Design (2)

Società a misura di bici

La bici sta conoscendo una nuova stagione. I dati di vendita, l’espansione del cicloturismo, la diffusione dell’uso cittadino della bici e di veicoli alternativi e in qualche modo riconducibili a forme nuove di mobilità in ambienti poco bike-friendly, la nuova sensibilità culturale verso la transizione ecologica sono tra gli indicatori della sua riscoperta. Nella memoria di molti la bici è associata ad esperienze piacevoli di esplorazione e di libertà. La bici viene considerata una tecnologia conviviale (Illich, 1973; Pivato, 2021), capace di creare modalità di relazione bilanciate con l’ambiente. Molte sono le città e le regioni che hanno investito nella bici e che hanno favorito la moderazione della velocità negli spazi urbani. Nella giornata mondiale della bicicletta, tuttavia, è importante ricordare che la pratica ciclistica non è così diffusa come ci si potrebbe aspettare.

Il ritardo nella ciclomobilità

Per capire le ragioni del ‘ritardo’ nella diffusione della ciclomobilità, che risultano particolarmente significative nel nostro paese, a parte lodevoli eccezioni e a fronte di un notevole incremento del parco bici in circolazione, dal periodo del lockdown in poi, si è sviluppata, attraverso la collaborazione tra ricercatori dell’IRPPS CNR, l’Università di Napoli ‘Federico II’, l’Università di Torino, l’Università di Padova, l’Università di Siena, l’Università di Salerno, Centro di Ricerche FIAB una rete di ricerca nazionale. La rete emergente ha dato luogo ad una serie fortunata di seminari online che è possibile ancora oggi rivedere; ha prodotto, inoltre, una ‘special issue’ sulla rivista Eracle  (Landri & Tirino, 2022) e sta lavorando, infine, ad un libro su bici e società.  La rete, come si è avuto modo di comprendere, è un unicum e tende a ricalcare ‘in piccolo’ la rete internazionale Cycling & Society che da diversi anni costituisce il punto di riferimento della produzione scientifica in questo settore (Cox, 2020; Cox & Bunte, 2018; Equality & Cox, 2020).

Il tema della ciclomobilità è in espansione per numero di pubblicazioni. Si può, quindi, già osservare che il ‘ritardo’ nella diffusione della bici corre in parallelo al ‘ritardo’ dello sviluppo di comunità accademiche che guardino alla bicicletta. La letteratura scientifica sull’auto, al confronto, è ampiamente diffusa.  La riscoperta della bici, anche sul piano accademico, in sostanza, ci pone dinanzi ad un dato per scontato: le società contemporanee sono auto-centriche (Urry, 2004) e presentano gradi variabili di sensibilità verso la pratica ciclistica (Belloni, 2019).

I paesi possono, infatti, differenziarsi in relazione alle culture ciclistiche nazionali. L’Italia ha una cultura ciclistica sportiva, ma non una cultura ciclistica diffusa (se non in alcune regioni), come in altri paesi, Olanda, Belgio. Le culture ciclistiche, tuttavia, non sono immutabili, possono rigenerarsi, evolvere nel tempo, emergere laddove non sono presenti. Analizzare la dimensione culturale, come è emerso nel corso della special issue curata da due ricercatori dalla rete di ricerca su bici e società (Landri & Tirino, 2022), è una pista di ricerca promettente per comprendere cosa favorisca la ciclomobilità.

I media favoriscono la ciclomobilità

Tra i fattori che la favoriscono, i media occupano un ruolo di rilievo. La narrazione epica del ciclismo emerge nel nostro paese proprio in rapporto ai processi di costruzione dello stato nazionale. Quella narrazione oggi cede al passo al racconto dinamico dei ciclisti sui social media. Le piattaforme social, da un lato, catturano il ciclismo nelle logiche estrattiviste del capitalismo digitale; dall’altro, creano nuove pratiche sportive come il ciclismo virtuale (che costituisce ormai uno dei diversi e-Sport), ma favoriscono anche l’emergere di nuove soggettività (le donne, le comunità LGBT+), allargando la pratica ciclistica. Diversamente dai media tradizionali che puntavano alla creazione delle gesta epiche dei campioni, i social media, favorendo la circolazione delle conoscenze tra i praticanti, permettono un incremento di connessioni, di socialità, di comunicazione e abbassano le barriere di accesso alla pratica. Democratizzando la conoscenza, insomma, agiscono da incentivi positivi per la diffusione del ciclismo.

