Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali

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Category: Progetti attivi

E.A.T.S – Empowering Agri-food chain actors Through Social dialogue

E.A.T.S – Empowering Agri-food chain actors Through Social dialogue

E.A.T.S. mira ad identificare, diffondere e promuovere le migliori pratiche relative alle relazioni Sociali e industriali in Europa focalizzandosi sulla filiera agroalimentare, partendo dalle attività primarie per la trasformazione del prodotto, nelle aziende multinazionali di medio-grandi dimensioni dove sono presenti  rappresentanze dei lavoratori riconosciute in Europa.

Questo progetto mira quindi non solo a consentire la diffusione e la condivisione delle migliori pratiche di dialogo sociale già in atto prima della pandemia e/o sviluppato durante la pandemia stessa tra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali degli Stati membri dell’UE e dei Paesi candidati all’adesione all’UE, ma anche allo sviluppo di nuove linee guida che possano essere utili ai Paesi membri per la on job management of the emergency e per la definizione di future modalità di organizzazione del lavoro per affrontare le sfide presenti e future nel settore agroalimentare migliorando il dialogo sulle migliori pratiche rispettivamente adottate tra i sindacati coinvolti.

E.A.T.S. intende raccogliere, analizzare e diffondere le migliori pratiche che attualmente vedono coinvolte le organizzazioni sindacali nazionali e i Comitati di Dialogo Sociale del Settore messe in atto al fine di valorizzarne i punti di forza e gli aspetti replicabili a livello europeo e in altri paesi.

E.A.T.S. è un progetto della durata di 24 mesi e seguirà i principi della ricerca-azione.

Il progetto mirerà quindi al raggiungimento di risultati comparativi della ricerca sulle pratiche messe in atto dalle parti sociali nel settore agroalimentare, lungo l’intera filiera, sui loro metodi e sui risultati ottenuti nel campo della sostenibilità e gli sforzi per ridurre i livelli di economia informale. La ricerca comparativa e le conseguenti linee guida che ne deriveranno,  diventeranno strumento di lavoro e patrimonio condiviso non solo dei sindacati e delle associazioni datoriali coinvolte, ma anche di tutti i futuri attori del Dialogo Sociale che, al termine del progetto, potranno trarne ispirazione.

Lo sviluppo della ricerca prevede:

riunioni preparatorie del gruppo di lavoro;

5 workshop nazionali;

1 conferenza finale;

1 tavola rotonda;

la stesura e il co-design delle linee guida.

Partecipanti:

Lucio Pisacane,
Serena Tagliacozzo,
Marco Cellini,
Paola Trussardi,
Cristiana Crescimbene.

Istituzioni partecipanti:

IT – Fai CISL nazionale

IT – Consiglio Nazionale delle Ricerche

ES – FEDERACION DE INDUSTRIA, CONSTRUCCION Y AGRO DE LA UNION GENERAL DE TRABAJADORES

BG – Federation of Independent Trade Unions in Agriculture

IT – FONDAZIONE ADAPT

IT – ADAPT ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI INTERNAZIONALI E COMPARATI SUL DIRITTO DEL LAVORO E SULLE RELAZIONI INDUSTRIALI

IT – CONFEDERAZIONE NAZIONALE COLDIRETTI

MK – Trade Union of workers from the agro-industrial complex of Republic of Macedonia – Agro-Sindikat

GR – OMOSPONDIA VIOMICHANIKON ERGATOUPALLILIKON SOMATEION

IT – FONDAZIONE FAI CISL-STUDI E RICERCHE

FR – FGA-CFDT

IT – CONFEDERDIA

BE – European Federation of Food, Agriculture and Tourism Trade Unions

IT – TERRA VIVA

IT – ANOLF PUGLIA APS

IT – ANOLF Cuneo

IT – ALPAA

GR – SYNDESMOS PROS PROAGOGI TON SYMFERONTON TON ANONYMON ETAIREION

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WOMAN’S HURDLES

WOMAN'S HURDLES

Gianluca Sotis – Responsabile CNR

UNA PARTNERSHIP DI COLLABORAZIONE EUROPEA PER AUMENTARE LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE AI PROGRAMMI DI ATTIVITÀ FISICA sviluppata nell’ambito del programma “Erasmus + Sport 2020” della Commissione Europea.

