Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali

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Digital Governance of Education

Digital Governance of Education: Analisi dei processi di digitalizzazione delle politiche scolastiche e dello sviluppo di regimi di accountability

 

Il progetto  intende sviluppare un percorso di ricerca finalizzato all’analisi dei nuovi dispositivi tecnologici in uso nelle scuole della Campania. Gli obiettivi dell’indagine sono: a) comprendere se e in che misura le tecnologie dell’informazione e della comunicazione contribuiscono al successo formativo; b) quali siano i progetti e le strategie più efficaci sul piano regionale per la diffusione delle nuove tecnologie; c) se e in che modo la costruzione di nuovi ambienti di apprendimento può contrastare i fenomeni di diseguaglianza scolastica; d) quali sono le forme regionali di governance delle politiche di ‘messa in opera’ dei diversi dispositivi tecnologici, con particolare riferimento all’implementazione regionale dell’agenda digitale. Il percorso ha carattere sperimentale ed è incluso all’interno di un progetto dell’IRPPS-CNR finalizzato a produrre conoscenza sui fattori che generano innovazione nella scuola e nelle politiche sociali.

Analisi dei nuovi dispositivi tecnologici per l’implementazione del sistema di valutazione della scuola e per la realizzazione dei progetti di miglioramento in Campania

Anna Milione, Sandra Vatrella.

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Efficacia sui principali fattori di rischio cardiovascolare di un intervento educazionale intensivo

Efficacia sui principali fattori di rischio cardiovascolare di un intervento educazionale intensivo mirato alla promozione del modello alimentare mediterraneo tra i dipendenti di FCA Italia S.p.A” (INTEDUFCA) 2016

 

La popolazione di studio sarà composta da 600 dipendenti  dell’Azienda FCA Italia S.p.A. sede di Pratola Serra (AV) selezionati  sulla base dei criteri previsti dal protocollo. La partecipazione  sarà su  base volontaria. I partecipanti saranno assegnati, in modo  random, al gruppo  di  educazione intensiva o di controllo per una durata di 6 settimane. Il gruppo di intervento sarà coinvolto in una campagna di educazione nutrizionale strutturata articolata in 6 incontri, aventi come argomento principale la promozione del modello alimentare Mediterraneo. Il gruppo di controllo riceverà lo  stesso  materiale educativo fornito  al  gruppo di intervento (brochure etc.), ma non parteciperà agli incontri previsti dalla campagna di  educazione nutrizionale. L’intervento intensivo di educazione nutrizionale è volto ad implementare cambiamenti nello stile di vita attraverso la promozione dell’attività fisica e l’adesione alla dieta salutare e  si baserà, su incontri di  gruppo settimanali della durata di 1 ora ciascuno, caratterizzati attività di counseling multidisciplinare condotto con il supporto di un dietista. Gli argomenti che verranno affrontati, saranno così distribuiti:

  1. Settimana: Importanza del consumo di cereali, in particolare di quelli integrali.
  2. Settimana: Benefici del consumo di frutta fresca e secca, verdura e legumi.
  3. Settimana: Effetti sulla salute del consumo di pesce, carne, uova, formaggi
  4. Settimana: Importanza dei condimenti della nostra alimentazione.
  5. Settimana: Come migliorare il livello di attività fisica.
  6. Settimana: Il modello alimentare Mediterraneo nel suo complesso.

Per ciascuno degli argomenti trattati ogni settimana, saranno fornite specifiche informazioni tramite l’utilizzo di pannelli, totem e brochure. Parallelamente, l’intervento di educazione nutrizionale prevederà il miglioramento della qualità nutrizionale dei piatti proposti dalla mensa aziendale. Dopo un’attenta valutazione da parte di un nutrizionista (dott.ssa Marisa Giorgini) delle ricette dei piatti abitualmente serviti in mensa, i cuochi addetti alla preparazione dei pasti saranno invitati ad un incontro con il nutrizionista per definire insieme come migliorare la salubrità di alcune ricette proposte.

