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CNR-IRPPS al Disability Pride

Lo scorso 3 ottobre, CNR-IRPPS ha partecipato per la prima volta al Disability Pride a Roma, evento dedicato alla mobilità fisica, culturale, sociale e politica delle persone con disabilità.

In piazza, le ricercatrici dell’Istituto hanno incontrato il pubblico per raccontare alcune delle ricerche realizzate negli ultimi anni sui temi del caregiving  e dell’accessibilità rispetto alle tecnologie per il lavoro (con il progetto NewWorkTech), nello sport (con le ricerche sul Baskin e la mappatura Sport e Disabilità).

Grazie alla collaborazione con Teatri di Carta, è stato inoltre proposto un laboratorio di teatro multisensoriale e accessibile rivolto a bambine e bambini a partire dai 5 anni, che hanno avuto l’opportunità di partecipare secondo i propri tempi e le proprie modalità, attraverso il suono, il tatto, l’ascolto, il movimento e la relazione. Il laboratorio si chiama Il Volo, si basa sulla metodologia del teatro sociale, esplorata nel nostro Istituto con il progetto Trame.

Qui le schede dei diversi ambiti presentati:

Come ricorda lo slogan scelto dall’Istituto per questo evento, le barriere non sono nei corpi, ma nella società. Il compito del CNR-IRPPS è anche quello di comprendere come queste barriere si producano e come possano essere rimosse. Per farlo, è necessario interrogarsi sulle regole, sulle relazioni e sulle condizioni concrete che rendono possibile o impediscono la partecipazione, in dialogo con le realtà che da anni lavorano sul campo su questi temi.

Hanno contribuito all’evento Maria Chiara Caschera, Cristiana Crescimbene, Tiziana Guzzo, Azzurra Malgieri, Anna Milione, Tiziana Tesauro e Monia Torre.

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Arte, ricerca e territorio – i primi risultati del percorso Artist in Residence

CNR-IRPPS ha partecipato alla Biennale del Gran Sasso, progetto che dal 1 al 20 settembre  ha unito arte contemporanea, performance, installazioni, musica, talk e workshop tra i paesi e i paesaggi del Gran Sasso, come strumento di rafforzamento del capitale sociale delle comunità locali.

La partecipazione di CNR-IRPPS all’evento rappresenta il primo frutto del percorso di Artist in Residence che l’Istituto ha avviato con l’artista Filippo Gregoretti. La collaborazione proseguirà fino a dicembre 2026 e si pone l’obiettivo di creare uno spazio di incontro tra arte e scienze sociali, per cercare nuove forme di restituzione dei risultati della ricerca, e nuove prospettive sul coinvolgimento dei pubblici e sulle relazioni tra dati e arte.

CNR-IRPPS ha partecipato alla Biennale attraverso due momenti che hanno messo in dialogo arte, ricerca e territorio.

Il primo è stato con l’opera Aion | Chronos. Gregoretti ha attraversato il territorio di Barisciano con registratori e sensori fisiologici, raccogliendo il paesaggio sonoro e i dati del proprio corpo in movimento. I suoni del paesaggio, i dati altimetrici del percorso e il battito cardiaco dell’artista vengono trasformati in tempo reale in musica e paesaggi sonori attraverso entità algoritmiche sviluppate nel corso di oltre venticinque anni di ricerca.

A questi elementi si intrecciano le voci delle comunità locali, raccolte dall’antropologa Azzurra Malgieri e dal sociologo Lucio Pisacane di CNR-IRPPS: memorie, parole e presenze umane sedimentate in questi luoghi nel corso delle generazioni.

opera Aios / Chronos con l'artista Gregoretti

Il progetto lascia anche un segno destinato a rimanere sul territorio. Aion | Chronos sarà infatti conservata in forma di Sadyah, che nella ricerca dell’artista rappresenta la cristallizzazione di un momento irripetibile di co-creazione tra umano e artificiale. Ad accompagnarla sarà una registrazione dell’opera, perché il cammino possa continuare a risuonare anche dopo la conclusione della Biennale.

Ma, oltre le opere, cosa resta a un territorio quando un progetto culturale finisce? Di questo si è parlato domenica 20 settembre durante il talk Oltre l’Opera, al quale ha partecipato Azzurra Malgieri.

L’intervento ha posto l’attenzione sulla necessità di andare oltre i numeri più immediati — presenze, visitatori, ricadute economiche — per interrogarsi anche sugli effetti sociali, culturali e territoriali di un progetto: le relazioni che si costruiscono, le competenze che rimangono, il senso di appartenenza e la capacità delle comunità di partecipare e contribuire alla trasformazione del proprio territorio.Immagini della conferenza Oltre l'Opera

È proprio in questo spazio che la ricerca sociale e scientifica può offrire un contributo importante: osservare questi processi, dare evidenza a ciò che cambia — e a ciò che non cambia — e comprendere nel tempo quali effetti un progetto culturale riesca realmente a generare sulle comunità e sui territori.

Un approccio che invita a guardare all’arte e alla cultura non soltanto come eventi o prodotti, ma come processi da osservare, comprendere e valutare nel tempo.

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ciocia

Ho provato a piangere con le mani

Tra didattica e Ricerca

L’editore Pasquale D’Arco, ha pubblicato questo libro frutto del lavoro e della passione di Antonella Ciocia, Maria Girolama Caruso e Anna Valori

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