Geografie dell’inclusione. Persone, territori e governance 

Geografie dell'inclusione. Persone, territori e governance


Parole chiave:
Sardegna, Welfare locale, Inclusione sociale e storie di vita, Contrasto alle fragilità sociali

Obiettivo generale

Promuovere nuove geografie dell’inclusione, nelle quali persone, luoghi e comunità siano connessi attraverso pratiche di partecipazione, solidarietà e governance condivisa, capaci di generare sviluppo sociale, coesione e cittadinanza attiva.

Descrizione progetto

“Geografie dell’Inclusione” è un progetto finalizzato a rafforzare la coesione sociale e lo sviluppo territoriale attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali, delle istituzioni, del terzo settore e dei cittadini più vulnerabili. L’iniziativa intende costruire reti territoriali inclusive capaci di valorizzare le differenze, ridurre le disuguaglianze e promuovere forme innovative di governance partecipata

Obiettivi specifici

Promuovere l’inclusione sociale, economica e culturale delle persone a rischio di marginalità attraverso processi collaborativi che mettano in relazione comunità, servizi, enti pubblici e attori del territorio.

Azioni

  • Mappare bisogni, risorse e opportunità presenti nei territori.
  • Favorire la partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali locali.
  • Rafforzare le competenze delle persone vulnerabili per l’accesso ai servizi, al lavoro e alla vita comunitaria.
  • Sviluppare modelli di governance inclusiva tra enti pubblici, imprese sociali, associazioni e cittadini.
  • Creare reti territoriali permanenti capaci di generare impatto sociale sostenibile.

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 Abitare il futuro 

Abitare il futuro - Docufilm

Parole chiave: Sardegna, Welfare locale, Inclusione sociale e storie di vita, Contrasto alle fragilità sociali

Docufilm intitolato “Abitare il futuro. Il percorso del REIS tra diritti, comunità e opportunità”. Responsabile del progetto è Antonella Ciocia, supportata da un gruppo di lavoro composto dalla Direzione delle politiche sociali della Sardegna e dal CNR-IRPPS.

Il docufilm racconta in forma documentaristica il REIS attraverso storie reali, immagini, suoni e testimonianze autentiche per riflettere sulle alleanze tra istituzioni pubbliche, istituzioni pubbliche e privato sociale, conoscenze e sull’empowerment territoriale. Il docufilm è uno strumento di restituzione a tutti coloro che, a diverso titolo, hanno partecipato al progetto. L’idea è quella di sviluppare il REIS come strumento di relazione. Le storie dei protagonisti fungono da elemento narrativo unificante, collegando fatti, luoghi o testimonianze reali per dare senso e continuità alla relazione.

Obiettivi e Contenuto
    • Storie reali: Narra l’impatto della misura sociale REIS (Reddito di Inclusione Sociale) in Sardegna attraverso interviste e testimonianze autentiche.
    • Ricerca scientifica: Il documentario nasce da una solida ricerca valutativa che ha raccolto 42 interviste a testimoni del privato sociale e 15 storie di vita.
    • Obiettivo sociale: Vuole riflettere sulle alleanze tra istituzioni pubbliche e privato sociale, proponendo il welfare come un ecosistema che genera benessere e inclusione.

Il Percorso sul Territorio
Il campo di osservazione è l’intera Sardegna, toccando dieci tappe specifiche per raccogliere le diverse esperienze locali:
    • Ales-Terralba, Alghero-Bosa, Cagliari, Iglesias, Lanusei, Nuoro, Oristano, Ozieri, Sassari e Tempio-Ampurias.

Fasi di Sviluppo del Progetto
La realizzazione del docufilm segue un programma strutturato:
  1. Redazione e Scrittura: Laboratorio di co-scrittura basato sui dati della ricerca valutativa.
  2. Pianificazione: Definizione di luoghi, budget e coordinamento del gruppo di lavoro.
  3. Girato: Fase di ripresa sul campo e cura delle musiche con una troupe professionale (regista, operatore, fonico, musicista).
  4. Post-Produzione: Montaggio, editing ed esportazione del video.
  5. Promozione: Organizzazione di anteprime, proiezioni, partecipazione a concorsi di settore e pubblicazione finale sul web.