  • Prof.ssa Olga Vaccaro (P.A Università degli Studi di Napoli “Federico II” – NA);
  • Dott.ssa Marisa Giorgini (Dottoranda di Ricerca in Terapie Avanzate Biomediche e Chirurgiche presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – NA);
  • Sig.ra Paola Cipriano Tecnico di laboratorio Università Federico II di Napoli.

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ROMUNICARE – L’integrazione, oltre ai luoghi comuni

ROMUNICARE – L’integrazione, oltre ai luoghi comuni

Attraverso una duplice attività di intervento sul campo (di Frontal Learning e Mutual learning), il progetto intende mettere in campo un’azione volta a determinare un mutamento nelle relazioni intercorrenti tra i Rom e il contesto istituzionale dei servizi (pubblici e di terzo settore) a Roma Capitale improntato al rispetto dei diritti umani. La Commissione Europea spinge da anni per soluzioni integrative dei Rom non segregative e ghettizzanti (come i campi) in quanto violano il principio di non discriminazione sancito nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01).

Alle attività progettuali è prevista la partecipazione di 170 persone tra operatori, funzionari e dirigenti di Roma Capitale e dei 15 municipi, operatori ONG e di 50 Rom accampati in insediamenti informali.

I risultati attesi in termini di impatto su politiche e programmi sono:

  1. Il potenziamento degli obiettivi e delle competenze antidiscriminatorie di operatori e Rom, sia contro i pregiudizi dei “gagé” (dei non Rom), sia contro l’autoesclusione spesso imposta dalla cultura rom;
  2. L’applicazione in via progressiva di procedure standardizzate di accoglienza ai Rom e altre categorie svantaggiate in tutto il territorio di Roma Capitale;
  3. La creazione di strumenti pratici per i lavoratori del settore al fine di facilitare e migliorare il loro lavoro con la popolazione Rom (manuale, online repository, learning object, video, documenti in italiano, romanès e romeno, raccomandazioni per il miglioramento della comunicazione e della relazione fra Rom ed Istituzioni).

Lo scopo principale del progetto è quello di incoraggiare e sostenere una convergenza fra i Rom che usufruiscono dei servizi e gli operatori che lavorano presso il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale (DPSSS), nei Segretariati Sociali dei 15 Municipi di Roma Capitale e nelle Associazioni aderenti alla rete UNAR e CESV (Centro Servizi per il Volontariato del Lazio).

Gli obiettivi finali puntano a produrre un modello standardizzato per l’accoglienza ai Rom e ad altre categorie svantaggiate negli uffici pubblici, che sia rispettoso della legislazione in materia di antidiscriminazione, efficiente e trasparente, e per sostenere i Rom in un approccio informato e corretto ai servizi pubblici di cui hanno bisogno.

Cofinanziamento: Commissione Europea, DG Justice and Consumers (Euro 291.168,56)

Programma: Right, Equality and Citizenship (2014-2020)

Asse 3: Action to support national and transnational project on non-discrimination and Roma integration

Tipo di attività: Training and Cooperation of relevant professionals

Durata: 20 mesi (31 ottobre 2016 – 30 giugno 2018)

  • Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (capofila)
  • Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale
  • ARES 2.0 s.r.l
  • POPÌCA Onlus
  • Dante Sabatino (Researcher), Ivonne Citarella (Administrative staff), Alfredo Franco (Technical staff), Francesco Iannone (Technical staff), Eleonora Di Maggio (External unit collaborating for frontal and mutual learning activities).
 

