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I valori della scienza. Tra etica, immaginari e carriere – Monografia IRPPS

È stata pubblicata ed è consultabile liberamente la monografia: I valori della scienza. Tra etica, immaginari e carriere, che raccoglie gli atti del convegno promosso dall’associazione Donne e Scienza a Genova nel 2024.

Gli interventi presentati hanno aperto uno spazio di riflessione e confronto su temi molto attuali: quale sia l’immaginario della scienza che oggi prevale, quanto questo rappresenti realmente la comunità scientifica e su come i valori di equità, sostenibilità e pace possano orientare il futuro della ricerca. È emersa anche chiara la domanda se sia accettabile un sistema della conoscenza costruito su precariato, competizione esasperata e metriche che privilegiano la quantità delle pubblicazioni rispetto alla qualità del lavoro scientifico; inoltre, se sia sostenibile una carriera che rende difficile conciliare tempi di vita e tempi di ricerca. Infine, la discussione ha riguardato il ruolo che può avere la comunità scientifica, e in particolare le donne di scienza, di fronte a catastrofi umanitarie, alla guerra e alle disuguaglianze globali.

Il convegno si è proposto come momento di dialogo intergenerazionale e interdisciplinare, tra università, centri di ricerca, scuola e società, nella convinzione che la riflessione femminista – con la sua attenzione ai corpi, ai linguaggi, ai poteri e alle relazioni – rappresenti ancora oggi un fertile punto di partenza per ripensare la scienza come pratica collettiva e responsabile.

Tra i contenuti della pubblicazione, quello di Enrica Nestola (Cnr Iret), Lucio Pisacane e Cloe Mirenda (CNR-IRPPS) “Genitorialità e carriera: non si può avere tutto?”, (p. 99-105) riflette sulle contraddizioni tra il paradigma competitivo della ricerca e lagenitorialità, presentando alcune soluzioni pratiche basate sulla valorizzazione dei percorsi plurali di ricerca. 

La pubblicazione – curata da Sveva Avveduto, Silvana Badaloni, Alessandra Lanotte, Lucia Martinelli, Mariangela Ravaioli, Giuliana Rubbia e Sabrina Presto – rientra nella collana IRPPS – Monografie.

  • PREFAZIONE – G. Rossi 
  • INTRODUZIONE – S. Avveduto e S. Presto
  • Cosa? Dove? Chi? – Anonymous
  • L’ipotesi del Progetto “Scatti di scienza” per avvicinare le studentesse e gli studenti al mondo della scienza e della ricerca in una visione multidisciplinare – C. Antonioli e A. Testa
  • Inclusività nell’Era delle Macchine Emergenti – S. Aracri, R. Barcaro e M. Caccia
  • Donne e pace – S. Avveduto
  • Antichi stereotipi e nuovi bias in Intelligenza Artificiale – S. Badaloni
  • Evidence-based science communication come strumento per promuovere la mobilità urbana accessibile a bambin* e donne – A. Borissova Saleh
  • Next Generation Scientists (NGS): Tossicologia, Genere e Nuovi Approcci Metodologici (NAM) – F. Caloni
  • Intelligenza artificiale e algoritmi “neutri” per la valutazione della ricerca scientifica e le progressioni di carriera delle donne – R. Caragnano
  • Le ragazze nelle STEM: autorizziamole ad osare – P. Colella
  • Interrogativi e riflessioni sulla dimensione di genere nel progetto EIC Pathfinder Open REMAP – D. Colombara
  • M71A – Il manifesto italiano per l’uguaglianza delle ragazze e delle donne nella tecnologia – E. Delponte, S. Battilotti, M. Marzocchi e S. Scarpati
  • Differenza, esperienza, verità. Un percorso nella critica femminista della scienza – N. Felli
  • Oltre la tirannia dell’urgenza: per una nuova cultura del tempo – M. Gancitano
  • La parola alle ragazze – A. Gruzza e V. Ruberto
  • I musei contribuiscono a creare una cultura a sostegno dei valori che le guerre calpestano – L. Martinelli
  • Una comunicazione innovativa per avvicinare le nuove generazioni alle STEM – M.R. Masullo, M. Orsi e C. Troiano
  • Genitorialità e carriera: non si può avere tutto? – E. Nestola, C. Mirenda e L. Pisacane
  • Verso una nuova narrazione di genere nell’INFN: sponsorship, mentoring e leadership inclusiva – S. Pellizzoni e M.R. Masullo
  • Verso una valutazione inclusiva della ricerca: le attività TIER in CoARA – S. Penati
  • Le scienziate per la pace: un posizionamento visionario – S. Presto e C. Mangia
  • I percorsi scientifici, le scelte, la progettualità, le scommesse, tra scienza, responsabilità e equilibri nella vita privata – M. Ravaioli
  • Tre anni con bambine e bambini della primaria IC6 di Imola: l’educazione STEM presentata in modo informale ma scientificamente rigoroso – M. Ravaioli, M. D’Angelantonio, E. Bianchi, L.G. Bellucci, S. Giuliani, T. Cuciniello, D. Giordano, A. Bernabini e L. Lo Iacono
  • Prospettive di genere nella valutazione della ricerca: l’esperienza CoARA in INGV – G. Rubbia, M. Anzidei, P. Bonfanti., A. Carosi., G. Cecere, A.G. Chiodetti, S. de Vita, A. Ippolito, M. Liotta, G. Mele, C. Montagna, A. Piersanti, S. Simoncelli e R. Tondi
  • Intelligenza artificiale e comando nucleare: rischi, incertezze e prospettiva di genere – A. Saltini
  • Percorsi di (r)esistenza tra passione, precariato ed “eccellenza”: dati e riflessioni dal progetto MINDtheGEPs – C. Solera
  • Programma Convegno 

