progetto MINDtheGEPs, che ha già promosso diverse iniziative volte a implementare la parità di genere all’interno del Cnr.
Nell’ambito del concorso, verranno premiati tre lavori, uno per ogni settore ERC (revisione 2021-2022):
– Physical Sciences and Engineering – Life Sciences – Social Sciences and Humanities.
Il concorso è rivolto al personale ricercatore, tecnologo, tecnico e assegnista di ricerca del Cnr, sia come singola unità di personale che come gruppo di ricerca, e riguarda lavori pubblicati nel periodo 1° gennaio 2020 – 31 dicembre 2022.
La scadenza è fissata al 25 settembre 2023. Per inviare la propria candidatura scrivi a Posta Elettronica Certificata (PEC) a protocollo.irpps@pec.cnr.it.
La commissione di valutazione è stata nominata il 28 dicembre 2023. Il documento è disponibile in allegato.
Il progetto europeo OLA – Open Learning for All, coordinato a livello internazionale dal gruppo di ricerca “Studi sociali su scienza, educazione, comunicazione” di IRPPS, è stato selezionato dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE come buona pratica e considerato Best Practice per l’utilizzo della metodologia della ricerca-azione partecipativa e per la messa a sistema della didattica per scenari.
A disposizione di chiunque voglia utilizzarli, il progetto OLA lascia un insieme di scenari educativi interdisciplinari e un corso online MOOC liberamente fruibili, sviluppati in collaborazione tra diversi paesi europei.
Il repository OLA-Include propone centinaia di scenari prodotti dai docenti dei paesi europei coinvolti nel progetto, testati nelle classi, e valutati. Tali scenari offrono al personale educativo percorsi didattici liberi e gratuiti che possono essere proposti nelle proprie classi. I contenuti seguono l’approccio interdisciplinare STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts and Humanities, Mathematics) e sono costruiti perseguendo tra gli altri obiettivi, il contrasto agli stereotipi nell’insegnamento.
Il Massive online open course (MOOC), frutto del lavoro coordinato di enti di ricerca e formazione di Italia, Grecia, Spagna, Cipro e Romania, propone un percorso gratuito e modulare sul tema delle risorse educative. Negli ultimi anni c’è stato un proliferare di questo tipo di corsi, soprattutto in ambito universitario, ma spesso non sono basati su una riflessione teorica sul tema.
I vari moduli, non sono solo teorici ma si propongono finalità pratiche. Sono composti da varie Learning Unit, con slide, video sottotitolati, bibliografia e test. Il materiale è disponibile in formati aperti e riutilizzabili in base ai contesti. I contenuti e le modalità stesse in cui il corso è costruito ed erogato seguono i principi del progetto Ola: particolare attenzione è posta all’inclusività delle risorse didattiche, con scelte di natura tecnica che vanno dal peso dei file alla presenza dei sottotitoli, per il rispetto delle diverse necessità e dei diversi stili di apprendimento.
L’attenzione è inoltre posta all’analisi critica dei testi e delle immagini, la promozione delle competenze digitali non volte alla sola capacità tecnica ma allo sviluppo di capacità di valutare l’affidabilità dei diversi strumenti e piattaforme.
OLA sta contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’approccio “open” in ambito educativo promosso dall’UNESCO, in linea con la filosofia dell’open science in campo scientifico, con lo sviluppo di risorse educative aperte (“open educational resources”) per migliorare la didattica in senso più inclusivo e per promuovere un’evoluzione del concetto di competenze digitali che vada a considerare, oltre alle abilità prettamente tecnologiche, l’uso critico e responsabile delle piattaforme e delle fonti di informazione online, come prerequisito per l’esercizio di una cittadinanza consapevole.
Ricominciano i laboratori di Trame, un metodo che utilizza il teatro per la formazione professionale, ideato dalla ricercatrice IRPPS Tiziana Tesauro con il regista Francesco Campanile.
Gli incontri che prendono il via il 10 novembre 2023 presso l’aula consiliare del Comune di Fisciano rientrano nel progetto “Cose Mai Fatte” finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del NexGenerationEU: un’alleanza strategica tra istituzioni e terzo settore per contrastare la povertà educativa. I 15 appuntamenti che proseguiranno fino a fine marzo sono rivolti, infatti, a insegnanti e operatori sociali.
Come esaminato in Theatre and professional training: The Trame method, pubblicato da Tesauro per il British Journal of Social Work, il metodo di Trame si basa su una riflessione che intreccia le teorie sull’apprendimento come attività situata e collettiva (secondo cui la conoscenza è il frutto delle relazioni del soggetto con il contesto e con i sui membri) con approcci pedagogici che tematizzano il teatro come dispositivo educativo: i soggetti che agiscono come se si trovassero realmente in una determinata situazione sviluppano competenze che possono poi trasferire nella pratica.
In questo modo, Trame si configura come un metodo che mira ad allenare la conoscenza del corpo per sviluppare autoconsapevolezza e riflessività sul proprio agire in quelle professioni che hanno al centro la relazione e la cura e che nel tempo è stato rivolto a medici, infermieri e assistenti sociali in prima battuta e adesso a insegnanti e operatori sociali.