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Un inventario per la scuola che verrà

Un inventario per la scuola che verrà

Background: 

In questo periodo di social distancing si sta sviluppando un profluvio di interpretazioni sull’emergenza Covid19. La quarantena crea un vuoto di relazioni sociali che si cerca di riempire tecnologicamente mediante le digital technologies e simbolicamente mobilitando una molteplicità dei framework culturali. Vi sono, dunque, diverse letture su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà, quando l’emergenza finirà e si potrà ritornare alla normalità. Un eccesso che compensa una assenza e che può sedare, oppure moltiplicare le ansie. Si tratta di un meccanismo che si sviluppa in ogni dinamica della emergenza e soprattutto quando si tratta di assorbire ciò che appare come radicalmente altro rispetto a ciò che ci è familiare. L’irruzione del perturbante, come direbbe Freud, che sconvolge le nostre vite. O del cigno nero un evento del tutto imprevedibile che verrà poi catalogato e razionalizzato come prevedibile (Taleb, 2014).
Un punto di partenza è nel riconoscere lo stato d’eccezione dell’emergenza Covid 19. Si tratta di una singolarità, un evento in cui la storia improvvisamente accelera e che sembrerebbe portarci ‘fuori dal mondo’, dalle coordinate del pensiero e dei nostri spazi concreti (quasi un iper-oggetto nel senso di Tim Morton, 2018).
 
La pandemia si è tradotta in un impulso alla digitalizzazione della scuola e delle università, nell’ambito di una più generale brusca accelerazione della digitalizzazione del ‘sociale’ (come dimostrato dalla generalizzazione dello smart-working). Le tecnologie sembrano offrire una immediata soluzione al problema della chiusura; potendo offrire una forma di scuola, la didattica a distanza. Non tutti sono, però, leggono l’impulso alla digitalizzazione allo stesso modo e quindi, si può costruire una mappa delle posizioni. Si possono identificare le diverse letture e le relative teorie dell’azione. Lo scopo del lavoro è comprendere in che misura il Covid19 sia considerato da docenti e dirigenti scolastici una finestra di opportunità per immaginare il cambiamento della scuola.

Indagine on line con domande aperte con campione non probabilistico a valanga di insegnanti e dirigenti scolastici. L’indagine si svilupperà in due momenti: 1) fase pilota: associati all’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici) e Movimento ‘Piccole Scuole’ INDIRE 2) fase più estesa coinvolgendo associazioni professionali di docenti e dirigenti del territorio nazionale. Il campionamento non probabilistico tende ad identificare ‘testimoni privilegiati’ delle trasformazioni in corso.

Lo strumento prevede 11 domande aperte e 11 domande che riguardano informazioni di servizio di docenti e dirigenti, oltre a dati anagrafici (genere, età). Il design del questionario online è stato realizzato in modo da essere anonimo e da garantire le procedure previste per il trattamento dei dati (vedi il documento relativo al piano del trattamento dati)

L’indagine non è tipo confermativo, ma esplorativo. Si procede ad applicare l’analisi delle corrispondenze lessicali e l’analisi tematica con tecniche qualitative allo scopo di costruire una cartografia delle diverse letture e delle relative teorie dell’azione. La cartografia emergente non avrà una significatività statistica, ma andrà ad integrare un lavoro di mappatura dei documenti e delle discussioni sul tema che sono state raccolti sui più importanti siti di politiche educative nel periodo di lockdown. La cartografia emergente ha, però, valore nell’individuare i percorsi formativi dei docenti e dei dirigenti.

Il gruppo di ricerca è coordinato dal Dott. Paolo Landri e composto da Emiliano Grimaldi e Danilo Taglietti della Università di Napoli ‘Federico II’. La ricerca è un’attività del Laboratorio L@BED Laboratorio sulla Digitalizzazione e l’Educazione composto da IRPPS CNR e Dipartimento di Scienze Sociali della Università di Napoli “Federico II’

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Welfare Post

Welfare Post

Welfare Post è uno spazio per la ricerca e le politiche sociali che ospita professionalità, saperi e punti di vista diversi, che guarda al territorio per orientarsi, riflettere sul mondo che muta e aprirsi al cambiamento.

Uno strumento che sollecita la riflessione e il confronto di studiosi e ricercatori che vogliano contribuire ad amplificare i discorsi sul welfare, che richiama l’attenzione di chi ha la responsabilità delle scelte politiche e di chi ne ha titolarità attuativa a livello dirigenziale e operativo, nel pubblico e nel privato.

