CITYCOP – Citizen Interaction Technologies Yield Community Policing

CITYCOP – Citizen Interaction Technologies Yield Community Policing

Il progetto CITYCOP è finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di HORIZON 2020 ed ha come obiettivo primario quello di rafforzare la collaborazione tra le polizie locali e i cittadini europei. Il progetto CITYCoP ha nello specifico l’obiettivo di mettere a punto una applicazione mobile fruibile dai cittadini per comunicare direttamente con le autorità di pubblica sicurezza, non solo per essere informati ma anche per informare, contribuendo quindi alla gestione della pubblica sicurezza e dell’ordine pubblico. Il progetto studierà anche i motivi che vedono un ritardo dell’Unione Europea nello sviluppare app che mettano in contatto i cittadini con le forze di polizia locali per segnalare problemi o crimini. Tale uso delle app vede infatti in vantaggio i paesi anglosassoni (USA, Canada Australia e in Europa il Regno Unito). Oltre a tale studio il progetto svilupperà anche un portale e una app in grado di essere riusati in vari paesi europei tenendo conto delle norme sulla privacy e sulla protezione dei dati personali. Il progetto CITYCoP beneficia di un approccio multidisciplinare che affianca accanto alla ricerca sociologica, quella relativa alle scienze cognitive anche per indagare i meccanismi che regolano l’interazione tra cittadini e forze di polizia mediante l’uso delle nuove tecnologie.

IRPPS CNR ha contribuito nel WP13 con una ricerca comparativa sui modelli e le politiche del Community Policing in alcuni Paesi europei ed extra europei.

Ha inoltre collaborato nell’organizzazione scientifica degli eventi: “Comparative analysis of community policing policies Firenze, Piazza della Signoria – Palazzo Vecchio16-17 Marzo 2016; CITYCoP Forum “Smart Solutions for Citizen Safety”  tenutosi a Roma 14 e 15 Novembre 2016 e parteciperà all’organizzazione della Conferenza finale del Progetto prevista nel 2018.

Lucio Pisacane, Cristiana Crescimbene

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EVIDENCE – IRPPS

EVIDENCE – IRPPS

 

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MAPPING – Managing Alternatives for Privacy, Property and Internet Governance

MAPPING – Managing Alternatives for Privacy, Property and Internet Governance

Il progetto MAPPING  è finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito del VII Programma Quadro e coinvolge 13 partner di vari paesi europei. Il progetto è una “coordinating and support action” con la quale il consorzio intende svolgere un’azione di mutual learning e di mobilitazione degli stakeholders su tre grandi sfide della transizione digitale: la privacy, la tutela della proprietà intellettuale e la governance di internet. In particolare, basandosi sui risultati attenuti nell’ambito di alcuni progetti finanziati sotto il 7PQ tra cui il progetto CONSENT (privacy e consenso nei social network), SMART e RESPECT (sistemi di sorveglianza on-line ed sistemi di sorveglianza intelligenti), il progetto MAPPING ha come obiettivo quello di creare una comprensione condivisa ed allargata dei molti e variegati aspetti sociali, economici, giuridici ed etici legati ai recenti sviluppi di internet e delle loro conseguenze per gli individui e la società nel suo insieme. In particolare, MAPPING indaga e analizza le politiche dell’innovazione, i modelli di impresa e i contesti giuridici connessi alla implementazione dell’Agenda Digitale Europea e sui cambiamenti necessari per costruire una struttura di governance europea dell’ecosistema “innovazione”. L’elemento di forza del progetto MAPPING riguarda la sua azione di mobilitazione di tutti gli stakeholders coinvolti nelle ICT, dal livello internazionale ed europeo, a quello dei singoli stati, dagli accademici, ai giuristi, ai decisori politici, ai rappresentanti degli organismi tecnici che si occupano del funzionamento di internet, alle ONG, ai rappresentanti delle organizzazioni della società civile. Il progetto MAPPING fornisce a questi diversi attori un luogo di dialogo dove affrontare le questioni connesse alla transizione digitale. Il progetto MAPPING, sulla base delle sue attività, produrrà un Piano d’azione e una Road Map, basata su di un approccio multidisciplinare, che tenga conto degli sviluppi tecnologici futuri di internet e dei punti di vista, percezioni, conflitti e aspettative dei diversi attori sociali coinvolti, per la guida della transizione digitale in Europa. Il CNR IRPPS è responsabile della valutazione interna del progetto all’interno del WP8.