I media sono necessari, ma non sono sufficienti. Costruire società a misura di bici è in realtà anche una sfida scientifica che richiede un flusso costante di ricerche empiriche e riflessioni teoriche. Si tratta, infatti, di generare conoscenze per favorire condizioni minime per la ciclabilità in ambienti che sono prevalentemente pensati in modo autocentrico. Non è solo un fatto tecnico, richiede, piuttosto, come va emergendo dai lavori della rete, lo sviluppo di una sociologia della bici, intesa come la ricerca di una concatenazione virtuosa tra saperi, tecniche e società.

A cura di Paolo Landri (in occasione della Giornata Mondiale della Bicicletta del 3 giugno 2023)

Riferimenti bibliografici

Belloni, E. (2019). Quando si andava in velocipede. Storia della mobilità ciclistica in Italia (1870-1955). Franco Angeli.

Cox, P. (2020). Cycling : A Sociology of Vélomobility. Routledge.

Cox, P., & Bunte, H. (2018). Social practices and the importance of context. Framing the Third Cycling Century, 122–131. https://www.umweltbundesamt.de/sites/default/files/medien/1410/publikationen/181128_uba_fb_third_cycling_century_bf_small.pdf

Equality, I., & Cox, P. (2020). The politics of cycling infrastructure. The Politics of Cycling Infrastructure, 5940. https://doi.org/10.2307/j.ctvvsqc63

Illich, I. (1973). Tools for conviviality. Harper and Row.

Landri, P., & Tirino, M. (2022). Media, Society and Cycling Cultures: Editorial. Eracle. Journal of Sport and Social Sciences, 5(1), 1–4. https://doi.org/10.6093/2611-6693/9612

Pivato, S. (2021). La felicità in bicicletta. Il Mulino.

Urry, J. (2004). The ‘System’ of Automobility. Theory, Culture & Society, 21(5), 25–39. https://doi.org/10.1177/0263276404046059

Read More

REGARD

Progetto REGARD– REmembering Genocide Against Roma Discrimination

Seguendo gli anniversari del calendario dei Rom, il progetto europeo REGARD propone un’azione educativa volta a preservare e trasmettere la memoria del genocidio (il Samudaripen) e della resistenza delle popolazioni Rom e Sinti in Europa. Seguendo l’approccio “con i Rom per i Rom”, il progetto si propone di comprendere il grado di conoscenza della storia Rom tra gli stessi Rom, in modo che possano abbracciare il loro passato come una storia europea, concetto affermato anche nella risoluzione A3-0124/94 del Parlamento Europeo dove si invitano gli stati membri a riconoscere “la lingua e gli altri aspetti della cultura Rom e Sinti come parte integrante del patrimonio culturale europeo”.
Verranno ricordati i dettagli di questo genocidio dimenticato e della resistenza dimenticata dei Rom, considerando le cause e le conseguenze di tale dimenticanza, nonché le implicazioni che le popolazioni Rom e Sinti vivono ancora oggi. Per questa ragione accanto alle date commemorative del Samudaripen, REGARD presta attenzione anche ad alcune date celebrative della storia e della cultura Rom.
Come modello d’azione integrato, il progetto prevede di attuare in Croazia, Romania e Italia una serie di attività:

  • indagini sulla conoscenza del genocidio e della cultura dei Rom e sull’antizinganismo (o, come sarebbe più giusto dire, romfobia);
  • la creazione di moduli di formazione per le scuole sul Samudaripen, la Resistenza e la storia dei Rom per studenti e insegnanti, spingendo perché il Samudaripen venga ricordato anche nei testi per le scuole;
  • la realizzazione di momenti partecipativi e di dibattito nella società civile, attraverso sessioni di Future Search Conference e di Electronic Town Meeting, per promuovere una cultura comune del ricordo e della comprensione reciproca tra Rom e non-Rom, uomini e donne, e sviluppare strategie di intervento condiviso per la lotta contro la romfobia;
  • lo svolgimento di eventi artistici e culturali (concerti, conferenze internazionali e mostre), con la presenza di eminenti personalità Rom e non-Rom per sostenere l’obiettivo dell’Unione Europea di integrare la narrazione storica dei Rom in quella nazionale ed europea aperti al pubblico