Tale spazio prova a sollecitare l’attenzione sulle problematiche sociali oltre le emergenze, in una prospettiva costruttiva e generativa del bene comune. In questa ottica Welfare post intende essere di ausilio per conoscere, analizzare e trattare i temi che riguardano le politiche sociali nazionali, con una specifica attenzione a quel che accade nel Mezzogiorno e nel territorio locale.

Responsabili delle linee editoriali: Anna MilioneTiziana Tesauro.

Consulenza grafica: Alessandra Civica Webmaster: Luca Pianelli.

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SUMMER SCHOOL IN EUROPEAN EDUCATION STUDIES

SUMMER SCHOOL IN EUROPEAN EDUCATION STUDIES

La Summer School in European Education Studies (SUSSES d’ora in poi) è una scuola estiva di studi sui processi di europeizzazione dell’educazione aperta a 20 ricercatori emergenti di tutta Europa che intendano consolidare le loro competenze nello studio delle politiche educative, delle pratiche e dei risultati di ricerca nell’ambito dell’Unione Europea, assumendo la dimensione europea come il punto di vista privilegiato. SUSEES nasce da una sinergia tra EERA network 28 ‘Sociologia dell’educazione’ e un gruppo consolidato di ricercatori dell’educazione che concentra la sua attività di insegnamento e di ricerca sui processi di europeizzazione e sulle sfide della società della conoscenza che investono l’educazione.

Gli spazi europei dell’educazione appaiono sempre più indipendenti da stati-nazione, regioni, scuole, classi e luoghi. Allo stesso tempo, complessi assemblaggi di persone, tecnologie e politiche aprono prospettive inattese di ricomposizioni a livello globale e locale. Queste trasformazioni rappresentano una sfida importante per la produzione di conoscenza sull’educazione europea che sollecita anche la realizzazione di nuove iniziative di formazione per lo sviluppo di nuove competenze per rinnovare le categorie di lettura e le metodologie nella ricerca educativa.
SUSSES, intende contribuire al ripensamento della sociologia dell’educazione, esplorando le potenzialità del ‘mobility-turn’ in sociologia dell’educazione analizzando la costruzione delle arene educative europee, e gli effetti di questa costruzione in corso a livello nazionale e locale. E’ un‘iniziativa che tende a rinnovare il pensiero sociologico sull’educazione in Europa, un laboratorio per lo sviluppo del pensiero sociologico sulle nuove frontiere dell’europeizzazione nella ricerca educativa, lo spazio senza frontiere emergente della ricerca educativa europea.

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Trame – Il teatro sociale e la formazione degli operatori socio-sanitari

Trame – Il teatro sociale e la formazione degli operatori socio-sanitari

Un metodo ideato da Tiziana Tesauro #CNRIRPPS e Francesco Campanile per la #formazione professionale di medici, infermieri e assistenti sociali in grado di sviluppare autoconsapevolezza, riflessività e intelligenza emotiva.

Un libro che si rivolge al mondo della formazione socio-sanitaria proponendo un caso studio che consente di riflettere su quanto possa essere proficua la collaborazione tra saperi e pratiche professionali diversi. https://bit.ly/3aKYBI9

Un podcast con l’autrice intervistata da Tiziana Tarsia per i #posdacstsociologici, interviste ad autori e autrici di testi sociologici recenti basati su ricerche empiriche originali.
https://bit.ly/3a36VE0

Un video della #CnrWebTv racconta la pratica, le testimonianze e le reazioni deli partecipanti; https://l.cnr.it/igan0

#sociologia #formazione #professionisanitarie #teatro #società #ricercasociale #terzosettore