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DASSI ora accessibile per depositare e scaricare dati

È pienamente operativo e a disposizione della comunità scientifica e della cittadinanza DASSI – Data Archive for Social Sciences in Italy: il servizio per la cura, la conservazione e la condivisione sicura e a lungo termine dei dati della ricerca sociale in Italia.

Dopo aver sviluppato l’infrastruttura e i servizi di supporto, l’archivio è ora a disposizione di chi fa ricerca nelle scienze sociali per depositare i propri dataset e di chiunque voglia consultare e scaricare liberamente i dati già resi disponibili, secondo i principi dell’Open Science e degli standard europei definiti dalla rete CESSDA – Consortium of European Social Science Data Archives.

DASSI è il frutto di un lavoro condiviso, iniziato nel 2021, tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-DSU, CNR-IRPPS e CNR-ISTC) e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

In particolare, CNR-IRPPS contribuisce ai gruppi di lavoro di documentazione e di comunicazione. 

Cosa significa per chi fa ricerca sociale?
La condivisione dei propri dataset rappresenta un’opportunità per chi fa ricerca, che ha modo di:

 Aumentare la visibilità dei propri risultati : i dati depositati sono anonimizzati, distribuiti in formato open, e ben documentati attraverso metadati e materiali a corredo affinché possano essere trovati, compresi e citati correttamente.

Soddisfare le richieste europee sull’open access , offrendo deposito sicuro, documentazione completa, licenze adeguate e DOI per ogni dataset. Garantisce inoltre gestione conforme agli standard FAIR e conservazione a lungo termine, facilitando rendicontazione e riuso responsabile dei dati.

Ricevere assistenza e supporto durante il processo di caricamento e condivisione dei dataset: ricercatori e ricercatrici sono assistiti nel processo di deposito dei dati e nell’assegnazione della licenza d’uso da personale esperto nel dominio delle scienze sociali, che può fornire quindi indicazioni specifiche per migliorare la fruibilità dei dati.

Cosa significa per la collettività?
DASSI è una risorsa strategica per l’intera collettività perché rende disponibili dati di ricerca sociale affidabili, documentati e verificati, utili a comprendere fenomeni complessi e a orientare decisioni informate.

Per i policy maker, DASSI rappresenta un supporto diretto alla progettazione e valutazione delle politiche pubbliche: i dati anonimizzati, standardizzati e comparabili permettono analisi più accurate e decisioni più efficaci.

Per il giornalismo, l’accesso a dataset certificati significa poter raccontare la realtà basandosi su evidenze solide, contrastando la disinformazione e migliorando la qualità del dibattito pubblico.

Per la cittadinanza, la disponibilità di dati aperti favorisce trasparenza, partecipazione e consapevolezza sui temi sociali che riguardano la vita quotidiana – dalle disuguaglianze ai servizi, dal lavoro al benessere.