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MARIPOSA – Monitoraggio, Analisi e valutazione degli inteRventI di Prevenzione e cOntrasto alla violenza contro le donne in Sardegna

MARIPOSA - Monitoraggio, Analisi e valutazione degli inteRventI di Prevenzione e cOntrasto alla violenza contro le donne in Sardegna

Il progetto MARIPOSA – Monitoraggio, Analisi e valutazione degli inteRventI di Prevenzione e cOntrasto alla violenza contro le donne in Sardegna è realizzato nell’ambito della Convenzione operativa tra la Regione Autonoma della Sardegna (RAS) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (CNR-IRPPS). 

Il progetto è finalizzato ad integrare il quadro informativo relativo ai dispositivi di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne attivati sul territorio regionale attraverso le seguenti azioni di ricerca: 

  • Descrivere, mediante attività di ricerca primaria e secondaria, la diffusione del fenomeno della violenza maschile contro le donne in Sardegna e le caratteristiche dei servizi deputati alla sua prevenzione e al suo contrasto, con particolare riferimento ai Centri Antiviolenza e ai Centri per Uomini Autori di Violenza; 
  • Comprendere, attraverso analisi qualitative, il funzionamento del sistema regionale antiviolenza, con attenzione alle pratiche operative e alle relazioni di rete costruite a livello territoriale tra i diversi attori coinvolti; 
  • Valutare, mediante attività di ricerca valutativa, le politiche regionali di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne. 

Contatti: mariposa@irpps.cnr.it  

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Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere

Welfare e Ergonomia Fascicolo 2/2025
a cura di Pietro Demurtas ed Emiliana Mangone

È stato pubblicato il fascicolo 2/2025 della rivista Welfare e Ergonomia, “Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere”, a cura di Pietro Demurtas ed Emiliana Mangone.

Il numero analizza l’evoluzione del sistema antiviolenza italiano, nato a partire dagli anni Settanta dietro l’iniziativa movimenti femministi e sviluppatosi con forti differenze territoriali fino a un maggiore coordinamento nazionale dopo la Convenzione di Istanbul (2013). È segnato oggi dalla complessità della governance multilivello e dalla necessità di coordinare attori e approcci spesso diversi.

La violenza di genere emerge come un banco di prova per il welfare: fenomeno diffuso e persistente, mette in luce l’impatto delle disuguaglianze sociali ed economiche sulle possibilità di uscita dalla violenza.

Come citare

Pietro Demurtas e Emiliana Mangone (a cura di), Ripensare il Welfare per prevenire e contrastare la violenza di genere: sfide e opportunità per un sistema integrato, Welfare e Ergonomia, 2025, 2, ISSN 2421-3691, ISSNe 2531-9817.

LONG ABSTRACT 

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ERRANT – Inequalities Reproduction in and through Housing

ERRANT - Inequalities Reproduction in and through Housing

ERRANT è un progetto finanziato da Fondazione Cariplo nella linea di mandato “Ridurre le disuguaglianze intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità”.

L’obiettivo del progetto ERRANT è quello di indagare il nesso tra cattive condizioni abitative e un ampio insieme di disuguaglianze. 

OBIETTIVI

  • Identificare i percorsi che portano a un “cattivo” abitare e ricostruire le disuguaglianze che li hanno generati attraverso l’analisi dei percorsi biografici degli individui e delle dimensioni strutturali.
  • Identificare come delle “cattive” condizioni abitative possano rafforzare le disuguaglianze o generarne di nuove che possono favorire l’esclusione e l’emarginazione, affrontando il modo in cui queste sono collegate al lavoro, ai legami delle persone, al sostegno della comunità e alla salute.
  • Favorire lo sviluppo di un processo di auto-riflessività negli attori coinvolti (nei servizi sociali, nel settore politiche abitative, nelle organizzazioni del terzo settore), per trovare soluzioni più appropriate, che tengano conto dei percorsi individuali dei beneficiari.

ATTIVITÀ 

Le attività di ricerca sul campo interessano le città di Bergamo, Brescia e Milano, e prevedono: la realizzazione di focus group territoriali, venti interviste a testimoni privilegiati, quarantacinque interviste in profondità a persone in cattive condizioni abitative, una survey nazionale rivolta a enti del terzo settore.