Nonostante i noti benefici dell’attività fisica, rimane spesso sottoutilizzata, soprattutto tra le donne. I programmi per l’invito all’attività fisica da parte delle donne in ambito comunitario, tuttavia, sono piuttosto numerosi e attirano un’ampia popolazione femminile, suggerendo che si possono superare le barriere all’attività fisica incontrate dalle donne.

In realtà l’adesione a programmi di attività fisica è diversificato rispetto all’età. Le donne nel culmine della loro vita attiva sono prese più da altre incombenze, come il lavoro, le faccende domestiche, le attività di cura familiari, ed è molto difficile da ottenere e mantenere un buon livello di partecipazione femminile.

Il progetto ha 3 principali obiettivi:

  1. capire in dettaglio la natura delle barriere all’attività fisica tra le donne di età compresa tra 20 e 69 anni, e quindi immaginare possibili soluzioni che possano modificare l’approccio all’attività fisica;
  2. indagare online sui temi relativi all’attività fisica femminile;
  3. organizzare corsi di formazione per formatori di professionisti (medici, preparatori fisici e responsabili dell’attività fisica).     

Il CNR-IRPPS è chiamato a collaborare nella gestione delle indagini e nell’analisi dei dati preliminare alle attività di progetto dedicate alle azioni concrete di formazione e sensibilizzazione delle donne.

Partners:

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Bridges

BRIDGES

Si chiama “BRIDGES – Building Reflexivity and response-ability Involving Different narratives of knowledGE and Science” ed è coordinato dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (Irea) del Cnr di Milano sotto la responsabilità scientifica della dottoressa Alba L’Astorina, il progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione Cariplo su fondi destinati alla Ricerca Sociale su Scienza, Tecnologia e Società.

Il progetto impiega metodi di ricerca transdisciplinare e partecipata per comprendere e rafforzare la relazione tra scienza, società e sistemi ecologici nel contesto italiano. Per farlo utilizza come caso di studio, la fertilità del suolo, un tema di interesse locale e globale, dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come una delle tre emergenze del pianeta, insieme al cambiamento climatico e alla perdita della biodiversità. La fertilità del suolo è anche un tema complesso e controverso, perché la sua gestione e tutela implicano una serie di nuove relazioni e visioni tra scienza, società, ecosistemi e attori umani e non umani.

Il progetto, che parte il 15 aprile 2021 e dura due anni, prevede una parte di indagine sociale, nel contesto italiano, che coinvolgerà migliaia di giovani ricercatori del CNR e di altre reti scientifiche, sulle narrazioni dominanti sul rapporto scienza-società intorno a temi controversi. A partire da alcuni discorsi emergenti, verranno organizzati una serie di incontri e seminari, in ambiente urbano e rurale, e alcune attività di Citizen Science, in cui alcuni dei ricercatori coinvolti sperimenteranno, insieme a reti di cittadini, un tipo di ricerca partecipato e ibrido, per discutere e produrre indicatori di fertilità del suolo costruiti collettivamente. Saranno affiancati, in questo percorso, da educatori, artisti, specialisti di microbiologia del suolo, agricoltori.

Gli obiettivi che BRIDGES si pone si riferiscono a:

• investigare, mappare e arricchire le narrazioni che definiscono e inquadrano la ricerca scientifica disciplinare italiana;
• sperimentare un processo pilota di co-produzione di pratiche di ricerca transdisciplinare sulla fertilità del suolo, attraverso una serie di incontri e seminari, in ambiente urbano e rurale, e alcune attività di citizen science;
• sviluppare un’attitudine riflessiva e un senso di responsabilità nei cittadini e nei ricercatori, rendendoli consapevoli di essere una risorsa fertile per l’Italia.