Nato dall’incontro di una sociologa e di un attore e regista teatrale Trame è un laboratorio/esperienziale pensato per la formazione professionale di quanti per mestiere si occupano della cura degli altri come medici, infermieri, assistenti sociali, nell’idea che queste professionalità, più di altre, possano essere esposte al rischio del naufragio esistenzialesoprattutto se svolgono la loro professione in contesti complessi che calpestano i vissuti e le rappresentazioni personali. Chi svolge una professione di cura entra necessariamente in contatto non solo con l’altro, ma più profondamente con se stesso e con il proprio progetto esistenziale ma, se nella pratica professionale manca la possibilità di lavorare sulle proprie possibilità esistenziali, è probabile che mancheranno prima o poi le risorse cognitive, emotive ed affettive per lavorare sulle possibilità esistenziali dell’altro.

In considerazione di ciò è nato Trame un percorso formativo che consente a chi cura di prendersi cura di se utilizzando il linguaggio teatrale. Attraverso un vasto repertorio di esercizi e tecniche normalmente utilizzate per la formazione degli attori, Trame offre un’esperienza di formazione centrata sull’allenamento del corpo e della sua dimensione emozionale ed affettiva. Intercettando pertanto una lacuna tutt’ora esistente nei tradizionali percorsi formativi, il metodo mira ad allenare il sapere del corpo per sviluppare autoconsapevolezza e riflessività sul proprio agire professionale.

Sul sito della manifestazione ArtLab Bergamo 2020 è stato pubblicato il resoconto della sessione di lavoro denominata

Lezione appresa 2. Curare i Curanti. Curare la Società” Sulla pagina è disponibile un videoclip sugli interventi

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LABORATORIO PAIDEIA 3

LABORATORIO PAIDEIA 3

Il progetto si inserisce all’interno del Piano di Attività per l’Innovazione dell’Istruzione degli Adulti (P.A.I.DE.I.A.) finalizzate a sostenere e favorire la messa a regime dei nuovi assetti organizzativi e didattici previsti dal DPR 263/12. Le attività di ricerca coinvolgono l’IRRPPS e la rete dei CIPIA della Campania (con il CIPIA di Salerno quale ente capofila) per la sperimentazione di prodotti elaborati ad esito delle attività e degli interventi realizzati nell’ambito del Piano PAIDEA 2, anche ai fini di una loro validazione e diffusione. Lo scopo del progetto è quello di promuovere una progettazione condivisa delle Unità di Apprendimento (UdA) dei percorsi di I livello –II periodo didattico e II livello – I periodo didattico.

L’attuazione di processi di innovazione professionale e organizzativa richiede lo sviluppo di nuove capabilities individuali e collettive che si articolano intorno all’adozione di nuove metodologie, allo sviluppo di nuove regolamentazioni e nuovi artefatti che implicano complessi assemblaggi di discorsi, reti sociali e tecnologie. La sperimentazione si pone in questa prospettiva generale e persegue l’obiettivo particolare di incrementare la conoscenza curricolare e l’apprendimento organizzativo per il raccordo dei segmenti di istruzione di primo e secondo livello. L’approccio epistemologico cui afferisce l’idea progettuale comprende diverse matrici teoriche che configurano le organizzazioni come “sistemi sociali di apprendimento”. In questa ottica si realizzano attività laboratoriali che nella prospettiva metodologica della Ricerca-Azione implementano un dispositivo di Progettazione Partecipata delle Unità di Apprendimento (Uda) afferenti all’asse logico matematico e all’asse dei linguaggi. Le strategie adoperate sono finalizzate alla “messa in opera” di uno spazio di dialogo che incrocia i saperi e le esperienze professionali dei diversi attori coinvolti, al fine di individuare e sperimentare nuove azioni efficaci che promuovano un miglioramento nel processo di apprendimento e pratiche di lavoro congiunto.

  • Paolo Landri, Anna Milione, Sandra Vatrella, Tiziana Tesauro.