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OpenUP

OpenUP – OPENing UP new methods, indicators and tools for peer review, impact measurement and dissemination of research results

OpenUP (OPENing UP new methods, indicators and tools for peer review, dissemination of research results, and impact measurement), è un progetto europeo finanziato dal programma Horizon2020, che intende analizzare le trasformazioni nell’attuale scenario della ricerca scientifica allo scopo di 1) identificare meccanismi, processi e strumenti innovativi per la peer review applicata a tutti i risultati della ricerca (pubblicazioni, software e dati), 2) esplorare i meccanismi della disseminazione innovativa efficaci per le imprese, l’industria, il settore educativo e la società nel suo insieme e 3) analizzare un insieme di nuovi indicatori (altmetrics) che valutano l’impatto dei risultati della ricerca collegandoli ai canali per la disseminazione.

OpenUp utilizza una metodologia centrata sull’utente. Questo approccio metodologico non solo coinvolge tutti gli stakeholder (ricercatori, case editrici, enti che finanziano la ricerca, istituzioni, industria e il pubblico in generale) in una serie di workshops, conferenze e corsi di formazione, ma vuole testare i risultati acquisiti in un set di studi pilota. Questi ultimi sono collegati ai tre pilastri del progetto (revisione paritaria, disseminazione dei risultati e misura dell’impatto innovativa) e sono applicati ad alcune comunità e settori della ricerca specifici: scienze umane, scienze sociali, energia e scienze della vita.

IRPPS-CNR partecipa alle attività di ricerca del WP4 sulla diffusione innovativa dei prodotti della ricerca scientifica e in quelle del WP6 dove si occupa della realizzazione di uno studio pilota sull’ open peer review dei dati nelle Scienze sociali

Sveva Avveduto, Rosa Di Cesare, Lucio Pisacane e Roberta Ruggieri.

Edit Görögh, Michela Vignoli, Stephan Gauch, Clemens Blümel, Peter Kraker, Daniela Luzi, Mappet Walker, Eleni Toli, Electra Sifacak. Opening up new channels for scholarly review, dissemination, and assessment. OpenSym ’17 Proceedings of the 13th International Symposium on Open Collaboration Article No. 6. ISBN: 978-1-4503-5187-4 doi>10.1145/3125433.3125452<
Daniela Luzi, Roberta Ruggieri, Lucio Pisacane, Rosa Di Cesare. Verso una (open) peer review dei dati: uno studio pilota nelle scienze sociali. III convegno annuale: scienza aperta e integrità della ricerca, Milano 9-10 novembre 2017.

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MINDtheGEPs – Modifying Institutions by Developing Gender Equality Plans

MINDtheGEPs – Modifying Institutions by Developing Gender Equality Plans

MINDtheGEPs, è coordinato dall’Università di Torino (UniTo) ed è finanziato nell’ambito dell’azione Science with and for Society di Horizon 2020 dell’Unione Europea.

Obiettivo del progetto è promuovere la parità di genere nelle organizzazioni di ricerca attraverso l’adozione di Piani per la Parità di Genere (Gender Equality Plans – GEPs) negli enti di ricerca e nelle università coinvolti. Le misure previste comprendono iniziative di training per il personale di ricerca, azioni di mentoring, formazione del top management su pregiudizi e stereotipi di genere e sulle strategie per promuovere la diversità e l’inclusione nel lavoro scientifico, azioni di conciliazione vita/lavoro nelle Aree di Ricerca.

Seguendo il principio del “no data – no problem – no policy”, MINDtheGEPs si dedicherà alla mappatura dei dati esistenti relativi al personale, alle carriere e alla produzione scientifica, e alla creazione di nuove evidenze empiriche sulle barriere alla parità.
La raccolta dati, sia qualitativa che quantitativa, permetterà di elaborare e implementare Piani per la Parità di Genere efficaci e adeguati ai contesti, che saranno monitorati e valutati periodicamente. In particolare, si intende:

– rimuovere le barriere nell’assunzione e nella progressione di carriera del personale di ricerca femminile;
– contrastare la disuguaglianza di genere negli organi di governo e nelle commissioni di valutazione;
– integrare la dimensione di genere nei contenuti della ricerca.