Il progetto si compone di 6 WP. L’IRPPS partecipa al WP1 per la realizzazione di una indagine presso i giovani ricercatori italiani.

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RARE-Bestpractices

RARE-Bestpractices

 

RARE-Bestpractices ha sviluppato una piattaforma di networking per supportare la raccolta di dati standardizzati e validati e uno scambio efficiente di conoscenza e informazioni affidabili sulle malattie rare (MR).

Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea: Grant Agreement – FP7-HEALTH-2012-Innovation-1-305690

Le specificità delle malattie rare, incluso alluminio numero limitato di pazienti, il largo numero di malattie rare e la loro diversità rispetto ad origine e manifestazioni cliniche, creano sfide che rendono i progressi della ricerca la creazione di conoscenza molto difficile.

Partendo dalla richiesta di una maggiore conoscenza e dalla necessità di condividerla, il progetto di quattro anni finanziato dalla Unione Europea RARE-Bestpractices – Platform for sharing best practices for the management of rare diseases (www.rarebestpractices.eu) – Grant Agreement FP7-HEALTH-2012-Innovation-1-305690 – ha lavorato per creare una piattaforma di networking sostenibile per raccogliere, valutare e diffondere Best Practices al fine di migliorare la gestione dei pazienti con malattie rare e per promuovere un livello consistente di servizi di cura nei paesi europei.

Una rete di collaborazione è stata creata con esperti in tema di linee guida, revisioni sistematiche della letteratura, technology assessment, epidemiologia delle malattie rare, salute pubblica provenienti da nove paesi europei. I Risultati principali sono stati:

– Si è concordata una metodologia per la produzione e la valutazione di linee guida di malattie rare.

– È stata effettuata una raccolta sistematica di linee guide e raccomandazioni di ricerca su malattie rare (tali documenti sono raccolti in due specifici database disponibili sul sito di progetto).

– È stata effettuata una analisi dei criteri di definizione del valore di farmaci orfani in 8 stati membri.

– È stato creato un giornale peer-reviewd e open access sul tema delle malattie rare (http://rarejournal.org/rarejournal);

– Sono state organizzate due edizioni del corso internazionale “Health care guidelines on rare diseases. Quality assessment”.

– Dei training tools sono stati prodotti per assistere gli sviluppatori e i valutatori di linee guida.

– È stata attivata una collaborazione con l’International Rare Diseases Research Consortium (IRDiRC).

– Si è garantito coordinamento scientifico e networking.

Il ruolo del CNR (presente con IRPPS e Istituto di Fisiologia Clinica) è riportato:
– Project Management;
– Healthcare Process Modelling – rappresentazione grafica di processi di cura attraverso linguaggi standard;

– Policy Analysis – analisi di politiche di determinazione del valore di tecnologie sanitarie, specialmente in condizioni di scarsa evidenza.

CNR ha predisposto il seguente deliverable: Method of representation of BP guideline through Standardised notations/ languages for graphical representation of healthcare processes

(http://www.cnr.it/peoplepublic/peoplepublic/index/downloadprodotto/i/119746)

CNR ha partecipato alle seguenti pubblicazioni:

Mincarone P, Leo CG, Sabina S, Sarriá-Santamera A, Taruscio D, Serrano-Aguilar P, Kanavos PG. Reimbursed Price of Orphan Drugs: Current Strategies and Potential Improvements. Public Health Genomics, 2017. DOI: 10.1159/000464100. https://www.karger.com/Article/FullText/464100

Mincarone P, Leo CG, Sabina S, Tordrup D, Taruscio D, Kanavos P. Reimbursed Price of Orphan Drugs: A Value Based Framework. Value Health. 2015;18(7):A678.