 

Risultati Attesi

  • Maggiore comprensione e condivisione di una memoria collettiva europea di cui il Samudaripen è parte integrante, così come il contributo alla Guerra di Liberazione dal nazifascismo, e avversa a ogni forma di regime totalitario (allora presente in tutti e tre i Paesi coinvolti in REGARD) e di discriminazione sociale.
  • Valorizzazione in senso storico e artistico del ‘Mondo Rom’, della sua storia di persecuzioni, di riscatto e di interazione e inclusione sociale nel rispetto delle diversità culturali.
  • Produzione di materiale educativo per scuole che illustri in modo semplice e divulgativo i contenuti delle attività del progetto per colmare il gap formativo e informativo sui Rom e Sinti da cui discendono orientamenti e atteggiamenti individuali e spesso istituzionali discriminatori nei loro riguardi.

Finanziamento, Programma e Durata

  • Programma: CERV - Citizenship, Equality, Rights and Values
  • Asse 3: Attuazione dei principi di non discriminazione e lotta alla partecipazione politica indirizzata, promozione della cittadinanza attiva
  • Tipo di attività: Azione per promuovere l’attivismo e la partecipazione dei Rom
  • Cofinanziamento: Commissione Europea, DG Justice & Consumers (Euro 379,057.00)
  • Durata: 16 mesi (1 Febbraio 2023 – 30 Giugno 2024)

Consorzio

In linea con il su citato nuovo approccio europeo “con i Rom per i Rom”, il Consorzio REGARD vede accanto al CNR-IRPPS, nel ruolo di coordinatore, tre rinomate Associazioni ROM europee:

  • Them Romanò (IT)
  • Ben Srrh Kali Sara Savez (HR)
  • Romirol Dolj

Read More

ACEINPOS

ACE – Active Citizenship in Europe Roma participation against discrimination. Building trust between Roma communities and civil society

Il progetto Europeo ACE mira a contribuire all’effettiva attuazione dei principi di non discriminazione e di lotta all’antiziganismo – o, come sarebbe più giusto dire, romfobia – affrontando la partecipazione politica, la promozione della cittadinanza attiva e la costruzione di rapporti di fiducia tra le comunità Rom e i comuni in aree selezionate in Italia, Slovenia e Spagna. Seguendo l’approccio “per i Rom con i Rom”, ACE punta al potenziamento del coinvolgimento delle comunità Rom nell’attivismo della società civile e nelle organizzazioni civiche, al momento limitato, in particolare a livello di base, a causa di un intervento politico dall’alto che ha ostacolato il processo di inclusione per quanto riguarda l’Italia e la Spagna. Inoltre, la mancanza di un adeguato capitale sociale ha alimentato un senso di sfiducia e distacco, rendendo difficile promuovere la cittadinanza attiva. In Slovenia, dove la partecipazione attiva dei Rom è imposta per legge, si lavorerà per un maggior ricambio generazionale e di genere nelle posizioni di potere politico.
Attraverso Survey e Focus Group si proverà a far uscire i Rom dallo stato di sfiducia, abbracciando il loro passato come una storia europea, concetto affermato anche nella risoluzione A3-0124/94 del Parlamento Europeo dove si invitano gli stati membri a riconoscere “la lingua e gli altri aspetti della cultura Rom e Sinti come parte integrante del patrimonio culturale europeo”.
Alle attività progettuali, che si svolgeranno a Laterza, Ginosa, Lanciano, San Vito Chietino (IT), Dubrovnik (SL), Prat del Llobregat e Sant Boi (SP), parteciperanno membri delle comunità Rom coinvolte nel progetto, soprattutto giovani, tra operatori, funzionari e dirigenti dei Comuni interessati e membri della società civile che possono influenzare il dibattito e l’opinione pubblica. Ciò tenendo conto che la Commissione europea ha riscritto i suoi framework verso un approccio in tre punti: “Equality, inclusion and partecipation” (uguaglianza, inclusione e partecipazione). Con le dovute differenze questo nuovo modello di lavoro sarà portato in tutti i Paesi del progetto: Italia, Slovenia e Spagna https://welfare.irpps.cnr.it/b/luc-sdn-ugt-6va