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Bike & Society

Bike & Society

Background

L’introduzione degli incentivi ha determinato un notevole incremento per l’acquisto delle bici. L’emergenza del Coronavirus, i dispositivi di immunizzazione e di social distancing hanno rilanciato la bici come mezzo di trasporto nello spazio urbano ed extraurbano. Hanno, inoltre, posto le premesse per la possibilità di concepire la bici come un vettore di trasformazione e di innovazione sociale, con effetti più ampi sul versante del cicloturismo e della pratica sportiva.

I benefici della bici sono noti e ben documentati sul piano scientifico per la salute e la mobilità. D’altro canto, lo stato di emergenza ha creato una finestra di opportunità per un uso diffuso. Non più confinato in circoli amatoriali, ma aperto ad un suo più ampio innesto nelle configurazioni della mobilità urbana ed extraurbana. I dati d’acquisto di nuove bici sono molto incoraggianti. Le vendite hanno fatto registrare degli aumenti più che significativi. Circa 550 mila biciclette, secondo i dati forniti di recente dalla Confindustria ANCMA, sono state comprate dal momento in cui i negozi sono stati riaperti, determinando in alcuni caso un aumento della domanda e, a cascata un ulteriore impulso alla offerta che si è trovata, talora spiazzata di fronte ad un incremento inatteso. La politica dell’incentivo ha, dunque, intercettato efficacemente i nuovi bisogni di mobilità post-Covid19 e, sollecitato, in parte la loro ridefinizione, innestandosi sulla transizione verde che riflette l’emergente Zeitgest verso modalità di mobilità sostenibili.

L’aumento del ‘parco bici’ disponibile non si traduce, tuttavia, in modo automatico in più bici circolanti. La disponibilità di una tecnologia, infatti, non implica necessariamente il suo uso. La storia delle innovazioni indica che le tecnologie non sono oggetti indipendenti dai contesti, ma che si innestino in configurazioni sociali che le accompagnano, le supportano e ne garantiscono la utilizzabilità. Per avere più bici circolanti si tratta di costruire, quindi, una ecologia della bici, che accompagni, intersechi, complementi e in alcuni casi sostituisca, la cosmo-tecnica dell’auto, ovvero quella complessa configurazione sociale, tecnica e culturale che struttura la mobilità contemporanea all’interno dei nostri spazi urbani ed extra-urbani.

La costruzione di ecologie ciclabili richiede, in particolare, una prospettiva di innovazione sociale: lo sviluppo di un approccio interdisciplinare, nel quale saperi tecnici, economici e sociali siano in grado di accompagnare il ridisegno di paesaggi e le città. Tale prospettiva che anima le esperienze positive di città bike friendly come Amsterdam e Copenaghen non trova corrispettivi analoghi nel nostro paese. Se, infatti, il mondo dell’auto è stato oggetto di ricerche approfondite nel periodo del boom economico da diversi punti di vista disciplinari, le ricerche sulla bici in economia, sociologia, scienze motorie, architettura, ingegneria, diritto, storia, etc sono frammentate, se non in alcuni casi non sufficientemente sviluppate. I processi di formazione delle figure professionali del settore non possono contare su un impianto conoscitivo consolidato, che potrebbe sostenere le riconfigurazioni degli spazi in modalità green. Vi è la necessità, dunque, di generare conoscenza interdisciplinare, sostenere lo sviluppo di identità professionali, attivare processi di formazione che possano sostenere le forme di mobilità sostenibili.

Progetti: 

MOOC su Bike and Society

Prodotti della ricerca: 