L’ufficio comunicazione dell’IRPPS supporta le attività di comunicazione e disseminazione del progetto. La Direzione Generale, l’Ufficio Welfare e Formazione, Ufficio ICT e il Comitato Unico di Garanzia (CUG) del CNR contribuiscono al progetto con specifiche azioni a livello centrale.

Consorzio:

Munster Technological University (Irlanda); Università di Torino (Italia – coordinatore); Consiglio Nazionale delle Ricerche (Italia); Knowledge and Innovation (Italia); the Elsevier publishing house (Paesi Bassi); University of Gdańsk (Polonia); Jagiellonian University (Polonia); School of Electrical Engineering-University of Belgrade (Serbia); Fundación para la Promoción de la Investigación Innovación y Desarrollo Tecnológico en la Industria de Automoción de Galicia (Spagna); Uppsala University (Svezia).

Partecipanti:

Lucio Pisacane, Ilaria di Tullio, Nicolò Marchesini, Marco Cellini, Serena Tagliacozzo, Sveva Avveduto, Maria Cristina Antonucci, Daniela Luzi, Fabrizio Pecoraro, Cristiana Crescimbene

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GETA – Osservatorio su GEnere e TAlenti

GETA – Osservatorio su GEnere e TAlenti

La spinta innovativa di un Paese poggia sul fattore risorse umane che rivestono un’importanza fondamentale, ove non costituiscono il fattore principale, in quanto strumento e al tempo stesso soggetto primario del mutare degli assetti della spinta stessa.Il vantaggio competitivo di una nazione si basa principalmente sulla qualità del capitale umano a disposizione, tanto più nel settore scienza-ricerca-innovazione.

Le infrastrutture e il supporto strutturato sono senza dubbio essenziali ma la qualità delle risorse umane e dello sviluppo delle competenze resta l’elemento imprescindibile.
Essenziale riconoscere e valorizzare le aree di maggior capacità e successo per poter investire con la ragionevole possibilità di ottenere risultati sempre migliori
Gli studi nell’area formazione-professione per la ricerca sono consolidati al CNR-IRPPS da diversi anni e si sostanziano in attività e progetti svolti in cooperazione con soggetti nazionali, esteri ed internazionali. Facendo perno su questi, il gruppo di lavoro che opera nell’area ‘Società della Conoscenza’ è stato investito della responsabilità di dar vita all’Osservatorio su Genere e Talenti (GETA), che proseguirà gli studi avviati e ne attiverà di nuovi con particolare attenzione alle questioni di genere.
 

GETA redige un Rapporto annuale che contenga l’aggiornamento dei dati e l’approfondimento su uno o più temi definiti tra quelli individuati dalle attività di ricerca e analisi.

Il Gruppo di Studio Osservatorio su Genere e Talenti (GETA) è composto da personale IRPPS come segue:

Sveva  AVVEDUTO (Responsabile), Maria Cristina ANTONUCCI, Maria Carolina BRANDI, Maria Girolama CARUSO, Marco CELLINI, Loredana CERBARA, Cristiana  CRESCIMBENE (responsabile segreteria tecnica), Ilaria DI TULLIO, Daniela LUZI, Nicolò MARCHESINI, Fabrizio PECORARO, Lucio PISACANE, Serena TAGLIACOZZO.

GETA è affiancato dal seguente GRUPPO DI ESPERTI:

AVELLIS dott.ssa Giovanna, Presidente ITWIIN, Ricercatrice senior InnovaPuglia, Bari

BREZZI Prof.ssa Francesca, Prof.ssa ordinaria filosofia morale Università di Roma Tre, Gender Interuniversity Observatory GIO, Roma, Presidente

CICCONE Dr. Stefano, Dipartimento di Studi Letterari, filosofici e di Storia dell’Arte Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Roma

KENNY Dott.ssa Barbara Leda, Fondazione Brodolini, InGenere, Roma

MOLENDINI Prof.ssa Serenella, Consigliera Nazionale di Parità, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Presidente CREIS, Lecce

PELLIZZONI Dott.ssa Sabina, Tecnologa INFN Roma

RICCI Prof.ssa Laura, Prof.ssa ordinaria, Dipartimento pianificazione, design, tecnologia dell’architettura, Sapienza Università di Roma

RUBBIA Dott.ssa Giuliana, Prima tecnologa, INGV Roma

Referente

Rapporti GETA

Partner

OCSEUNESCO, EPWS, MIUR, Musei delle Scienze (Milano, MUSE Trento, ecc), Città della scienza Napoli, SISSA Trieste, Festival della Scienza Genova, Istituti Italiani di Cultura (Parigi, New York, Londra ecc.), Accademia dei Lincei, Imprese, Associazione Donne e Scienza, Associazioni varie.