Si prevede inoltre una articolata strategia di condivisione di informazioni, dati e pratiche, attraverso eventi di formazione, l’identificazione di possibili partnership e la discussione fra soggetti diversi per vocazione, storia, statuto.

Il progetto ha poi un forte impegno verso la comunicazione e la disseminazione dei risultati, favorendo il dialogo sociale intorno ai temi dell’esclusione abitativa e della disuguaglianza.

 

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Consapevolezza, (s)fiducia, Vulnerabilità – Presentazione della ricerca sulla percezione che le donne straniere hanno della violenza di genere e del sistema antiviolenza

  • Giovedì 27 novembre 2025, h. 17.30
  • Sala Misiti – CNR-IRPPS, via Palestro 32, Roma
  • Programma in pdf

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REIS – V

REIS - V

Monitoraggio e la valutazione del Reddito di Inclusione Sociale (REIS; REIS-V) è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Direzione Generale delle Politiche Sociali -Servizio politiche per la famiglia e l’inclusione sociale.

Il REIS è una misura che mira a contrastare la povertà e l’esclusione sociale attraverso azioni integrate, inclusa una componente economica e un progetto personalizzato per favorire l’autonomia. 

Il Cnr-Irpps ha il compito di:

A. Valutare le politiche poste in essere dai Comuni e dagli Ambiti PLUS nel periodo che va dal 2016 al 2023 con riferimento:

  • al quadro socio-economico del territorio, ai fini di un confronto con dati regionali e nazionali;
  • alla natura dei progetti realizzati a contrasto della povertà e della riduzione delle disuguaglianze sociali;
  • alla valutazione di impatto dei progetti su un campione ragionato di destinatari per tipologia di prestazione e status socio-economico familiare;
  • alla costruzione di un quadro interpretativo delle storie di vita ai fini dello studio di indicatori da inserire nell’analisi valutativa di processo e di impatto.

B. Valutazione di processo dei progetti presentati nel 2024 in seguito al bando regionale volto ad ampliare la platea dei destinatari dell’assegno di inclusione, tenendo conto:

  • della corrispondenza del progetto con le Linee guida regionali;
  • della platea di destinatari presa in considerazione;
  • delle metodologie seguite nella redazione di progetti individualizzati volti a sostenere la famiglia nei percorsi di uscita dalle diverse forme di povertà;
  • monitoraggio in itinere dei singoli progetti.

C. Contributo alla definizione del Sistema informativo REIS per consentire analisi valutative, sincroniche e diacroniche, contenente i dati:

  • delle prestazioni sociali;
  • delle valutazioni e progettazioni personalizzate;
  • dei servizi attivati;
  • delle professioni e degli operatori sociali pubblici e del privato sociale.

D. Progettazione condivisa di strumenti volti a rilevare indicatori di struttura da applicare in modo universalistico nel territorio regionale. La rilevazione delle “caratteristiche del contenitore” in cui viene erogata l’assistenza e la conformità ai requisiti di accreditamento è condicio sine qua non per garantire la qualità della valutazione. Tale progettazione è propedeutica all’implementazione degli indicatori di esito che fanno riferimento al contesto, agli aspetti socio-culturali e a quelli economici.

Nel ciclo di vita del progetto si applica la metodologia della ricerca-azione in grado di attivare un processo partecipativo di analisi basato sul confronto e sull’apprendimento continuo.

Questo approccio metodologico è in grado di potenziare significativamente la programmazione/progettazione, le strategie, l’implementazione, la valutazione e la misurazione dell’impatto per avere una visione più completa e articolata delle politiche di inclusione sociale.

Il modello circolare, teorico-empirico-ricerca-innovazione-pratica, e l’approccio multidisciplinare e dialogante alle questioni sociali e alla società mira ad acquisire una visione sistemica aperta e include, tra l’altro, il coinvolgimento dei portatori di interesse a tutti i livelli di processo. Ciò è basilare per mettere alla prova la robustezza della teoria e degli indicatori. Dovendo, infatti, descrivere dinamiche e logiche complesse, è necessario raccogliere punti di vista esperti e differenti, che consentano di toccare il maggior numero possibile di aspetti e temi. La necessità di adottare questo approccio metodologico nasce dalla considerazione che output e outcome, non dipendono solo né principalmente dall’attività di una singola organizzazione, ma anche dal ruolo di altri soggetti coinvolti e da specifiche condizioni di contesto.