Risultati Attesi

  • Promuovere la fiducia e potenziare le comunità Rom locali fornendo rappresentanti di cui possono fidarsi. Lavoreremo per creare soluzioni sostenibili per promuovere l’inclusione, combattere i comportamenti discriminatori e aumentare la partecipazione alla vita sociale
  • Motivare le comunità Rom a sentirsi parte efficace del Comune e incoraggiarle a una maggiore partecipazione per portare le richieste della comunità e mediarle con quelle dell’amministrazione. Aumentare poi la conoscenza e la consapevolezza dei pregiudizi e degli stereotipi, in particolare tra i responsabili politici, i professionisti dei media e le istituzioni.
  • Alzare il livello di fiducia tra popolazione Rom locale e amministratori, incidendo sullo sviluppo della comunità a livello locale, coinvolgendo tutti gli attori nel difficile ma fruttuoso processo di inclusione politica di uomini e donne Rom come passo importante verso l’inclusione e la partecipazione olistica alla società in generale

Programma UE, Finanziamento & Durata

  • Programma: CERV - Citizenship, Equality, Rights and Values
  • Asse 3: Attuazione dei principi di non discriminazione e lotta alla partecipazione politica indirizzata, promozione della cittadinanza attiva
  • Tipo di attività: Azione per promuovere l’attivismo e la partecipazione dei Rom
  • Cofinanziamento: Commissione Europea, DG Justice & Consumers (Euro 379,057.00)
  • Durata: 24 mesi (1 Gennaio 2023 – 31 Dicembre 2024)

Consorzio

In linea con il su citato nuovo approccio europeo “con i Rom per i Rom”, il Consorzio ACE vede accanto al CNR-IRPPS, nel ruolo di coordinatore, e alla società di comunicazione e ricerca Ares 2.0, tre rinomate Associazioni ROM europee:

  • Ares s.r.l. (IT)
  • Them Romanò (IT)
  • Zveva Romov Slovenije (SI)
  • Asociation Multicultural Nakeramos (SP)

Associated partners

  • UCRI Unione delle Comunità Romanes in Italia (IT)
  • Comune di Laterza (IT)
  • Comune di Ginosa (IT)
  • Comune di Lanciano (IT)
  • Comune di San Vito Chietino (IT)
  • Comune di Dobrovnik (SI)
  • Comune di Sant Boi de Llobregat (SP)
  • Comune di Prat de Llobregat (SP)

Read More

Digital Governance of Education

Digital Governance of Education: Analisi dei processi di digitalizzazione delle politiche scolastiche e dello sviluppo di regimi di accountability

 

Il progetto  intende sviluppare un percorso di ricerca finalizzato all’analisi dei nuovi dispositivi tecnologici in uso nelle scuole della Campania. Gli obiettivi dell’indagine sono: a) comprendere se e in che misura le tecnologie dell’informazione e della comunicazione contribuiscono al successo formativo; b) quali siano i progetti e le strategie più efficaci sul piano regionale per la diffusione delle nuove tecnologie; c) se e in che modo la costruzione di nuovi ambienti di apprendimento può contrastare i fenomeni di diseguaglianza scolastica; d) quali sono le forme regionali di governance delle politiche di ‘messa in opera’ dei diversi dispositivi tecnologici, con particolare riferimento all’implementazione regionale dell’agenda digitale. Il percorso ha carattere sperimentale ed è incluso all’interno di un progetto dell’IRPPS-CNR finalizzato a produrre conoscenza sui fattori che generano innovazione nella scuola e nelle politiche sociali.

Analisi dei nuovi dispositivi tecnologici per l’implementazione del sistema di valutazione della scuola e per la realizzazione dei progetti di miglioramento in Campania

Anna Milione, Sandra Vatrella.