In questo modo, DASSI contribuisce a costruire un ecosistema informativo più aperto, democratico e orientato alla qualità. Con DASSI, i dataset delle scienze sociali italiane entrano in un ecosistema europeo strutturato, sicuro e orientato alla qualità.

Una risorsa pensata per chi fa ricerca sociale, rivolta alla collettività e dedicata a far crescere la ricerca aperta in Italia.

Scopri il sito DASSI.

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Aumentano gli stereotipi di genere tra gli adolescenti

La nota stampa del Consiglio nazionale delle ricerche sui risultati preliminari del progetto MiB (Mutamenti interazionali e Benessere) a cura del gruppo CNR-IRPPS Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA):

Negli ultimi anni, diversi studi del gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps evidenziano non solo la persistenza, ma anche la crescita degli stereotipi di genere tra i ragazzi. I primi risultati del progetto MiB, condotto su oltre 3.000 quattordicenni romani, mostrano che nel 2025 il 62,3% dei partecipanti presenta un’adesione medio-alta a tali preconcetti, un fenomeno che riguarda anche le ragazze

Tra gli adolescenti è ancora alta l’adesione agli stereotipi di genere che investono anche la mentalità delle ragazze. A confermarlo nuovamente è l’ultima indagine del Gruppo di ricerca Mutamenti sociali, valutazione e metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps) su un campione di oltre 3000 studenti e studentesse di 25 scuole secondarie di secondo grado di Roma. Lo studio avviato nel 2024 avrà termine nel 2029 e prevede interviste faccia a faccia agli adolescenti per studiare e approfondire patologie sociali endemiche ed emergenti tra cui la presenza e gli effetti della stereotipia di genere, un vero e proprio “virus” sociale che, alimentandosi di irrisolte consuetudini educative, è colpevole di discriminazioni, forme di segregazione formativa e lavorativa e spesso di violenza anche estrema.

“I risultati di ricerca, che trattandosi di un’indagine longitudinale riguarda per ora solo quattordicenni (3.068), mostrano la presenza nel 2025 di un’adesione medio-alta agli stereotipi di genere nel 62,3% dei rispondenti” spiega Antonio Tintori del Cnr-Irpps e responsabile del gruppo di ricerca MUSA. “Il problema, riguarda maggiormente i ragazzi, ma non ne sono affatto esenti le ragazze. Tra i primi, però, il livello di stereotipia di genere medio-alto è addirittura il doppio che tra le coetanee (79,0% contro 40,2%)”.

I dati fanno riflettere su una ancora diffusa convinzione dell’esistenza di ruoli di genere che vogliono il primato dell’uomo nelle posizioni apicali, quelle di comando, di potere e controllo; tale condizionamento confina invece la donna, ancora oggi, nel dominio casalingo, ovvero ad assolvere gli oneri di cura e assistenza familiare.

“Inoltre, nel confrontare i dati che con quelli dell’ultima indagine nazionale del Cnr sullo stato dell’adolescenza, condotta dallo stesso gruppo di ricerca nel 2022, emerge un altro dato allarmante: questi stereotipi sono più diffusi oggi che in passato, quando l’adesione medio-alta a questo condizionamento sociale sul piano nazionale per la medesima età è risultata pari al 37,9% (20,8% ragazze; 49,2% ragazzi)”, continua Tintori.

Al fine di indagare in modo più approfondito questi condizionamenti sociali, è stata misurata anche l’adesione all’idea dell’esistenza di specifici ruoli di genere, che è diretta conseguenza dell’interiorizzazione degli omonimi stereotipi. In tal caso, la tecnica di ricerca prevede che venga fornito agli adolescenti un elenco di ruoli e azioni, chiedendo di indicare chi sia più portato a ricoprirli o compierle: gli uomini, le donne o se il sesso sia irrilevante. Un’adesione medio-alta ai ruoli di genere maschili, che attribuiscono agli uomini determinate capacità o attività quali comandare a lavoro, fare il presidente, fare il poliziotto, guidare, combattere nello sport, guadagnare tanto e fare lo scienziato, si rintraccia nel 47,9% dei quattordicenni romani, ed è nettamente più diffusa tra i rispondenti di sesso maschile (67,1% maschi e 23,4% femmine). Si collocano invece su un’adesione medio-alta ai ruoli di genere femminili, richiamati da attività come cucinare, occuparsi dei figli, pulire, fare la spesa, insegnare, il 33,3% degli adolescenti, con un’importante prevalenza ancora maschile (43,0% maschi e 20,6% femmine). Anche nel caso dell’analisi dei ruoli di genere, il confronto con i quattordicenni dell’indagine nazionale sullo stato dell’adolescenza delinea una tendenza decisamente preoccupante, dal momento che l’adesione medio-alta ai ruoli di genere maschili è aumentata del 10,8% e quella ai ruoli di genere femminili del 9%.