Presentazione progetto Bike and Society

Seminari Bike & Society e registrazione delle sessioni

DataRelatoreDiscussant Titolo contributo e link alla registrazione
22 marzoMaria Cristina CaimottoPaolo Landri – Gli utenti della strada, identità fluide e in conflitto
26 aprileRaffaele Di MarcelloAnna Maria Zaccaria – Turismi in bicicletta: casi italiani e prospettive
17 maggioLuca Simeone
Simona Larghetti
Alex Giordano – Ciclismo urbano, terzo settore e innovazione sociale
31 MaggioEleonora BelloniFrancesco Pirone – La mobilità ciclistica in Italia. Una prospettiva storica
28 GiugnoFrancesco PironeLuca Bifulco – Il ciclismo come pratica sportiva e fisico-motoria in Italia
Rinviato ad altra dataPaolo Landri/Graziella RossiniEmiliano Grimaldi – ‘Bike to school’ ovvero la paziente costruzione di ecologie ciclabili
27 SettembrePaolo MaguaddaAssunta Viteritti – Come nasce l’innovazione nell’industria della bicicletta? Il caso della “gravel bike”
25 OttobreMario Tirino/Lorenzo Di PaolaGino Frezza – La mediatizzazione dell’esperienza ciclistica. Il caso di applicazioni in Realtà Virtuale (VR)
29 NovembreDario Minervini/Patrick ZapataPaolo Landri – Practicing sustainability. The Bike Kitchen experience’
17 Gennaio 2022Mario Tirino / Simona CastellanoPaolo Landri – Pedalando senza fretta. Netnografia di una community ciclistica su  Strava
14 Febbraio 2022Marco Navarra  – Politiche europee e biking: strategie per una mobilità sostenibile.

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Progetto DigitalMente

Progetto DigitalMente

Digitalizzazione e sicurezza del lavoro nell’area salernitana

Un progetto nato dalla collaborazione tra l’Irpps e l’Inail

La poderosa innovazione tecnologica della Rivoluzione Digitale, ovvero la Quarta Rivoluzione Industriale, si sta compiendo attraverso l’utilizzo delle tecnologie che spaziano in un’ampia gamma di sistemi digitali che stanno già cambiando, in tutto il mondo, gli apparati industriali e l’organizzazione del lavoro.

L’avvento della pandemia ha contribuito a rendere più evidente questo mutamento rispetto al quale il nostro Paese è in ritardo in confronto ai principali competitor europei e internazionali. Basti considerare che prima della crisi sanitaria e poi economica legata al Covid-19 solo 1 azienda su 5 aveva adottato una strategia per digitalizzare i processi o creare supporti alla forza lavoro da remoto.

L’esplosione del lavoro agile o smart working durante la pandemia (da 500 mila a 8 milioni di lavoratori coinvolti) ripropone il tema di come il nostro Paese e il suo sistema produttivo intendano confrontarsi in futuro con questa nuova modalità organizzativa del lavoro anche per andare incontro alla sostenibilità ambientale del nostro operare.

Pertanto, l’obiettivo principale del progetto per il quale si chiede alle aziende dell’Area Salernitana di compilare il questionario, a cui è possibile accedere tramite il link inviato via pec, è di elaborare e diffondere delle Buone Prassi per sostenere il passaggio al lavoro agile dalla fase emergenziale a una “strutturale”, nonché per garantire un’efficace opera di prevenzione e di sicurezza del lavoro.

In questo difficile percorso di cambiamento, scopo della diffusione delle Buone Prassi sarà quello di alimentare la fiducia e sostenere la produttività delle aziende e dei lavoratori. In secondo luogo, dal punto di vista della prevenzione, l’indagine cercherà di individuare eventuali spazi per offrire servizi di life coaching, programmi di supporto psicologico e di benessere per aiutare i dipendenti che potrebbero vivere alti livelli di stress, generati da cause differenti (overworking, disaffezione agli obiettivi aziendali ecc.).

I risultati avranno come diretta conseguenza una più approfondita conoscenza delle condizioni lavorative e un loro conseguente miglioramento a beneficio dell’azienda e degli stessi lavoratori.

Si attuerà la massima diffusione delle Buone Prassi così elaborate attraverso la divulgazione di un opuscolo che sarà disseminato a mezzo di seminari a tutte le aziende campane, oltre che salernitane coinvolte nel presente progetto.

Nota: per chi volesse partecipare all’indagine può farlo inviando richiesta a:

digitalmente.cnr@irpps.cnr.it

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