Read More

Efficacia sui principali fattori di rischio cardiovascolare di un intervento educazionale intensivo

Efficacia sui principali fattori di rischio cardiovascolare di un intervento educazionale intensivo mirato alla promozione del modello alimentare mediterraneo tra i dipendenti di FCA Italia S.p.A” (INTEDUFCA) 2016

 

La popolazione di studio sarà composta da 600 dipendenti  dell’Azienda FCA Italia S.p.A. sede di Pratola Serra (AV) selezionati  sulla base dei criteri previsti dal protocollo. La partecipazione  sarà su  base volontaria. I partecipanti saranno assegnati, in modo  random, al gruppo  di  educazione intensiva o di controllo per una durata di 6 settimane. Il gruppo di intervento sarà coinvolto in una campagna di educazione nutrizionale strutturata articolata in 6 incontri, aventi come argomento principale la promozione del modello alimentare Mediterraneo. Il gruppo di controllo riceverà lo  stesso  materiale educativo fornito  al  gruppo di intervento (brochure etc.), ma non parteciperà agli incontri previsti dalla campagna di  educazione nutrizionale. L’intervento intensivo di educazione nutrizionale è volto ad implementare cambiamenti nello stile di vita attraverso la promozione dell’attività fisica e l’adesione alla dieta salutare e  si baserà, su incontri di  gruppo settimanali della durata di 1 ora ciascuno, caratterizzati attività di counseling multidisciplinare condotto con il supporto di un dietista. Gli argomenti che verranno affrontati, saranno così distribuiti:

  1. Settimana: Importanza del consumo di cereali, in particolare di quelli integrali.
  2. Settimana: Benefici del consumo di frutta fresca e secca, verdura e legumi.
  3. Settimana: Effetti sulla salute del consumo di pesce, carne, uova, formaggi
  4. Settimana: Importanza dei condimenti della nostra alimentazione.
  5. Settimana: Come migliorare il livello di attività fisica.
  6. Settimana: Il modello alimentare Mediterraneo nel suo complesso.

Per ciascuno degli argomenti trattati ogni settimana, saranno fornite specifiche informazioni tramite l’utilizzo di pannelli, totem e brochure. Parallelamente, l’intervento di educazione nutrizionale prevederà il miglioramento della qualità nutrizionale dei piatti proposti dalla mensa aziendale. Dopo un’attenta valutazione da parte di un nutrizionista (dott.ssa Marisa Giorgini) delle ricette dei piatti abitualmente serviti in mensa, i cuochi addetti alla preparazione dei pasti saranno invitati ad un incontro con il nutrizionista per definire insieme come migliorare la salubrità di alcune ricette proposte.

  • Prof.ssa Olga Vaccaro (P.A Università degli Studi di Napoli “Federico II” – NA);
  • Dott.ssa Marisa Giorgini (Dottoranda di Ricerca in Terapie Avanzate Biomediche e Chirurgiche presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – NA);
  • Sig.ra Paola Cipriano Tecnico di laboratorio Università Federico II di Napoli.

Read More

ROMUNICARE – L’integrazione, oltre ai luoghi comuni

ROMUNICARE – L’integrazione, oltre ai luoghi comuni

Attraverso una duplice attività di intervento sul campo (di Frontal Learning e Mutual learning), il progetto intende mettere in campo un’azione volta a determinare un mutamento nelle relazioni intercorrenti tra i Rom e il contesto istituzionale dei servizi (pubblici e di terzo settore) a Roma Capitale improntato al rispetto dei diritti umani. La Commissione Europea spinge da anni per soluzioni integrative dei Rom non segregative e ghettizzanti (come i campi) in quanto violano il principio di non discriminazione sancito nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01).

Alle attività progettuali è prevista la partecipazione di 170 persone tra operatori, funzionari e dirigenti di Roma Capitale e dei 15 municipi, operatori ONG e di 50 Rom accampati in insediamenti informali.

I risultati attesi in termini di impatto su politiche e programmi sono:

  1. Il potenziamento degli obiettivi e delle competenze antidiscriminatorie di operatori e Rom, sia contro i pregiudizi dei “gagé” (dei non Rom), sia contro l’autoesclusione spesso imposta dalla cultura rom;
  2. L’applicazione in via progressiva di procedure standardizzate di accoglienza ai Rom e altre categorie svantaggiate in tutto il territorio di Roma Capitale;
  3. La creazione di strumenti pratici per i lavoratori del settore al fine di facilitare e migliorare il loro lavoro con la popolazione Rom (manuale, online repository, learning object, video, documenti in italiano, romanès e romeno, raccomandazioni per il miglioramento della comunicazione e della relazione fra Rom ed Istituzioni).