L’approccio partecipato alla costruzione degli indicatori e la produzione di strumenti condivisi consentono di aggregare competenze diverse in un unico set di dati.

La ricerca-azione consente, poi, di produrre cambiamenti e acquisire conoscenze generalizzabili sulle politiche sociali e di attivare processi di riflessività attraverso un percorso interattivo di diagnosi-intervento- apprendimento. In questo approccio metodologico il ricercatore ha il ruolo di «esperto» e partecipa attivamente ai gruppi di lavoro alla pari degli altri stakeholder.

Nella ricerca-azione si crea una rete dove organizzazioni e soggetti sono, quindi, emittenti e destinatari di conoscenze. Nella rete tutti mantengono un alto grado di autonomia pur essendo efficacemente interconnessi e lavorando congiuntamente alla medesima politica, come un unico organismo.

La ricerca-azione utilizza tecniche di ricerca quantitativa e qualitativa in relazione alle fasi e agli obiettivi. Gli indicatori cosiddetti S.M.A.R.T. (Specific, Misurable, Achievable, Relevant, Time-bound), vanno riportati a un quadro di riferimento che permetta il confronto con un valore di base iniziale (baseline), ponga una serie di riferimenti finali (target value) e consenta di descrivere la situazione al momento di osservazione (current value) per valutarne il livello di raggiungimento nelle fasi intermedie. Questo quadro di riferimento, che muterà con l’evolversi del progetto e verificherà i cambiamenti, necessita di un contributo il più multi-disciplinare e multi-attoriale possibile.

Gli indicatori quantitativi, poi, particolarmente utili ai fini della futura valutazione di impatto sono integrati da descrittori narrativi necessari per misurare gli output e gli outcome delle azioni implementate. Nelle valutazioni d’impatto il mix equilibrato di indicatori qualitativi e quantitativi deve essere esplicitato per ciascun livello della catena dei risultati – output-outcome-impatto – e richiedono fonti e strumenti di verifica condivisi e uniformi.

Durata

18 mesi – data inizio gennaio 2025

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SOS storie di Ordinario Sfruttamento

SOS - Storie di ordinario sfruttamento Podcast

Obiettivo e metodologia

SOS storie di Ordinario Sfruttamento è un podcast che parla di uomini e donne, di ragazze e ragazzi, di italiani e stranieri. Parla di cittadini che hanno sperimentato sulla loro pelle, trasmettendocelo, lo sfruttamento a-spaziale e a-professionale. Il podcast racconta storie che, molto più spesso di quanto crediamo, sono vicine a noi, anche se facciamo fatica a individuarle perché fanno parte del nostro quotidiano e non si presentano sotto forma di tradizionale sfruttamento.

Con questo lavoro cerchiamo di portare in superfice ciò che la nostra amnesia selettiva fatica a vedere, quanto sfruttamento e lavoro povero siano diffusi

Il progetto rientra nella Terza missione del CNR, intesa come missione primaria da chi è stato coinvolto nel progetto, perché la ricerca è comunicazione, è cultura e sensibilizzazione.

Le autrici sono entrate in punta di piedi nelle storie, allacciando l’una all’altra per costruire una trama collettiva e facendo di ogni nodo sia un gradino di conoscenza, di consapevolezza.

Gli strumenti sono quelli della sociologia, messi in campo da Antonella Ciocia, insieme a Ludovica Marineo e Orsetta Gregoretti.

Diversi sono gli strumenti delle scienze sociali per raccontare la società (Bichi, 2000), il metodo narrativo è tra questi (Czarniawska, 1997, Kohler Riessman, 2001 e 2008).

Per raccontare una società complessa che cambia molto velocemente si è scelto di utilizzare i podcast che, nell’ambito della comunicazione scientifica, sono diventati una vera e propria risorsa, sia come fonte di informazione sia come sistema di condivisione dei contenuti (tra gli altri Bencivelli 2013 e Picardi & Regina 2008).