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COMO Conoscenza- Mobilità

COMO Conoscenza- Mobilità

Nell’ambito del Progetto si svolgono studi e ricerche sulla formazione avanzata in rapporto alla domanda di nuove competenze e saperi nel mondo del lavoro e della mobilità e migrazione delle risorse umane.

In particolare si porta avanti l’analisi del rapporto tra formazione, ricerca e innovazione con particolare enfasi sul capitale immateriale, sulle risorse umane, sull’istruzione di alto livello. Nello svolgimento di tale attività di ricerca ci si avvale di forti collaborazioni nazionali ed internazionali ed in particolare della partecipazione a network di policy e ricerca (Ocse, UE, Unesco), delle collaborazioni con enti ed università italiani ed esteri nonché dei finanziamenti da fonti nazionali e internazionali

Gli studi condotti vertono sulla formazione, le carriere, sulle migrazioni altamente qualificate, sul brain drain, waste e circulation. Vengono raccolti e analizzati dati sulla mobilità internazionale delle alte qualifiche, degli studenti universitari e sui flussi di ricercatori interni o esterni all’Europa con particolare riferimento all’individuazione di best practices.

In particolare sono condotti studi sulla diaspora e l’incremento di prospettive qualitativamente differenti nello studio della migrazione umana all’interno di nuovi contesti di globalizzazione e multiculturalismo, con particolare attenzione alla ricostruzione storica della diaspora greca in Italia e indagine qualitativa sulla seconda generazione ellenica in Italia.

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CARISMAND – Culture And RISkmanagement in Man-made And Natural Disasters

CARISMAND – Culture And RISkmanagement in Man-made And Natural Disasters

Il progetto CARISMAND, finanziato nel quadro del programma H2020, coinvolge 19 istituzioni da 14 diversi paesi europei. Il progetto vuole indagare e fare emergere gli aspetti sociologici e culturali che influenzano le politiche di gestione del rischio nel corso di calamità naturali, ma anche di disastri provocati dall’uomo, anche al fine di aumentare le capacità della comunità di affrontare questo tipo di evento. Il progetto evidenzia questi fattori culturali e sociologici al fine di verificare criticità e opportunità esistenti per il miglioramento delle politiche e delle procedure in caso di disastro e per sviluppare un kit di strumenti completo che permetterà sia ai professionisti della gestione dei disastri sia ai volontari di adottare pratiche quotidiane culturalmente consapevoli. Questo obiettivo sarà raggiunto da una lato mettendo in relazione collegamenti e lacune che esistono tra gestione delle catastrofi, cultura e percezione del rischio da un punto di vista più ampio e multidisciplinare possibile e dall’altro creando un feedback tra chi deve gestire le catastrofi e i cittadini che, testando le soluzioni proposte, possono allo stesso tempo fornire pareri su come migliorare tali soluzioni. Così gli esperti e gli studiosi di vari settori (giuridico, IT, scienze cognitive, antropologico, sociologico e psicologico) faranno una rassegna delle conoscenze e delle strutture esistenti mentre le opinioni dei cittadini e degli stakeholder saranno monitorate attraverso incontri e assemblee. L’IRPPS è responsabile del WP relativo alla Valutazione e monitoraggio interno del progetto.

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GENERA – Gender Equality Network in the European Research Area

GENERA – Gender Equality Network in the European Research Area

GENERA, Gender Equality Network in the European Research Area, è un Progetto Horizon 2020, di durata triennale (2015-2018), che coinvolge 12 Paesi europei. Il progetto si pone l’obiettivo di contribuire a migliorare la parità di genere nel settore della ricerca in fisica, disciplina caratterizzata, da sempre, da una bassa presenza di donne ricercatrici (EU,2015).