Lo scopo principale del progetto è quello di incoraggiare e sostenere una convergenza fra i Rom che usufruiscono dei servizi e gli operatori che lavorano presso il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale (DPSSS), nei Segretariati Sociali dei 15 Municipi di Roma Capitale e nelle Associazioni aderenti alla rete UNAR e CESV (Centro Servizi per il Volontariato del Lazio).

Gli obiettivi finali puntano a produrre un modello standardizzato per l’accoglienza ai Rom e ad altre categorie svantaggiate negli uffici pubblici, che sia rispettoso della legislazione in materia di antidiscriminazione, efficiente e trasparente, e per sostenere i Rom in un approccio informato e corretto ai servizi pubblici di cui hanno bisogno.

Cofinanziamento: Commissione Europea, DG Justice and Consumers (Euro 291.168,56)

Programma: Right, Equality and Citizenship (2014-2020)

Asse 3: Action to support national and transnational project on non-discrimination and Roma integration

Tipo di attività: Training and Cooperation of relevant professionals

Durata: 20 mesi (31 ottobre 2016 – 30 giugno 2018)

  • Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (capofila)
  • Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale
  • ARES 2.0 s.r.l
  • POPÌCA Onlus
  • Dante Sabatino (Researcher), Ivonne Citarella (Administrative staff), Alfredo Franco (Technical staff), Francesco Iannone (Technical staff), Eleonora Di Maggio (External unit collaborating for frontal and mutual learning activities).
 

Read More

Un inventario per la scuola che verrà

Un inventario per la scuola che verrà

Background: 

In questo periodo di social distancing si sta sviluppando un profluvio di interpretazioni sull’emergenza Covid19. La quarantena crea un vuoto di relazioni sociali che si cerca di riempire tecnologicamente mediante le digital technologies e simbolicamente mobilitando una molteplicità dei framework culturali. Vi sono, dunque, diverse letture su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà, quando l’emergenza finirà e si potrà ritornare alla normalità. Un eccesso che compensa una assenza e che può sedare, oppure moltiplicare le ansie. Si tratta di un meccanismo che si sviluppa in ogni dinamica della emergenza e soprattutto quando si tratta di assorbire ciò che appare come radicalmente altro rispetto a ciò che ci è familiare. L’irruzione del perturbante, come direbbe Freud, che sconvolge le nostre vite. O del cigno nero un evento del tutto imprevedibile che verrà poi catalogato e razionalizzato come prevedibile (Taleb, 2014).
Un punto di partenza è nel riconoscere lo stato d’eccezione dell’emergenza Covid 19. Si tratta di una singolarità, un evento in cui la storia improvvisamente accelera e che sembrerebbe portarci ‘fuori dal mondo’, dalle coordinate del pensiero e dei nostri spazi concreti (quasi un iper-oggetto nel senso di Tim Morton, 2018).
 
La pandemia si è tradotta in un impulso alla digitalizzazione della scuola e delle università, nell’ambito di una più generale brusca accelerazione della digitalizzazione del ‘sociale’ (come dimostrato dalla generalizzazione dello smart-working). Le tecnologie sembrano offrire una immediata soluzione al problema della chiusura; potendo offrire una forma di scuola, la didattica a distanza. Non tutti sono, però, leggono l’impulso alla digitalizzazione allo stesso modo e quindi, si può costruire una mappa delle posizioni. Si possono identificare le diverse letture e le relative teorie dell’azione. Lo scopo del lavoro è comprendere in che misura il Covid19 sia considerato da docenti e dirigenti scolastici una finestra di opportunità per immaginare il cambiamento della scuola.

Indagine on line con domande aperte con campione non probabilistico a valanga di insegnanti e dirigenti scolastici. L’indagine si svilupperà in due momenti: 1) fase pilota: associati all’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici) e Movimento ‘Piccole Scuole’ INDIRE 2) fase più estesa coinvolgendo associazioni professionali di docenti e dirigenti del territorio nazionale. Il campionamento non probabilistico tende ad identificare ‘testimoni privilegiati’ delle trasformazioni in corso.