Sejersen T, Del Giovane C, Filippini G, Leo CG, Meerpohl JJ, Mincarone P, et al. Methodology for production of best practice guidelines for rare diseases. RARE DISEASES AND ORPHAN DRUGS. 2014; 1(1); 10-19. http://rarejournal.org/rarejournal/article/view/35

Pai M, Iorio A, Meerpohl J, et al. Developing methodology for the creation of clinical practice guidelines for rare diseases: A report from RARE-Bestpractices. Rare Dis. 2015;3(1):e1058463. doi:10.1080/21675511.2015.1058463. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4590012/

Taruscio D, Morciano C, Laricchiuta P, et al. RARE-Bestpractices: a platform for sharing best practices for the management of rare diseases. Orphanet J Rare Dis. 2014;9(Suppl 1):O14. doi:10.1186/1750-1172-9-S1-O14. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4249596/

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Legal blindness costs

Legal blindness costs

 

Il lavoro di ricerca, svolto in collaborazione con il centro di Economic Evaluation and HTA del CEIS Facoltà di Economia dell’Università di Roma di Tor Vergata, prevede lo sviluppo un modello probabilistico di Cost of Illness delle maculopatie in Italia. Il modello sarà in grado di riassumere le caratteristiche epidemiologiche della patologia e la stratificazione dei pazienti in base alle linee guida riconosciute dalle associazioni mediche di riferimento. A tali dati verranno associati delle stime di spesa relative a costi diretti sanitari (Farmaci, ospedalizzazioni, visite per terapia e/o diagnosi ecc) e costi indiretti (perdita di produttività per assenteismo e presenteismo, perdita del lavoro, pensioni di inabilità e/o invalidità ecc) causati direttamente o indirettamente dalla patologia. I risultati delle elaborazioni consentiranno di ottenere stime realistiche del peso economico ed epidemiologico delle maculopatie in Italia e potranno fornire un importante contributo conoscitivo per decisori. I risultati scaturiti dal lavoro verranno implementati all’interno dell’osservatorio della cecità ideato dal centro di EEHTA del CEIS Facoltà di Economia dell’università di Roma Tor Vergata (direttore del centro Prof. Francesco Saverio Mennini).

Si stima che in Italia circa 4,8 milioni di pazienti sia affetta da malattie vascolari della retina. La terapia con inibitori del Vascular Endothelial Growt Factor (VEGF) ha rappresentato una importante innovazione in ambito sanitario rendendo possibile la cura di patologie oftalmiche per le quali vi erano scarse possibilità terapeutiche. Dal 2008, anno della loro introduzione, i farmaci anti-VEGF hanno consentito non solo il miglioramento della salute dei pazienti trattati ma anche potenziali riduzioni di spesa sociale. Nonostante l’importante peso epidemiologico e la rilevante spesa sostenuta per la gestione e cura di queste patologie, sono pochi gli studi economici disponibili in letteratura.

Andrea Marcellusi, Fabio Palazzo, collaborazione con EEHTA-CEIS. Facoltà di Economia Università degli studi di Roma “Tor Vergata”.

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IC-Health-Improving digital health literacy in Europe

IC-Health-Improving digital health literacy in Europe

Workshops and participative approaches for knowledge sharing in a learning process. Design of on-line platforms

Citizens’ digital health literacy is an essential element for successful eHealth deployment. However, citizens often do not have the necessary skills to find, understand and appraise online health information and apply their knowledge to make health decisions. Digitally health literate citizens are empowered to play a more active role in their health self-management, resulting in improved prevention, adherence to a healthier lifestyle and better health outcomes.
IC-Health will provide support for the improvement of digital health literacy in Europe. In particular, the project will design 35 open access online courses (MOOCs), in seven different national languages, for different population cohorts including children, adolescents, pregnant and lactating women, elderly and people affected or susceptible to be affected by type 1 and type 2 diabetes.
The identified population cohorts, along with health professionals, academics and other practitioners, will be organised in Communities of Practice and involved directly in the co-creation of the MOOCs content and structure. Once the courses are be designed, they will be tested by the members of the CoPs and by other users.