“Gli ultimi dati confermano che tali stereotipi sono maggiormente diffusi negli istituti tecnici (75,1% contro il 66,1% nei professionali e il 51,4% nei licei), tra studenti e studentesse con background migratorio (70,8% contro il 61,0% di chi possiede la cittadinanza italiana) e tra chi ha un basso status culturale familiare (71,1% contro il 52,5% di chi lo ha alto)” aggiunge il ricercatore. “Queste tendenze, che stanno progressivamente peggiorando nel corso degli ultimi anni, denotano la necessità di interventi urgenti, mirati e strutturali, erogati da personale specializzato, rivolti a alunni e alunne a partire dalle scuole primarie e incentrati sull’esercizio dello spirito critico, sull’emotività, l’affettività e sullo sviluppo di competenze relazionali”, conclude Tintori.  A tale riguardo. Il gruppo di ricerca MUSA ha approntato la ‘Guida alla decostruzione degli stereotipi di genere. Riconoscerli per abbatterli’, che consiste in uno strumento snello e pratico rivolto non solo alle nuove generazioni ma anche a docenti e genitori.

Per informazioni:
Antonio Tintori
CNR- Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali
antonio.tintori@cnr.it

Ufficio stampa:
Sandra Fiore
Cnr – Unità Stampa
sandra.fiore@cnr.it

Responsabile Unità Ufficio stampa:
Emanuele Guerrini
emanuele.guerrini@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383

Vedi anche:

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Call for abstract Scuola Democratica – Building Peaceful, Just, and Democratic Societies through Transformative Education

La prossima International Conference di Scuola Democratica, in programma dall’ 1 al 4settembre 2026 a Roma ospiterà la sessione Building Peaceful, Just, and Democratic Societies through Transformative Education, a cura di Claudia Pennacchiotti (CNR-IRPPS); Adriana Valente (CNR-IRPPS); Valentina Tudisca (CNR-IRPPS); Luciana Taddei (CNR-IRPPS).

Il panel ha l’obiettivo di promuovere la riflessione sul ruolo che l’Open Science e l’Educazione trasformativa possono avere nella costruzione di una cultura della Pace. L’educazione è intesa in senso ampio, educazione formale, informale e non formale.
Ricercatori e ricercatrici sono invitati a partecipare inviando un abstract in cui potranno affrontare il tema proposto da diversi punti di vista, ad esempio: Competenze, Frame concettuali ed epistemologie, Politiche, Metodi e pratiche, Tecnologie e reti.

Convenors 

  • Claudia Pennacchiotti, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche; 
  • Adriana Valente, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche; 
  • Valentina Tudisca, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche;
  • Luciana Taddei, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Per maggiori dettagli, visitare il sito web della Fourth International Conference of Scuola Democratica

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Annual meeting Smile City

3 giorni per progettare i prossimi passi verso città più verdi, circolari e a basso impatto climatico: dal 28 al 30 gennaio 2026 CNR-IRPPS, con Alessia D’Andrea e Arianna D’Ulizia, ha coordinato l’Annual Meeting del progetto europeo SMILE CITY – Sustainable Materials for Innovative Low Emissions Applications in the Circular City.

SMILE CITY, finanziato dal programma quadro Horizon Europe, riunisce 35 partner da oltre 12 Paesi tra istituzioni di ricerca, università, autorità locali, industrie e organizzazioni europee. Il progetto mira a sviluppare e dimostrare soluzioni sistemiche innovative per integrare materiali riciclati e processi circolari nelle infrastrutture urbane e sostenere la diffusione della mobilità ciclistica sostenibile in tutta Europa.

Il progetto si propone di realizzare oltre 100 km di piste ciclabili costruite con materiali riciclati; installare 20 stazioni di ricarica per biciclette elettriche e punti di mobilità innovativi in diverse città europee; impiegare materiali derivati da rifiuti riciclati per creare infrastrutture urbane durature e sostenibili; e sviluppare strumenti digitali e applicazioni mobili per favorire un uso efficiente e integrato della mobilità sostenibile.