Lo strumento prevede 11 domande aperte e 11 domande che riguardano informazioni di servizio di docenti e dirigenti, oltre a dati anagrafici (genere, età). Il design del questionario online è stato realizzato in modo da essere anonimo e da garantire le procedure previste per il trattamento dei dati (vedi il documento relativo al piano del trattamento dati)

L’indagine non è tipo confermativo, ma esplorativo. Si procede ad applicare l’analisi delle corrispondenze lessicali e l’analisi tematica con tecniche qualitative allo scopo di costruire una cartografia delle diverse letture e delle relative teorie dell’azione. La cartografia emergente non avrà una significatività statistica, ma andrà ad integrare un lavoro di mappatura dei documenti e delle discussioni sul tema che sono state raccolti sui più importanti siti di politiche educative nel periodo di lockdown. La cartografia emergente ha, però, valore nell’individuare i percorsi formativi dei docenti e dei dirigenti.

Il gruppo di ricerca è coordinato dal Dott. Paolo Landri e composto da Emiliano Grimaldi e Danilo Taglietti della Università di Napoli ‘Federico II’. La ricerca è un’attività del Laboratorio L@BED Laboratorio sulla Digitalizzazione e l’Educazione composto da IRPPS CNR e Dipartimento di Scienze Sociali della Università di Napoli “Federico II’

Read More

Welfare Post

Welfare Post

Welfare Post è uno spazio per la ricerca e le politiche sociali che ospita professionalità, saperi e punti di vista diversi, che guarda al territorio per orientarsi, riflettere sul mondo che muta e aprirsi al cambiamento.

Uno strumento che sollecita la riflessione e il confronto di studiosi e ricercatori che vogliano contribuire ad amplificare i discorsi sul welfare, che richiama l’attenzione di chi ha la responsabilità delle scelte politiche e di chi ne ha titolarità attuativa a livello dirigenziale e operativo, nel pubblico e nel privato.

Tale spazio prova a sollecitare l’attenzione sulle problematiche sociali oltre le emergenze, in una prospettiva costruttiva e generativa del bene comune. In questa ottica Welfare post intende essere di ausilio per conoscere, analizzare e trattare i temi che riguardano le politiche sociali nazionali, con una specifica attenzione a quel che accade nel Mezzogiorno e nel territorio locale.

Responsabili delle linee editoriali: Anna MilioneTiziana Tesauro.

Consulenza grafica: Alessandra Civica Webmaster: Luca Pianelli.

Read More

SUMMER SCHOOL IN EUROPEAN EDUCATION STUDIES

SUMMER SCHOOL IN EUROPEAN EDUCATION STUDIES

La Summer School in European Education Studies (SUSSES d’ora in poi) è una scuola estiva di studi sui processi di europeizzazione dell’educazione aperta a 20 ricercatori emergenti di tutta Europa che intendano consolidare le loro competenze nello studio delle politiche educative, delle pratiche e dei risultati di ricerca nell’ambito dell’Unione Europea, assumendo la dimensione europea come il punto di vista privilegiato. SUSEES nasce da una sinergia tra EERA network 28 ‘Sociologia dell’educazione’ e un gruppo consolidato di ricercatori dell’educazione che concentra la sua attività di insegnamento e di ricerca sui processi di europeizzazione e sulle sfide della società della conoscenza che investono l’educazione.

Gli spazi europei dell’educazione appaiono sempre più indipendenti da stati-nazione, regioni, scuole, classi e luoghi. Allo stesso tempo, complessi assemblaggi di persone, tecnologie e politiche aprono prospettive inattese di ricomposizioni a livello globale e locale. Queste trasformazioni rappresentano una sfida importante per la produzione di conoscenza sull’educazione europea che sollecita anche la realizzazione di nuove iniziative di formazione per lo sviluppo di nuove competenze per rinnovare le categorie di lettura e le metodologie nella ricerca educativa.
SUSSES, intende contribuire al ripensamento della sociologia dell’educazione, esplorando le potenzialità del ‘mobility-turn’ in sociologia dell’educazione analizzando la costruzione delle arene educative europee, e gli effetti di questa costruzione in corso a livello nazionale e locale. E’ un‘iniziativa che tende a rinnovare il pensiero sociologico sull’educazione in Europa, un laboratorio per lo sviluppo del pensiero sociologico sulle nuove frontiere dell’europeizzazione nella ricerca educativa, lo spazio senza frontiere emergente della ricerca educativa europea.