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Analisi di sensitività COI Maculopatie

Analisi di sensitività COI Maculopatie

Il lavoro di ricerca, svolto in collaborazione con il centro di Economic Evaluation and HTA del CEIS Facoltà di Economia dell’Università di Roma di Tor Vergata, prevede lo sviluppo una analisi di sensibilità probabilistica legata alle stime di Cost of Illness delle maculopatie in Italia. All’interno delle valutazioni economiche uno degli aspetti di maggiore criticità è rappresentato dall’incertezza dei parametri utilizzati nel modello che possono compromettere l’attendibilità delle stime ottenute. A questo fine sono state sviluppate in letteratura differenti metodologie in grado di stimare l’incertezza dei modelli economici (One/multi-way deterministic sensitivity analysis, bootstrap simulation, Probabilistic sensitivity analysis ecc). Tuttavia, nell’ambito delle valutazioni economiche e nei modelli di Cost of Illness in particolare l’analisi di sensibilità probabilistica con simulazioni montecarlo rappresenta uno dei metodi maggiormente raccomandati e la stima di intervalli di confidenza al 95% uno degli indicatori più comprensibili per la comunicazione dell’incertezza dei risultati economici da presentare agli stakeholder del Sistema Sanitario

L’obiettivo dell’analisi è quello di stimare l’incertezza dei parametri utilizzati in un modello di Cost of Illness delle maculopatie in Italia già precedentemente sviluppo. In particolare l’obiettivo del progetto è quello di sviluppare un modello excel based in grado di stimare gli intervalli al 95% dei principali risultati ottenuti dal modello di CoI attraverso simulazioni montecarlo associando specifiche distribuzioni di probabilità a ciascun parametro utilizzato all’interno del modello

Andrea Marcellusi, Fabio Palazzo, collaborazione con EEHTA-CEIS. Facoltà di Economia Università degli studi di Roma “Tor Vergata”.

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SIC-Scicafè2.0

SIC-Scicafè2.0

Il progetto SciCafe2.0 è un progetto finanziato nell’ambito del programma FP7. Il progetto, ha avuto come scopo: • l’individuazione di metodologie partecipative per una società inclusiva, co-creativa, per la costruzione di una e-democracy capace di rispondere alle sfide della società. • la costruzione di una Piattaforma virtuale e Osservatorio per Crowd Sourcing, capace di coadiuvare metodologie partecipative e di supporto alle decisioni; • l’esecuzione di esperimenti metodologicamente guidati per valutare i vari approcci di coinvolgimento dei cittadini e community opportunamente selezionate nel processo di consultazione democratica e condivisione delle idee risultanti, raccolte e strutturate in un processo di intelligenza collettiva. In particolare l’unità di informatica sociale e computazionale ha fornito la piattaforma Scicafè Tool e delle sue funzionalità partecipative, configurate sulla base della piattaforma PLAKSS

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Rete dei Servizi Pneumologici: Integration, Research & Open-innovation (ReSPIRO)

Rete dei Servizi Pneumologici: Integration, Research & Open-innovation (ReSPIRO)

ReSPIRO rappresenta un’iniziativa di programmazione strategica nell’ambito di INNOVAAL, l’Aggregazione Pubblico- Privata per la ricerca, sviluppo, sperimentazione e validazione di tecnologie e servizi innovativi per l’“Active and Assisted Living” (ammessa a finanziamento in risposta al bando MIUR n. 713/RIC del 29.10.2010) che si propone di costruire una rete di competenze nel campo della progettazione e fornitura di prodotti e servizi tecnologici dedicati agli anziani e persone con diverse forme di fragilità e disabilità. ReSPIRO nasce da una visione condivisa finalizzata ad aggregare competenze e risorse per creare una filiera tecnologica integrata in grado di rispondere, nel più ampio orizzonte riferibile all’ambito Salute, benessere e dinamiche socioculturali, ai bisogni di inclusione sociale, sicurezza, assistenza e salute espressi da soggetti in condizioni, conclamate o a rischio, di cronicità (malattie respiratorie, cardiologiche, oncologiche, neurodegenerative, ecc.). Il Cluster intende focalizzarsi sullo sviluppo di tecnologie e sistemi nell’ambito dell’Active Assisted Living a supporto di processi di prevenzione (primaria e secondaria) e di auto-gestione della salute, di diagnosi, trattamento e follow-up in modo da favorire una gestione completa e personalizzata della malattia cronica in ambiente domestico (sia nella prospettiva dell’home care che in quella dell’hospital at home). ReSPIRO, nell’ambito della presente proposta, ha la finalità di assicurare continuità assistenziale al paziente respiratorio-cronico in assistenza domiciliare respiratoria (ADR) e integrata (ADI) prevenendo e/o gestendo tempestivamente le riacutizzazioni (associate a ri-ospedalizzazioni).