Nei primi due giorni, ospitati dal Consiglio nazionale delle ricerche, il confronto si è concentrato sullo stato di avanzamento del progetto, sulle analisi di mobilità urbana e urban design nelle città coinvolte e sugli impatti ambientali e sulla salute delle soluzioni sviluppate. I partner hanno inoltre approfondito le caratteristiche delle soluzioni circolari sistemiche da implementare, soffermandosi sui materiali riciclati e sui prodotti sviluppati, sui test effettuati e sulle criticità ancora aperte. Sono stati inoltre affrontati il ruolo degli strumenti digitali a supporto della mobilità sostenibile, come lo sviluppo di un’app digitale prevista dal progetto, e le strategie di valorizzazione dei risultati, con lo sviluppo di raccomandazioni di policy e valutazioni di impatto.

Il terzo giorno, presso CNR-IRPPS, ha visto al centro gli Urban Living Labs, percorsi di co-progettazione aperti a studenti, designer, e chi fa ricerca e innovazione, che sono in fase d’avvio in diverse città d’italia.

Per approfondire, vai al sito del progetto: https://smile-city

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Pubblicato e disponibile gratuitamente il volume “Longitudinal Data Infrastructures in Europe”

È stato appena pubblicato per Springer il volume “Longitudinal Data Infrastructures in Europe. Tools for Open Science in Social Science Research”, a cura di Luciana Taddei e Mario Paolucci.

Il volume, scaricabile liberamente, esplora le opportunità che infrastrutture di ricerca e panel aprono alle scienze sociali nella direzione della scienza aperta.

Non si tratta di un manuale tecnico, bensì di una guida accessibile alle infrastrutture delle scienze sociali, al loro funzionamento e al motivo per cui sono essenziali per la collaborazione e la condivisione della conoscenza.

Attraverso storie, esempi e riflessioni,  emerge come le infrastrutture non siano solo strumenti tecnologici, ma ecosistemi vivi che alimentano idee, mettono in connessione le persone e valorizzano il lavoro di ciascuno. Articolato in 12 capitoli, il libro si rivolge a studenti, docenti, personale di ricerca e decision makers e a chiunque voglia trarre spunti sul futuro della conoscenza nelle scienze sociali.

I molti contributi a cura del personale di ricerca CNR-IRPPS forniscono approfondimenti teorici e metodologici legati alle esperienze maturate nello sviluppo delle infrastrutture DASSI e FOSSR e dei panel GUIDE, GGS, IOPP.

Tavola dei contenuti

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Call for paper: Lavoro e salute mentale – Welfare e Ergonomia 2/2026

È aperta la call for paper “ Lavoro e salute mentale, curata da Francesca Coin e Luca Negrogno.

I contributi selezionati saranno pubblicati nel fascicolo n. 2/2026 della Rivista Welfare e Ergonomia, edita FrancoAngeli e riconosciuta in Fascia A Anvur.

Negli ultimi anni, il rapporto tra lavoro e salute mentale è diventato un tema centrale nel dibattito pubblico, scandito dalla diffusione di disturbi correlati allo stress lavorativo come ansia, depressione, burnout, esaurimento emotivo. Lo scopo di questa Special Issue è indagare la relazione tra organizzazione sociale ed economica del lavoro e salute psicologica e occupazionale. Sono benvenuti contributi basati su approcci qualitativi (etnografie, studi di caso, interviste), quantitativi (survey, analisi longitudinale, epidemiologia sociale), condotti in settori lavorativi diversi (dalla ristorazione all’agricoltura, dal commercio all’industria, dal lavoro di ricerca al lavoro di cura, dai servizi sociosanitari e educativi al settore penale, dalla consulenza al management; dal lavoro digitale al lavoro domestico).

Scadenze

  • Abstract (max 3.000 battute, spazi inclusi): invio entro il 31 gennaio 2026 all’indirizzo: welfarergonomia.rel@irpps.cnr.it.
    In caso di accettazione, l’articolo completo (massimo 25.000 caratteri spazi inclusi) dovrà essere inviato entro il 15 luglio 2026.