Nel mese di settembre, il gruppo di ricerca coinvolto nel progetto VIVA (Valutazione e Analisi degli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne) ha partecipato a importanti occasioni di confronto con la comunità scientifica, in cui ha condiviso prospettive e risultati da cui partire per le prossime indagini qualitative su empowerment delle donne vittime di violenza e sui Centri per autori di violenza.
Due poster sono stati presentati all’European Conference on Domestic Violence (ECDV) di Reykjavik.
Il primo – Networking to prevent and combat male violence against women a cura di Francesca Proia, Maria Dentale, Pietro Demurtas, Alice Mauri – riporta dati relativi all’analisi del sistema antiviolenza italiano come un universo complesso e diversificato.
Fig. 1 Il poster Networking to prevent and combat male violence against women
Il secondo – Defining the effectiveness of perpetrator programs from a practice-based perspective a cura di Pietro Demurtas e Caterina Peroni – mostra alcuni dei risultati dell’indagine appena conclusa sui Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV).
Fig. 2 Il poster Defining the effectiveness of perpetrator programs from a practice-based perspective
Nell’ambito della XVI Conferenza ESPAnet Italia, Beatrice Busi e Angela Toffanin hanno, inoltre, presentato un contributo sulla condizionalità nelle misure di empowerment economico, lavorativo e sociale nelle politiche antiviolenza.
La Rivista Welfare&Ergonomia (Fascia A, Anvur, Edita Franco Angeli) ha aperto la call for papers n.1, 2024 “Sfruttamento del lavoro, diritti e salute nella società contemporanea”, a cura di Marco Omizzolo.
Questo numero di W&E indagherà l’organizzazione, la diffusione e l’evoluzione del sistema di sfruttamento del lavoro e dei suoi effetti sulla salute psico-fisica e sul sistema di welfare in Italia. Le proposte possono essere di tipo sia teorico che empirico.
Sono stati presentati Osservatorio sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica i risultati preliminari della seconda indagine sui Centri per uomini autori di violenza – condotta nell’ambito del progetto VIVA.
Nell’ambito del progetto FOSSR – Fostering Open Science in Social Science Research (PNRR-IR 0000008) e della Joint Research Unit DASSI/CESSDA, l’IRPPS contribuisce a:
n.2 (due) borse di studio per la frequenza del Corso di dottorato di ricerca in “Scienze Sociali e Statistiche” – XXXIX CICLO – Università degli Studi Federico II per lo svolgimento di attività di ricerca sulla seguente tematica di ricerca: “Miglioramento dei servizi di open cloud previsti dal progetto FOSSR e delle basi dati DASSI, nodo italiano di CESSDA”. Scadenza 2 agosto 2023 Bando (pdf), come partecipare.
n.1 borsa di studio per la frequenza del Corso di dottorato di ricerca in “Economic Sociology, Organization and Labor (ESOL)”- XXXIX CICLO – Università degli Studi di Milano per lo svolgimento di attività di ricerca: “metodi di scienza sociale computazionale per ricerche di tipo popolazionale su rilevanti fenomeni socio-economici”. Scadenza 26 luglio 2023 Bando (pdf), come partecipare.
In occasione della Giornata mondiale della popolazione, abbiamo raccolto tre diversi punti di vista sullo studio della popolazione nel nostro Istituto.
Oltre a mettere in luce l’aumento dell’uso della pornografia associato a una diminuzione dell’età dei suoi consumatori, la ricerca ha confermato i suoi riflessi sullo sviluppo dell’identità sociale e sessuale. Si tratta di impatti negativi sulle emozioni primarie, sull’autostima e sulla soddisfazione per il proprio corpo negli e nelle adolescenti. Ma lo studio rileva in particolare come l’esposizione precoce alla pornografia abbia effetti anche positivi, ma solo sulle ragazze.
Nei ragazzi si produce infatti un rafforzamento degli stereotipi di genere nel contesto delle relazioni, l’adesione a ruoli di genere anche nell’ambito della sfera sessuale e un aumento della tolleranza verso comportamenti discriminatori, violenti e devianti. Diversamente, per le ragazze la pornografia rappresenta un’esperienza di emancipazione sessuale che, all’opposto dei maschi, supera i confini delle stereotipate gerarchizzazioni degli spazi sociali. Questa diversità è il frutto, secondo gli autori e le autrici, della socializzazione “binaria” ancora oggi preponderante, che riproduce di generazione in generazione stereotipi di genere inducendo a una passiva adesione a predefiniti ruoli sociali maschili e femminili.
I risultati di questa ricerca suggeriscono l’importanza e l’urgenza di un’educazione sessuale che venga offerta possibilmente in ambiente scolastico e con la mediazione di professionisti. Ciò, al fine di promuovere un approccio critico – e non solo passivo – in grado di superare il tabù del sesso e di andare oltre la pornografia mainstream, eterosessuale e mascolinizzata, che fornisce un’immagine omologata e irrealistica di corpi, prestazioni sessuali e relazioni sociali.
Lo studio è stato condotto con un approccio di ricerca psicosociale ed è tratto dai risultati dell’indagine nazionale Lo stato dell’adolescenza 2023, che ha coinvolto 4288 giovani studenti delle scuole superiori lungo tutta la penisola.
A livello internazionale, molti studi hanno indagato gli effetti negativi dell’esposizione precoce alla pornografia, ma i risultati sono spesso controversi, per via dell’utilizzo di tecniche di ricerca diverse e carenze sia metodologiche sia teoriche.