Il progetto è stato finanziato dalla Regione Puglia (Avviso “AIUTI A SOSTEGNO DEI CLUSTER TECNOLOGICI REGIONALI PER L’INNOVAZIONE”).

Ricerca industriale: sviluppo dispositivi per il monitoraggio a domicilio delle condizioni di salute del paziente con insufficienza respiratoria cronica. Ruolo IRPPS: Analisi di processi sanitari.

Il costante aumento delle cronicità e del peso degli effetti che ne scaturiscono inducono la necessità di sviluppare un nuovo modello socio-sanitario in grado di gestire il lento manifestarsi, il progressivo peggioramento e la notevole complessità di trattamento. L’integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale è un modello da seguire. Tra le patologie cronico-degenerative, particolare rilievo è ricoperto dall’insufficienza respiratoria. Allo stato attuale, pur disponendo di risorse terapeutiche (ossigenoterapia a lungo termine, ventiloterapia domiciliare), non esiste un programma integrato di intervento su territorio finalizzato ad assicurare una corretta gestione dei vari livelli di gravità della patologia. Di fondamentale importanza in tale visione integrata è il monitoraggio dei pazienti nella propria abitazione attraverso dispositivi e sensori, che, se attuato in modo capillare, può essere in grado di segnalare in tempo reale alle ASL di competenza l’incorrere di stati effettivi di riacutizzazione della malattia, che necessitano di un intervento del personale sanitario. L’utilizzo di sensori e dispositivi, che analizzano l’espirato del paziente (Breath Analysis), consentirebbe il duplice vantaggio di controllare in modo preventivo e non invasivo la funzione respiratoria gestendo e/o ritardando in tal modo l’evoluzione dell’insufficienza respiratoria cronica. ReSPIRO, coniugando l’individuazione di tecnologie pervasive, anche ricorrendo alla micro e nano elettronica, e la realizzazione di dispositivi, intende perseguire due obiettivi strategici: gestire la patologia mediante l’integrazione dei percorsi di cura e controllare i parametri legati allo stato di salute del paziente pneumologico a domicilio, anche mediante lo sviluppo e l’adozione di specifici sensori di “valutazione” del respiro, l’integrazione con dispositivi per l’auto- ed il tele- monitoraggio dei parametri fondamentali e con sistemi per il monitoraggio della compliance alla terapia.

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MARINA – Knowledge Sharing Platform for Federating Responsible Research and Innovation Communities

MARINA – Knowledge Sharing Platform for Federating Responsible Research and Innovation Communities

On-line Knowledge sharing platform Sociotechnical system MML Workshops Blended participative methods.

This is a project funded by the European Union’s Horizon 2020 Research and Innovation Programme under GA No. 710566. The project overall aim is to create an all-inclusive Knowledge Sharing Platform (KSP) catalysing and organising the convergence of already existing networks, communities, on-line platforms and services providing an online socio-technical environment that facilitates and stimulates the direct engagement of researchers, Civil Society Organisations (CSOs), citizens, industry stakeholders, policy and decision makers, research funders and communicators for improving Responsible Research and Innovation. The MARINA project federates Responsible Research and Innovation communities in the marine sector in a platform that is available at: www.marinaproject.eu

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