Tematiche di Interesse

Temi di interesse includono, ma non si limitano a:

● Forme di malessere che emergono nei diversi contesti lavorativi, o in ambiti caratterizzati dalla carenza di opportunità lavorative e sociali
● Effetti della fragilità contrattuale sulla salute mentale, con attenzione alla precarizzazione e alla povertà economica
● Effetti sulla salute mentale delle nuove forme di controllo e sorveglianza digitale nel lavoro ibrido o da remoto, tra i lavoratori di piattaforma, i data workers o nel lavoro intellettuale
● Analisi in chiave intersezionale degli effetti delle diseguaglianze sulla salute mentale
● Impatto sulla salute mentale delle forme di controllo algoritmico e valutazione della performance
● Studi sulle regolamentazioni, sulle iniziative pubbliche e sindacali per la gestione dei rischi psicosociali e la promozione della salute mentale sul lavoro; esperienze di coinvolgimento delle parti sociali e di pratiche bottom-up di terapia e cura.

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Cordoglio per la scomparsa del prof. Enrico Pugliese

L’IRPPS esprime profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Enrico Pugliese, emerito di Sociologia del Lavoro della Sapienza Università di Roma, primo direttore dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR e poi associato.

 Alla famiglia e a quanti l’hanno conosciuto vanno le condoglianze più sentite del nostro Istituto.

Sarà ricordato il 4 dicembre alle 11.30 in Campidoglio, sala della protomoteca.

 

Il prof. Pugliese ha dedicato i suoi studi al funzionamento del mercato del lavoro, del mondo agrario, delle migrazioni e dei sistemi di welfare. È stato un punto di riferimento per tutti noi e per l’Istituto nel suo complesso, attraverso i suoi insegnamenti, il rigore scientifico, e le molte collaborazioni.

Con Pugliese scompare uno degli ultimi esponenti della “Scuola di Portici”, la Facoltà di Agraria diretta da Manlio Rossi Doria, suo maestro e mentore. A Portici, Pugliese ha maturato i suoi principali interessi di ricerca che ha poi sviluppato nel corso della sua carriera accademica, ma non solo. Pugliese infatti ha sempre unito all’attività accademica un costante impegno civile e politico. Ha collaborato per molti anni con la CGIL, lavorando all’IRES (l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali), durante la presidenza di Adriana Buffardi, e con la FLAI, il sindacato di categoria dei lavoratori agricoli e dell’industria di trasformazione alimentare.

Nominato direttore del CNR-IRPPS nel 2002, ha condotto l’Istituto fino al 2009 contribuendo in modo determinante a caratterizzarne l’attuale profilo scientifico.

Pugliese, infatti, è riuscito ad amalgamare le tradizioni di ricerca dei due principali istituti di ricerca che hanno dato vita all’IRPPS, l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione (IRP) di Roma e l’Istituto di Ricerche sulle Dinamiche della Sicurezza Sociale (IRIDISS) di Penta di Fisciano. Sotto la sua direzione, l’IRPPS ha lavorato in un’ottica interdisciplinare su tematiche quali le migrazioni internazionali, l’invecchiamento della popolazione e le politiche di sicurezza sociale. Testimonianza di questa stagione dell’Istituto sono i vari rapporti IRPPS sullo stato sociale in Italia, editi da Donzelli nella collana Welfare Books, ma anche i libri che come autore ha pubblicato per il Mulino: L’Italia tra migrazioni internazionali e migrazioni interne, 2006; Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana, 2018; La Terza età. Anziani e società in Italia, 2011; Storia sociale dell’immigrazione italiana. Dall’Unità a oggi, 2024 (con Mattia Vitiello).

La biografia personale e di ricerca di Enrico Pugliese è raccontata nel film “Raccontare Pugliese. Omaggio per gli ottant’anni di Enrico Pugliese.” disponibile su Vimeo.

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25 novembre: Giornata contro la violenza sulle donne – I contributi CNR-IRPPS

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR – che ha il genere tra i temi principali di ricerca – partecipa e promuove una serie di eventi, incontri e iniziative pubbliche in tutta Italia. Ricercatrici e ricercatori dell’Istituto contribuiranno con analisi, dati e riflessioni per approfondire le dinamiche culturali, sociali e demografiche legate alla violenza di genere.