Le ventidue storie di vita raccontate raccolte in undici episodi hanno seguito la tendenza naturale a descrivere la propria vita rispetto al mondo del lavoro in forma narrativa. Ciascuna storia pur parlando di sé parla del sociale (Lieblich e altri, 1998). In accordo con Marradi (2007) riteniamo che l’approccio narrativo non facendo riferimento al processo di standardizzazione (Marradi, 2007), esula dallo statuto di verità per essere ricompresa in quello della verosimiglianza: la natura del racconto implica la necessità di accettarne l’indeterminatezza, riconoscendone il margine di soggettività e valorizzandolo in quanto rappresentazione della realtà del fenomeno che si sta studiando (Jedlowski, 2000).

La raccolta delle biografie, l’osservazione e gli articoli di giornali sono stati gli strumenti che hanno consentito di aprire una finestra sulla questione dello sfruttamento nelle sue diverse declinazioni.

Gruppo di lavoro

  • Testi e Regia – Antonella Ciocia, Orsetta Gregoretti e Ludovica Marinero
  • Prodotto – CNR-IRPPS
  • Musiche – Filippo Gregoretti
  • Fonico di sala – Valerio Corvari
  • Edizione sonora – Carpe Diem Multimedia di Antonio Giordano
  • Distribuzione – Fandango Podcast – Vins Gallico

 

Podcast ed episodi

PODCAST: SOS – Storie di Ordinario Sfruttamento
Episodi  
1 Storie della ragazza Nigeriana
Storia dello stagista del resort
2 Storia del ragazzo del peschereccio
Storia della precaria della banca
3 Storia dell’operaia invisibile
Storia di un carpentiere
4 Storia di un bracciante
Storia dell’insegnante precaria
5 Storia della dottoressa a gettone
Storia di un bagnino
6 Storia di un orafo
Storia di un ragazzo addetto alla pompa di benzina
7 Storia di un giovane rider
Storia di una parrucchiera
8 Storia del ragazzo nelle scatole cinesi
Storia della ragazza degli annunci fantasma
9 Storia di un assistente sanitario
Storia di una sarta
10 Storia dell’operaia dell’azienda agricola
Storia di un raccoglitore
11 Storia di una guardia giurata
Storie di piccole voci dal mondo

Bibliografia

  • Bichi, R. (2000) La società raccontata. Metodi biografici e vite complesse. Milano: Franco Angeli.
  • Bourdieu, P. (1993) La misére du monde. Paris: Éditions du Seuil.
  • Czarniawska, B. (1997) Narrating the organization. Dramas of istitutional identity. Chicago: The University of Chicago Press.
  • Jedlowski, P. (2000) Storie comuni. La narrazione nella vita quotidiana. Milano: Bruno Mondadori.
    Kohler Riessman, C. (2001) ‘Handbook of interview research’, in Holstein, J. A. e Gubrium, J. F. (a cura di) Handbook of interview research. Thousands Oaks: Sage Publications.
  • Kohler Riessman, C. (2008) Narrative methods for the human sciences. Thousands Oaks: Sage Publications.
    Lieblich, A., Tuval-Mashiach, R. e Zilber, T. (1998) Narrative Research. Reading, Analysis And Marradi, A. (2007) Metodologia delle scienze sociali. Bologna: Il Mulino editore.
    Bencivelli S., D. C. (2013). Comunicare la scienza. Roma: Carocci Editore
  • Picardi, I., & Regina, S. (2008). La scienza in podcast. Journal of Science Communication

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1

Quale genere di violenza? Intrecciando prospettive sulla violenza di genere

27 marzo 2025, h. 14.30

Complesso Maldura, Università di Padova

Segui da remoto (Teams)

Scarica il programma in pdf.

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Header news ed eventi

“Discriminazioni di genere”

La ricercatrice CNR-IRPPS, Angela Toffanin, ha contribuito alla voce Discriminazioni di genere per la XI Appendice dell’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, edita Treccani.

Toffanin svolge le proprie ricerche nel nostro Istituto collaborando principalmente con il gruppo di ricerche Popolazione, Genere e Società (Poges).

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