Read More

Trame – Il teatro sociale e la formazione degli operatori socio-sanitari

Trame – Il teatro sociale e la formazione degli operatori socio-sanitari

Un metodo ideato da Tiziana Tesauro #CNRIRPPS e Francesco Campanile per la #formazione professionale di medici, infermieri e assistenti sociali in grado di sviluppare autoconsapevolezza, riflessività e intelligenza emotiva.

Un libro che si rivolge al mondo della formazione socio-sanitaria proponendo un caso studio che consente di riflettere su quanto possa essere proficua la collaborazione tra saperi e pratiche professionali diversi. https://bit.ly/3aKYBI9

Un podcast con l’autrice intervistata da Tiziana Tarsia per i #posdacstsociologici, interviste ad autori e autrici di testi sociologici recenti basati su ricerche empiriche originali.
https://bit.ly/3a36VE0

Un video della #CnrWebTv racconta la pratica, le testimonianze e le reazioni deli partecipanti; https://l.cnr.it/igan0

#sociologia #formazione #professionisanitarie #teatro #società #ricercasociale #terzosettore

Nato dall’incontro di una sociologa e di un attore e regista teatrale Trame è un laboratorio/esperienziale pensato per la formazione professionale di quanti per mestiere si occupano della cura degli altri come medici, infermieri, assistenti sociali, nell’idea che queste professionalità, più di altre, possano essere esposte al rischio del naufragio esistenzialesoprattutto se svolgono la loro professione in contesti complessi che calpestano i vissuti e le rappresentazioni personali. Chi svolge una professione di cura entra necessariamente in contatto non solo con l’altro, ma più profondamente con se stesso e con il proprio progetto esistenziale ma, se nella pratica professionale manca la possibilità di lavorare sulle proprie possibilità esistenziali, è probabile che mancheranno prima o poi le risorse cognitive, emotive ed affettive per lavorare sulle possibilità esistenziali dell’altro.

In considerazione di ciò è nato Trame un percorso formativo che consente a chi cura di prendersi cura di se utilizzando il linguaggio teatrale. Attraverso un vasto repertorio di esercizi e tecniche normalmente utilizzate per la formazione degli attori, Trame offre un’esperienza di formazione centrata sull’allenamento del corpo e della sua dimensione emozionale ed affettiva. Intercettando pertanto una lacuna tutt’ora esistente nei tradizionali percorsi formativi, il metodo mira ad allenare il sapere del corpo per sviluppare autoconsapevolezza e riflessività sul proprio agire professionale.

Sul sito della manifestazione ArtLab Bergamo 2020 è stato pubblicato il resoconto della sessione di lavoro denominata

Lezione appresa 2. Curare i Curanti. Curare la Società” Sulla pagina è disponibile un videoclip sugli interventi

Riferimenti bibliografici principali:
Tesauro T. (2022) a. Theatre and professional training: The Trame method,  in The British Journal of Social Work, The British journal of social work, Vol.52 (8), p.5009-5026


Tesauro T. (2022) b. On Stage without a Script. A Theatrical Workshop for Professional Training, in Theater(s) and Public Sphere in a Global and Digital Society, Volume 2, p. 129-141


Tesauro T. (2022) c. Il laboratorio teatrale per sviluppare la riflessività negli operatori socio-sanitari, in Milione A., Tesauro T. (a cura di) L’apprendimento permanente degli adulti. Esperienze e pratiche. Pavia: Edizioni Altravista.

 

Read More

Partita IVA: 02118311006
Codice Fiscale: 80054330586
Posta Elettronica Certificata 
protocollo.irpps@pec.cnr.it

Sede di Roma

ROMA
Via Palestro, 32; 00185
(+39) 06 492724 217 – 283
segr.irpps@irpps.cnr.it

Sede di Salerno

FISCIANО
Corso San Vincenzo Ferreri, 12
(+39) 089 891 850 – 851
welfare@irpps.cnr.it

Privacy

Privacy policy

Amministrazione Trasparente

Accesso Civico