13 novembre, 16.30. Padova – Forum “#generərispetto – Educare al rispetto Generare Uguaglianza e Libertà” – Padova, sala Consiliare della Provincia di Padova, partecipa Angela Toffanin con una relazione dal titolo “Tra protezione e controllo: modelli socioculturali di genere e percorsi di fuoriuscita dalla violenza”

17 novembre, Pisa, “Parlarne è agire“, convegno dell’Area di ricerca di Pisa. Interviene Antonio Tintori

18 novembre, 12.30. Padova Relazione “Violenza di genere in Italia. Rappresentazioni, pratiche e interventi, tra fiducia e vulnerabilità” – incontro con studenti dell’Insegnamento di Sociologia della Famiglia, corso di laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, Università degli studi di Padova, partecipa Angela Toffanin

19 novembre, 14.30 Firenze. Relazione “Percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere” – incontro con studenti dell’Insegnamento di Sociologia dei Media, corso di laurea triennale in Scienze Politiche, Università degli studi di Firenze, partecipa Angela Toffanin

20 novembre – 9.30 Roma CNR centrale, sala Marconi. “Adolescenti nell’era della rivoluzione comunicativa” – organizzatore e relatore Antonio Tintori

20 novembre, 17.30. Padova. Seminario “Rifugio Non Rifugio”, discussione dei risultati della ricerca su rappresentazioni ed esperienze di fuoriuscita dalla violenza di donne straniere in Italia, presso Palazzo De Claricini (via Cesarotti 10/12, Padova). Partecipa Angela Toffanin

24 novembre, 9.30. Vercelli. Convegno “Pratiche antiviolenza nel Piemonte Orientale: esperienze a confronto” – Università del Piemonte Orientale, partecipa Angela Toffanin con una relazione dal titolo “L’evoluzione delle politiche e del sistema di contrasto alla violenza contro le donne e di genere in Italia   

25 novembre 20.30 – Vittorio Veneto. Festival “Educhiamoci. Giornate per l’educazione”, Angela Toffanin partecipa all’evento “Conoscere, riconoscere, contrastare la violenza di genere

27 novembre – Consiglio Superiore della Magistratura. “Violenza di genere, cause, effetti”, docenza di Antonio Tintori

27 novembre, 17.30 Roma “Consapevolezza, (s)fiducia, vulnerabilità”. Seminario di discussione dei risultati del progetto sulle percezioni della violenza e la fiducia delle donne straniere sul sistema antiviolenza in Italia, Sala Misiti, via Palestro 32 Roma, Partecipano Giovanna Cavatorta, Caterina Peroni e Angela Toffanin

28 novembre – 9.45 ISTAT, “Benessere organizzativo negli enti pubblici di ricerca”, docenza di Antonio Tintori

2 dicembre, 10.00 – Inapp “Percorsi di accompagnamento ed empowerment delle donne in condizione di vulnerabilità”, Pietro Demurtas presenta i risultati del progetto ViVa

2 dicembre, ore 14.30 – Fondazione Compagnia San Paolo Webinar “Prevenzione e contrasto alla violenza di genere”, presenta Pietro Demurtas

4 dicembre, ore 9.00 – Bologna XX edizione Festival della Violenza Illustrata – Convegno “Ctrl+Shame, Canc | La Cyberviolenza di genere tra rappresentazioni, riconoscimenti e resistenze”, partecipano Tatiana Motterle e Angela Toffanin

4 dicembre, ore 9.30 – Roma “Violenza di genere: prevenzione e conseguenze sulla salute” – Convegno del Comitato unico di garanzia dell’Istituto superiore di sanità. Interviene Antonio Tintori

9 dicembre – INVALSI- Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Evento conclusivo del progetto europeo “ENRICH” (Evaluating Non cognitive skills for Resilience Innovation and Change) – intervento di Antonio Tintori

15 dicembre – webinar “Il benessere del personale. Partiamo dagli stereotipi”- moderazione di Antonio Tintori.

Ascolta l’espisodio su Spreaker e Youtube.

Una donna su dieci ha già subito una forma di cyber-violenza dall’età di 15 anni. Una su tre sperimenta, nel corso della vita, qualche forma di violenza. In Italia, secondo i dati Istat, sono quasi 7 milioni le donne che hanno vissuto esperienze di violenza fisica o sessuale.

Dietro questi numeri ci sono storie, ma anche sfide di ricerca, di comunicazione e di intervento concreto. In che modo si misura la violenza di genere e a cosa serve farlo? Quali ostacoli e opportunità emergono quando ci spostiamo nell’ambiente digitale, dove i confini tra libertà e rischio diventano più sottili?