Il progetto intende sostenere gli enti di ricerca e le università nell’attuazione di cambiamenti culturali e istituzionali attraverso lo sviluppo di Gender Equality Plan (GEP). Questi ultimi sono strumenti che mirano a identificare e rimuovere pratiche che possono produrre gender bias, proporre strategie innovative per superare distorsioni legate al genere, monitorare i progressi attraverso lo sviluppo di indicatori di genere.

Tra i principali obiettivi del progetto:

  1. Valutare lo stato delle questioni di genere nelle organizzazioni partner attraverso l’analisi statistica di dati amministrativi.
  2. Identificare esigenze e azioni specifiche per migliorare la parità di genere nelle istituzioni partner.
  3. Fornire linee guida per la realizzazione di GEPs
  4. Sostenere le organizzazioni coinvolte nell’attuazione di GEPs personalizzati.
  5. Creare una rete europea di enti e istituzioni di ricerca e universitarie per promuovere la parità di genere nel campo della fisica.
  6. Configurare un sistema di monitoraggio a lungo termine dell’impatto delle misure prese.

 

Il CNR IRPPS è responsabile del WP2 ed ha messo a punto un framework per la raccolta dei dati amministrativi rilevanti per le analisi di genere nelle organizzazioni di ricerca. Nel quadro delle attività di GENERA il CNR ha ospitato il primo Gender Day in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e supportato le organizzazioni partner europee nel programmare giornate per il supporto alla parità di genere nelle organizzazioni di ricerca.

Carolina Brandi, Girolama Caruso, Loredana Cerbara, Cristiana Crescimbene, Ilaria Di Tullio, Daniela Luzi, Lucio Pisacane

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“Libera la terra” – Un progetto contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura in Capitanata

“Libera la terra” – Un progetto contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura in Capitanata

Partito a Maggio 2020, il progetto “Libera la terra” finanziato dalla Regione Puglia e coordinato da ANOLF Foggia mira a raccogliere attorno allo stesso tavolo organizzazione datoriali, sindacali e del terzo settore con l’obiettivo di disegnare proposte concrete e condivise per il contrasto allo sfruttamento agricolo e al caporalato in Capitanata.  L’area della Capitanata, in provincia di Foggia, è ben nota per essere uno dei principali centri di raccolta e produzione del pomodoro in Italia; a questo sforzo produttivo contribuiscono braccianti – molti dei quali immigrati dell’Est Europa e dell’Africa sub-sahariana – che vivono in veri e propri “ghetti” (un esempio è il Ghetto di Rignano Garganico) in condizioni abitative e igienico-sanitarie inaccettabili. A ciò si aggiunge una precarietà dello status giuridico, l’irregolarità diffusa nel mercato del lavoro agricolo (con la totale o parziale assenza di contratti di lavoro inquadrati e regolati per legge) e la presenza dei “caporali” che reclutano i lavoratori su base giornaliera e si occupano del loro trasporto ai campi di lavoro. In questo conteso complesso, aziende agricole, associazioni datoriali e sindacali, organizzazioni del terzo settore operano in ordine sparso e spesso con interessi e obiettivi contrastanti. Da qui la necessità, a cui il progetto mira a rispondere, di riunire questi attori per sviluppare soluzioni comuni. Tra i partenr del progetto figurano: FAI Puglia, la Coop. Arcobaleno Foggia, l’Iscos Puglia, l’Anolf Foggia, la FAI Foggia, la CIA Agricoltori Italiani Provincia Capitanata, la Coldiretti, la Ciala Ebat Foggia, la Confagricoltura Foggia.
CNR-IRPPS partecipa al progetto come partner ricoprendo un ruolo di ricerca e valutazione. Il lavoro è guidato dal dott. Lucio Pisacane e co-adiuvato dalla dott.ssa Serena Tagliacozzo e si focalizza su due attività principali:
1. Raccolta di materiali e risorse informative sul tema dello sfruttamento del lavoro agricolo e del caporalato in Sud Italia, con specifica attenzione alla Capitanata;
2. Interviste con partners del progetto e altri attori privilegiati al fine di esplorare l’efficacia delle iniziative messe in campo negli ultimi anni per contrastare il fenomeno e il loro impatto nel settore agricolo in Capitanata.
Tali attività mirano a raccogliere informazioni riguardo le buone pratiche e gli ambiti di miglioramento, innescando, possibilmente, un percorso di riflessione sulle dinamiche e i meccanismi alla base del fenomeno e supportando lo sviluppo di proposte condivise.

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