Ospiti della puntata:

Angela Toffanin, ricercatrice del CNR-IRPPS e coinvolta nei progetti VIVA Valutazione e Analisi degli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, e CYBER-VAWG – Social representations of cyber-violence against women and girls. 

Eleonora Lozzi, operatrice presso il Centro antiviolenza di Padova e responsabile dell’Area accoglienza e ospitalità del Centro Veneto progetti donna.

“Il dato è tratto – La società in numeri e voci” è il podcast a cura dell’Ufficio comunicazione dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR (CNR-IRPPS).

CNR-IRPPS ha collaborato, con il progetto Mind the Geps, alla creazione del gioco Metadiverso, il quiz interattivo progettato per aumentare la consapevolezza del personale CNR sulle sfide della parità di genere.

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Eventi di co-creazione – Progetto NewWorkTech

Nell’ambito del progetto NewWorkTech – From the margins to the masses: Standard practices and innovative uses of technology in augmenting different abilities of people in the world of work – il CNR-IRPPS ha realizzato, tra settembre e ottobre 2025, quattro eventi di co-creazione (sia in presenza che online) al fine di raccogliere opinioni e idee sui diversi bisogni di interazione con la tecnologia da parte delle persone con disabilità in ambito lavorativo. Gli eventi sono stati organizzati e moderati da Tiziana Guzzo e Maria Chiara Caschera e hanno coinvolto vari stakeholder, tra cui persone con disabilità (intellettive, visive, fisiche e uditive), associazioni, educatori, esperti di tecnologie e policy maker.

Il progetto europeo NewWorkTech mira a esplorare come la tecnologia possa migliorare le competenze lavorative di persone con disabilità (sensoriali, fisiche e intellettive). L’obiettivo principale è quello di trasferire queste conoscenze in risultati pratici: soluzioni tecnologicamente avanzate, nuovi quadri teorici, questioni etiche, raccomandazioni politiche e conoscenze pratiche accessibili alla comunità in generale.

Il primo evento di co-creazione si è svolto il 23 settembre 2025 coinvolgendo persone con disabilità intellettive, operatori appartenenti all’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), operatori e rappresentanti dell’ANFFAS (Associazione Italiana Persone Down) e di Séfora Impresa Sociale Anffas, il Disability Manager di Banca d’Italia, l’Unità Prevenzione e Protezione del CNR e l’Università di Copenaghen.

È stato coinvolto un gruppo di lavoratori con disabilità visiva nel secondo evento  del 25 settembre 2025, con i rappresentanti territoriali di UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), esperti di tecnologia del S. Alessio Margherita di Savoia (Azienda di Servizi alla Persona disabile visiva), l’Unità Prevenzione e Protezione del CNR, l’Istituto Statale “Augusto Romagnoli” di Roma di specializzazione per gli educatori dei minorati della vista e il Disability Manager di Banca d’Italia.

Al terzo evento di co-creazione, svolto il 7 ottobre 2025, hanno partecipato persone con disabilità fisiche, la FISH Lazio (Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie), il Centro per l’Autonomia e l’Autodeterminazione, l’Università di Copenaghen, l’Unità Prevenzione e Protezione del CNR e l’Istituto Superiore di Sanità (Centro Nazionale Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica – TISP).

Infine, il quarto evento di co-creazione si è svolto il 16 ottobre 2025 coinvolgendo diverse persone con disabilità uditive, l’Associazione Kairos, l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione ISTC – CNR, il  Disability Manager di Banca d’Italia e l’Unità Prevenzione e Protezione del CNR.

Nel corso degli eventi, attraverso un processo di progettazione partecipata “con e per” le persone con disabilità, i partecipanti hanno fornito idee, bisogni e proposte concrete sull’utilizzo, i limiti e le sfide della tecnologia nel mondo del lavoro.

I feedback emersi contribuiranno alla definizione di linee guida per lo sviluppo di tecnologie più accessibili e inclusive e realmente rispondenti ai bisogni espressi dagli utenti, nel rispetto del principio fondamentale: “Nulla su di noi senza di noi.”

Per restare al passo con le novità del progetto è possibile seguire i canali social: Linkedin, Instagram e BlueSky.

 

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